14. marzo 2008

Osim seks im Tzahi – Fate sesso con Tzahi

Fate sesso con TzahiIn Italia abbiamo Sesso con Luttazzi, lo spettacolo del comico romagnolo che partendo dalle nozioni scientifiche acquisite nel corso dei suoi studi di medicina, spiega il sesso in chiave ironica e surreale.
In Istraele invece c’è uno straordinario personaggio emergente, Tzahi Ben Zion, medico per davvero, specializzato in psichiatria e in sessuologia, che ha reso il suo lavoro “spettacolare” diventato un’icona della comicità, sfatando i falsi miti sul sesso in modo irriverente e divertente.
A differenza di Daniele, Tsahi non ha proprio le physique du role: è infatti grande grosso ed occhialuto.
Lui sostiene che questo rende più credibili le sue lezioni di sesso e spinge le persone a fidarsi di lui:

Se fossi attraente la gente penserebbe: ‘Con una faccia così non ha certo problemi. Anch’io se fossi come lui, non ne avrei’. Ma quando le persone vedono uno come me, con problemi di peso e con gli occhiali, si identificano più facilmente, si fidano.

Per Tzahi Ben Zion il suo lavoro è più una missione, una mitzwah (buona azione), perché tutti dovrebbero avere una vita sessuale soddisfacente, non solo le top model o le star del cinema. Infatti il suo motto è un’erezione per ogni uomo e un orgasmo per ogni donna.
Secondo recenti scoperte in campo psicologico l’appagamento sessuale è il rimedio per molti malanni: la depressione, l’angoscia e perfino l’invecchiamento della pelle. Una donna che ha due orgasmi alla settimana sviluppa il 30% di rughe in meno rispetto alle altre.
Il suo stile è pragmatico, diretto. Non si fa problemi a toccarsi le parti del corpo per farsi capire meglio e a parlare di genitali. Passa da una battuta all’altra e per illustrare una particolare situazione ricorre anche alla barzelletta sconcia.
Sicuramente presto anche in Italia si sentirà parlare di lui.
Una considerazione finale: perfino la bacchettona Israele riesce a parlare e ridere di sesso in tv. Da noi si dimenano solo culi
Un peccato che su You Tube non ci sia, per ora, nemmeno un video di questa sorta di patch adams del sesso.
Fonte: numero 734 di Internazionale (7/14 marzo 2008)

02. febbraio 2008

L’amore ai tempi delle linee erotiche

Justine Gromada - Diva FuturaMi rivolgo a te donna (o uomo, nel caso si tratti di una coppia gay), che sei arrivata a queste pagine cercando su Google come perdonare quelli che chiamano le linee erotiche: il perdono lo dovresti cercare nel tuo cuore e non tra i risultati di un’interrogazione ad un database.
La generazione di nostri nonni si è convinta che se lo dice la televisione è vero, non facciamo la trasposizione dello stesso errore: non è tutto vero quello che trovi su Google.
Dopo questa puntualizzazione, se posso fare qualcosa per il tuo problema… ben volentieri!
Io sono per il perdono. Sì, perdonalo! Ma non fargliela passare a buon mercato: se non rimane indelebile la coscienza dell’aver sbagliato, quello alla prossima occasione le richiama le linee erotiche, che “tanto poi lei mi perdona!”.
Siccome la maggioranza delle persone è reattiva solo se gli si tocca il portafoglio, se lui vuole veramente il tuo perdono si deve convincere che per ottenerlo deve spendere la corrispondente somma che ha speso per le chiamate alle maiale comprandoti un regalo.
A questo punto come puoi assicurarti che non chiamerà le donnine nude delle linee erotiche? Se lui ti ama il problema non dovrebbe nemmeno sussistere, ma dato per assodato che la maggior parte degli uomini in quel frangente starebbero solo più attenti a non farsi sgamare, puoi percorrere due strade.
Puoi minacciarlo di chiedere di lavorare anche tu per un call center erotico finendo così ad ascoltare centinaia di uomini che si masturbano e vengono alle tue parole, oppure puoi proporgli di farle tra voi due le telefonate erotiche. Entrambe le soluzioni ti potrebbero arricchire e far provare sensazioni forti: è risaputo che il piacere della donna è molto più cerebrale di quello dell’uomo. E in entrambe le situazioni farai un figurone: l’immaginario erotico della quasi totalità degli uomini è talmente limitato che ti basterà far capire che sei una vera porca e fai di tutto, che lui è un vero stallone e ce l’ha grossissimo, per soddisfarlo e per sentirti la dea del sesso. Indipendentemente dalla tua reale disinibizione e dalle sue effettive misure.
In ogni caso contribuirai a debellare lo spettacolo ignobile di quei MDF che chiamano la Justine Gromada (nella foto, mentre è al lavoro) di turno, a notte fonda, e parlano con un filo di voce per non svegliare la compagna che dorme nella stanza attigua.

13. aprile 2007

Un certo bottoncino…

Foto di Helmut Newton, clicca per ingrandire

Saper trattare con la clitoride è un arte: si tratta di un punto da corteggiare e conquistare, con esiti sempre diversi, non di un volgare pulsante da schiacciare! La clitoride è sensibilissima: se ci si muove male, è capace di dare dolore invece che piacere. Così come è capace di non rispondere affatto…

La citazione è di Roberta Reis, una delle firme storiche del magazine D de La Repubblica.
E’ tratto da un’articolo (scaricabile in Pdf) comparso su un numero di Cosmopolitan nei primi anni 90.

La foto è di Helmut Newton.
Tratta da un photoset indimenticabile e indimenticato del 2001.

Parole e immagini che non hanno bisogno di commenti tanto sono autentiche, tanto sono dense.

05. aprile 2007

Non è peccato

Non è peccatoQuando penso a certi bigottismi religiosi come quelli raccontati nel film La Quinceañera mi sopraggiunge un tal fastidio laggiù, come se avessi una faina aggrappata alle palle: a Los Angeles una quindicenne immigrata messicana gioca al dottore con il fidanzatino, sfiga vuole che rimane incinta senza nemmeno essere penetrata; il padre predicatore della chiesa locale ripudia la figlia fino al momento in cui gli si dimostra che sua figlia è ancora vergine e non si convince che la gravidanza è un miracolo.

Uomini di chiesa, preti, papi, vescovi, diaconi, semplici fedeli: state sciolti! Scopare non è peccato.
E non basatevi sulla bibbia per estrapolare certe teorie cazzare, perchè nella bibbia si legge di tutto.

Già era stato citato quel Sex in Christ che esortava le coppie a fare sesso anale per mantenere la verginità prematrimoniale oltre che promuovere l’ingoio dello sperma perchè non vada sprecato. Perchè è scritto nella bibbia.

E per quei credenti che voglio aggiungere ancora un po’ di pepe alla loro vita sessuale possono sempre consultare Christian BDSM, il sito dedicato al Bondage and Discipline / Dominance and Submission / Sadomasochism tra cristiani, oppure My beloved’s garden, il primo sexy shop americano di ispirazione cristiana.
Basta essere coppie sposate e sulla bibbia si trovano frasi che giustificano tutto. Citazioni, capitoli, versetti.

Ma non è abbastanza assurdo tutto questo?
Solo le alte schiere ecclesiastiche non si sono ancora rese conto che scopare non è peccato. E non perchè lo dice la bibbia.

13. novembre 2006

Liscia, rasata e tuttapelle

L’ho fatto per gelosia.
Lo confesso. Uno di quegli impulsi irrefrenabili scatenati dall’ ego ferito. A brucia pelo un giorno gli ho chiesto: “Amore, ma a te piacciono quelle fighette scorticate?”.
Formulata così la domanda retorica esigeva una risposta scontata, a senso unico.
Infatti lui, ad occhi abbassati: “Ma… credo di no… in effetti… proprio tutta rasata… non saprei…”, mi ha fatto capire il suo interesse verso la cosa, ma anche che non me l’avrebbe mai chiesto.
Io allora l’ ho fatto. Rasoio e schiuma.
Con cura maniacale: monte di venere, grandi labbra, zona periananale. Lentezza e posizioni da kamasutra, ogni lembo di pelle raggiunto. Deforestazione totale, il genocidio del pelo, lo stermino.
Poi lo specchio: pochi centimetri di pelle ma il mio corpo sembrava diverso.
I miei polpastrelli hanno accarezzato pelle nuova, nessun ostacolo. Hanno scatenato sensazioni sconosciute, nuove frontiere percettive.
Non l’ ho voluto ammettere ma mi è piaciuto da subito. Così come mi è piaciuta la faccia stupita di lui. Sbalordimento via via intorbidito dal desiderio, incontrollabile e selvaggio. Labbra che diventano ventose sulla superficie liscia. Meraviglioso.
E sono iniziati i riti, i nostri riti esclusivi. Lui che depila me, io che depilo lui. Rinnovate nudità che si scoprono e si uniscono. Ogni volta.Glabra 74

Patatina rasataGlabra 74, grazie per aver condiviso con noi le tue esperienze. Sono felice che tu abbia fatto questo piccolo passo che ti ha portato a conoscere meglio il tuo corpo.
Pare proprio che oggi si preferisca la patatina rasata alla passerina allo stato brado. Ma non è sempre stato così. So che c’ è un’ accademia che si occupa dello studio di questo gap generazionale, di quest’ incomunicabilità tra i genitori sessantottini flower power che amavano i folti cespugli e i loro figli che invece di pelo meno ne vedono meglio è. Ma ti assicuro che è solo una questione di cultura e tradizione infatti nell’ area mediorientale e in quella africana da sempre è praticata la depilazione totale con l’ evidente motivazione dell’ igiene ma anche per un gioco di seduzione.
Coinvolgere il tuo ragazzo nell’ operazione di disboscamento è stata la cosa migliore che potessi fare: tu stessa hai percepito come sia stata un’ esperienza di condivisione indimenticabile che vi ha affiatato ancora di più come coppia.
La depilazione ha anche altri vantaggi: molti uomini, che danno solo delle fugaci passate di lingua come palese invito ad una poderosa succhiata di augello, sono incentivati dal piacevole contatto diretto a soffermarsi più a lungo e con più entusiasmo sulla zona. Se ciò non fosse sufficiente a stimolare la generosità del tuo partner comunque godresti di un notevole aumento del piacere favorito dall’ assenza di elementi desensibilizzanti. Al di là del fattore estetico e della valenza di carattere seduttivo il motivo per cui vale la pena rasarsi la patatina è proprio questo: le sensazioni vengono esponenzialmente amplificate.

Permettimi di darti alcuni consigli: evitare rasoio o creme perchè i peli così li rinforzi, poi i rasoi potrebbero provocare taglietti e microtraumi quindi un’ottima porta per l’ingresso di germi e virus, le creme invece visto la sensibilità della mucosa in quel posto potrebbero provocare spiacevoli irritazioni. Ti consiglio la ceretta, perchè in questo modo i peli non si incarniscono. Solo se proprio non sopporti il dolore (come darti torto vista la parte in causa) usa il rasoio, magari utilizzane uno che il tuo ragazzo ha già usato diverse volte per farsi la barba così le lame non sono più molto taglienti ed eviti di scorticarti.

Non mi dici se hai fatto fatica a convincere il tuo ragazzo a farsi depilare o è bastato che tu gli dimostrassi la straordinarietà di quello che hai provato. Molti maschi fanno storie: se lui obbietta che è un’ operazione poco virile, quasi da gay, puoi sempre rispondergli come risponderebbe Samantha Jones di Sex and the City: Could you shave or something? Blowing you is like getting my teeth flossed! (Potresti raderti? Farti un pompino è come sem mi stessi passando il filo interdentale!, t.d.r.) oppure puoi citare Alfred Kinsey l’ uomo che ha rivoluzionato la sessuologia affermando che il mondo non è diviso in omosessuali e eterosessuali, ma che esistono vari gradi di rapporto tra la componente eterosessuale e quella omosessuale in ciascun individuo: non esistono esclusivamente eterosessuali o esclusivamente omosessuali. E se il pelo rappresenta un’ ostacolo alla fruizione di tutta la gamma delle sensazioni disponibili toglierlo non è da gay. Oppure potresti pungerlo nel suo orgoglio di stallone dicendogli che senza pelo il suo pisello sembra enorme.

16. ottobre 2006

I diari di Susan Sontag

Susan Sontag fotografata da Annie Leibovitz

L’arrivo dell’orgasmo ha cambiato la mia vita. Mi sento liberata, ma non è questo il modo giusto di dirlo. Più importante: mi ha limitato, ha chiuso delle possibilità, ha reso chiare e nette le alternative. Non sono più illimitata, e cioè un niente.La sessualità è il paradigma. Prima, la mia sessualità era orizzontale, una linea infinita suddivisibile all’infinito. Ora è verticale; sale e ricade, oppure niente.

Tratto dal diario del 19 novembre 1959 di Susan Sontag.

Susan scrive questo appena un anno dopo aver divorziato da Philip Rieff. Lo sposò a soli 17 anni e gli diede un figlio, David. Il loro matrimonio durò otto anni. Viene da pensare che Susan Sontag pur avendo dato alla luce un figlio non abbia mai veramente goduto. E’ riuscita, probabilmente, a godere pienamente solo quando ha avuto ragione della sua omosessualità.
A dimostrare, ancora una volta, come anche il piacere passa dal sempiterno Γνωθι Σεαυτόν (conosci te stesso) delfico.

Altri stralci dei suoi diari: prima parte, seconda parte.

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