26. settembre 2010

Perle di saggezza non richieste

fibraxlfg8Stamattina dopo chissà quanto tempo sono riuscito a prendermi un po’ di tempo solo per me. Ho fatto sport, ho riflettuto. Sono giunto a delle conclusioni.
Ora et labora. Se il lavoro è metà preghiera, come sottoliena il motto delle comunità monastiche medievali, io in questo periodo sto pregando come neanche un porcod1o baciapile…
Fabri Fibra non ha inventato niente. Fin dalla notte dei tempi per diventare qualcuno devi insultare chi è più famoso di te e quindi farti insultare a tua volta. E soppratutto, secondo me, prima di far uscire il disco si era accordato con Laura Chiatti, per montare un caso.
Le donne sono fonte di problemi. Quelle degli altri no. Come dici? Che è eticamente scorretto intrattenere rapporti con donne sposate? Per quel che mi riguarda è più eticamente scorretto è prendere la bustarella per far entrare capitali discutibili in unicredit, intascare 40 milioni di liquidazione quando ti scoprono e avere la faccia di bronzo di dire “Mi mandano via, sono amareggiato!”.

16. aprile 2009

Sebastian contrario

Andrea Mantegna - San Sebastiano (Contrario) Lei non demorde, alle mie risposte seccate replica con complimenti che secondo la sua teoria dovrebbero ammorbidire il mio giudizio nei suoi confronti.

hai un carattere forte… lo si vede da come esprimi le tue idee, convinzioni che porti avanti anche se ai che fai Sebastian contrario… lo trovo stupendo…

Passi l’orrore grammaticale nella coniugazione del verbo avere, probabilmente è una svista dal momento che a inizio frase è coniugato correttamente. Passi la sintassi stentata.
Ma Sebastian contrario proprio non si può sentire! Almeno le basi delle espressioni idiomatiche della lingua italiana bisognerebbe conoscerle: si dice bastian contrario!

Te lo chiedo per favore: cancella il mio numero dalla tua rubrica! E dimentica di avermi conosciuto. Io farò altrettanto.

Chiedo scusa ad Andrea Mantegna se ho violentato in quel modo uno dei suoi dipinti più famosi.

09. aprile 2009

ke bei oki

OKI ketoprofeneSe mi vuoi sedurre e mi scrivi: “ke bei oki ke hai!” parti con il piede sbagliato!

Infatti se leggo oki penso al ketoprofene, l’antinfiammatorio non steroideo. Al massimo posso pensare, se sei veneta, che tu intenda indicare i maschi dello starnazzante animale da cortile.

Quindi se vuoi fare colpo su di me, scrivi in italiano. Non dico di scrivere bene, ma almeno di scrivere senza ostentare quella maledetta sintesi che ammorba ormai la maggioranza delle comunicazioni via sms. Non sono né un calciatore, né un tronista: la grammatica, su di me, ha un innegabile fascino. Al contrario di te.

31. marzo 2009

[Comunicazione di servizio] Questo blog recensito da AlterVista!

Ciao richardgekko,

lo staff di AlterVista ha pubblicato il link e una breve descrizione del tuo sito.

Ci e` piaciuto il tuo lavoro, e` grazie a contributi come il tuo che la nostra community cresce.

Il link ti porta visitatori, migliora il tuo “Page Rank” e permette ai motori di ricerca di trovarti piu` facilmente

Trovi la citazione, tra 24 ore, in home page: http://it.altervista.org/, sotto il titolo “In Primo Piano”. Se non vedi il tuo sito, che compare a rotazione con altri indirizzi, “ricarica” la pagina.

[omissis]

Grazie

A presto!

Redazione AlterVista

Gentile Redazione AlterVista, scelta ponderata, oserei dire, visto che qui non esce niente di nuovo da più di due mesi!

Ah, che poi uno se lo chiede: ma con tutta la gente che passa ed è passata di qui  solo una persona s’è domandata (grazie Meringa) che fine abbia fatto quella simpatica canaglia che si spaccia per Richard Gekko?

Ma, tornando a noi, che cosa mi è successo in questi due mesi? Ho ascoltato The Veronicas e mi son fatto crescere la barba (cosi sembro ancora più grasso!).

In attesa di decidere cosa fare di questo coso qui (attenti tutti: recensito da AlterVista! Neanche fosse la Treccani!) vi saluto con rispetto e immutata stima. Comunque, sarei anche propenso a chiudere bottega.

07. gennaio 2009

Lisbona (e Portogallo) in pillole

Praça de Touros de Campo Pequeno - Lisbon tripping

  • La versione portoghese de “Le Iene”, il programma televisivo e non il film, è tristerrima.
  • Lisbona, sali e scendi naturali a parte, se non si affacciasse sull’oceano potrebbe benissimo sembrare una Milano qualsiasi.
  • In autostrada si incrociano un fottio di automobili in avaria, anche modelli piuttosto recenti: ma, a Lisbona, aprire il cofano e dare un’occhiata se c’è ancora il motore prima di mettersi in viaggio è considerata una pratica “porta sfiga” visto che non la fa nessuno?
  • Mentre in Italia era “allarme maltempo” a Lisbona c’era un clima tiepido e gradevole, come un inizio di primavera.
  • Anche in Portogallo la tensione sociale è altissima: scritte anarchiche e critiche al decreto salvabanche del governo ovunque.
  • Il Portogallo è un Brasile in piccolo. Un meltin pot di razze: le coppie interracial sono più numerose di quelle “tradizionali”. Però i portoghesi sono tendenzialmente musoni, i brasiliani per niente.
  • Anche in Portogallo è invasione di babbinatalerampicanti. L’unione europea dovrebbe pronunciarsi contro questo abominio.
  • A Lisbona, nelle vie principali, ti propongono la ddddroga anche di giorno. Ma ci son di quelle facce, che non compreresti nemmeno un kilo di zucchero da loro.

Contributo fotografico.

03. novembre 2008

Tocchiamo ferro

Il Giulio Andreotti del film Il Divo, di Paolo Sorrentino, non faceva che ripetere che i nemici che lo osteggiavano e tutti quelli che gli auguravano una brutta fine sono tutti passati a miglior vita, mentre lui è sempre al posto suo, onnipresente. Sempre più gobbo ma sempre lì, in senato, in tv, sui giornali.
Ieri facendo distrattamente zapping me lo vedo lì in TV, il vetusto senatore, in quella trasmissione solitamente adibita ad arena di insulti e cazzate sparate da nonpersonaggi. Non ho potuto fare a meno di pensare “Ma non è ora che se ne vada in cielo dal suo dio?”, mentre velocemente cambiavo canale.
Oggi, la notizia del suo malore, lungi dal farmi sentire in colpa, mi ha invece preoccupato: caspita, se l’è cavata anche stavolta. Mica sarà in realtà mummificato da anni e la gobba è il contenitore di un marchingegno che lo fa muovere e parlare?
Comunque un brivido ha attraversato la mia schiena (perfettamente diritta): se è vero quella storia su “quelli che mi augurano il male”… Bhè, mi infilo lesto una mano in tasca, non si sa mai!

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