20. luglio 2009

Subsonica @ Sherwood Festival

Subsonica @ Sherwood FestivalPosti lontanissimi dal palco quindi ne sono venute fuori solo foto davvero pietose, ma in compenso un live con i controcazzi. Lo sterminato piazzale in pochi minuti si è trasformato in un gigantesco dance floor. Questo dovuto sia all’oculata selezione della scaletta operata dal gruppo torinese, che ha preferito un approccio più elettronico/danzereccio ai loro pezzi, ma anche al maestoso impianto di amplificazione messo a disposizione dal Sherwood Festival 2009 che ha permesso di godere un’altissima definizione di tutte le gamme dei suoni nonostante la misurata mole di Watt pompati fuori dalle casse. Due ore di spettacolo in cui oltre alle emozioni delle canzoni dei Subsonica si è potuto godere degli effluvi degli innumerevoli joint fumati lì intorno. In fin dei conti lo Sherwood è un festival e la canna fa molto festival, ma se non offri che festival è? Ah, come per ogni festival che si rispetti anche la pioggia sul finale si è fatta presente, ma non ha minimamente rovinato la festa.

14. luglio 2009

Lettera aperta all’amico emo

Ragazzo emoAmico adolescente, non ti si può biasimare.
Quando era adolescente chi ti sta scrivendo, già c’era il genere emo ma era molto diverso da quello che tu adesso riconosci come emo. All’epoca impazzava il grunge delle band di Seattle e ci si abbandonava allegramente nelle braccia della depressione ascoltando i Nirvana, i Sound Garden e i Pearl Jam. Però il grunge è morto, la sua fine è stata decretata dallo scioglimento delle band più rappresentative, mentre il genere emo ha continuato a proliferare e imbastardirsi.
Per cui, come si diceva prima, non ti si può biasimare se quando ti vuoi regalare un po’ di sano sconforto adolescenziale per bagnare con le lacrime le tue frustrazioni ascolti cagate come i Tokio Hotel, i My Chemical Romance o i 30 Seconds to Mars. La colpa è solo della storia che ti ha negato il confronto con i maestri del calo di autostima. Citiamo per comodità solo Kurt Cobain, il porta bandiera del disagio interiore, che ci ha regalato chicche come I hate myself and want to die e anche I’m worse at what I do best. Versi in cui tutti quelli della generazione degli allora adolescenti almeno una volta si sono riconosciuti.
Ecco, amico adolescente, se mai volessi differenziarti dalla massa dei tuoi coetanei emo ma comunque continuare a intristirti ascoltando musica rock condita da versi altamente pessimistici, sappi che puoi andare a frugare tra i le discografie dei già citati Nirvana, Sound Garden e Pearl Jam, troverai sicuramente qualcosa che ti piace. E farai pure un figurone con i tuoi amici emo.