28. ottobre 2008

Uno “sgùb” che neanche Aldo Biscardi…

Sembra che Vito, il comico famoso ai più per il suo personaggio “Stella Rossa”, l’operaio comunista, abbia subito un furto di una certa rilevanza e poi sia stato ricattato dallo stesso ladro per la restituzione della refurtiva.
Non è questo lo scoop, questa briciola di gossip vale niente in confronto al colpo che ho in canna. Tenetevi forte, perchè la notizia è una di quelle che lascia interdetti. Lo scorso settembre ho assistito ad uno spettacolo del comico bolognese. Dopo lo show ci siamo ritrovati nello stesso ristorante, lui era seduto poco lontano da me. Posso affermare con assoluta certezza che lui ha preso una porzione di pasta e fagioli. Sono pronto a sostenere la mia tesi anche nelle opportune sedi legali.

22. ottobre 2008

Farinotti VS Bignami #1

Distributore automatico di recensioni lunghe meno di 140 caratteri.

  • Nanni Moretti che lecca in quel modo le tette di Isabella Ferrari, in Caos calmo, a me ha fatto un po’ impressione…
  • Hancock pregevole nella prima parte, scontato nella seconda (soprattutto per la storia d’amore). Meno tamarro di quanto si pensi
  • No Country for Old Men ha sedato la mia paura di addormentarmi e perdermi il finale. Nessuno al mondo ha capito come finisce.

16. ottobre 2008

Alberto Moravia, Il viaggio a Roma

Mario, giovane studente universitario, dopo la morte della madre, con cui viveva a Parigi, torna a Roma per riabbracciare il padre, con cui non ha contatti da 15 anni.
Questo viaggio si trasforma per il protagonista in una riscoperta delle proprie radici ed un tentativo di risolvere traumi infantili irrisolti. A partire dal rapporto con la madre, che il piccolo Mario una volta sorprese a consumare uno dei tanti tradimenti proprio sul divano di casa. La variegata galleria di figure femminili (l’enthusiasteen Alda e la sua colta madre Jeanne che ricordano molto Elaine e signora Robinson ne Il Laureato, Esmeralda versione MILF, Oringia la bella straniera) che Mario frequenta non fungono solo da termine di paragone con la defunta madre ma in qualche modo dovrebbero sottostare ad una messa in scena dal sapore incestuoso per ripagare il torto subito nel aver dovuto assistere al tradimento della madre.
Per i temi trattati potrebbe essere in qualche modo considerato la continuazione di Agostino, uno dei più grandi capolavori di Alberto Moravia. Ritornano infatti prepotentemente l’incestuoso complesso di Edipo e l’adolescenza tormentata, intesa come perdita dell’innocenza. Ma c’è un ritorno anche ai temi già scandagliati in L’uomo che guarda, ovvero l’amore e il tradimento, l’infedeltà e la gelosia.
Moravia più che uno scrittore sembra un’orologiaio per la precisione con cui sonda gli stati d’animo, le paure e i desideri dei suoi personaggi: la dimostrazione che per essere un valido scrittore bisogna essere un buon osservatore ma soprattutto un attento conoscitore della psiche. Non è un segreto che Alberto Moravia fosse estremamente affascinato dalle teorie di Wilhelm Reich, discepolo di Sigmund Freud.
Ad impreziosire le trame raccontate dal grande scrittore romano ci sono i versi di Guillaume Apollinaire che Mario da appassionato di poesia cita in continuazione, e i continui riferimenti ai giardini di villa Balestra che sorgono tra i Monti Parioli e via la Flaminia, testimoni involontari di tutte le vicende salienti.
Il viaggio a Roma fu dato alle stampe nel 1988. A rileggerlo oggi non si può non essere colti da un moto di affettuoso trasporto per un modo di scrivere filologicamente perfetto e stilisticamente ineccepibile: ti fa rendere conto quanto sia cambiato in vent’anni il modo di scrivere e quanto si sia imbastardita la scrittura dei vari federicomoccia.

08. ottobre 2008

Funny Games U.S.

A giudicare da quanti hanno lasciato la sala prima della fine della proiezione, Michael Haneke ha proprio fatto centro. Ruoli affidati a famosi attori hollywoodiani, trailer che richiamano un filone horror capace di riempire sale e far esaurire le copie al videonoleggio, il truffaldino accostamento al cult Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.
Eccoli i giochini divertenti di Michael Haneke. Migliaia di spettatori convinti di trovarsi di fronte all’ennesimo Boogeyman/Saw/Hostel sono caduti nella trappola come allocchi. Ad attenderli non c’era la solita pacchianata zeppa di effetti speciali, ma una violenza folle e ingiustificata perpetrata da due tardoalescenti ad una famigliola borghese. Gli spettatori ostaggi impotenti, come gli stessi personaggi, devono sottostare alle violenze fisiche e psicologhe sia dei due giovinastri annoiati che di una regia che tutto è fuorché rassicurante.

Dopo La pianista e Niente da nascondere, Michael Haneke torna a far discutere realizzando il remake (perfettamente identico) di un suo film del 1997, cambiando soltanto ambientazione e attori. Nel cast Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt e tutto sommato si può tranquillante affermare che l’organico è perfetto per il tipo di operazione.

Nota di colore: su queste pagine si era benevolmente plaudito all’ingresso di Naomi Watts nella categoria delle MILF, nel film viene umiliata dai due balordi che la fanno spogliare e scommettendo sulla sua età proprio per la grazia del suo aspetto.

02. ottobre 2008

Saluti dal tuo night club di fiducia

Sabrina Ferilli mentre domostra come l'esibizionismo della stripteuse è contrario alla sua personalitàChe a nessuno venga in mente di considerare corrispondente alla realtà quanto visto in Anna e i Cinque! Palese l’anacronismo del personaggio à la Mary Poppins della Garbatella interpretato da Sabrina Ferilli: il costumista sicuramente era in trip quando ha concepito l’idea di riproporre il vestito di scena della governante come l’aveva pensato Walt Disney quarant’anni fa. Ma, inoltre, non deve passare in secondo piano la mistificazione operata nei confronti dei night club.
In Italia, vengono solitamente definiti night club quei locali dove normalmente entrano quasi esclusivamente i maschi maggiorenni per assistere agli strip e alla lap dance.
Invece gli show per adulti del “Chicago”, il locale dove è ambientata la vicenda della miniserie in onda in questi giorni su Canale 5, sono un incrocio edulcorato tra le performance offerte al Crazy Horse Paris e gli spettacoli più scollacciati del Bagaglino al Salone Margherita. Distante anni luce da quello che succede veramente in quel tipo di locali.
Lo squallore, la tristezza e la puzza che regnano tra quelle mura, per quel che mi riguarda, solo in Gomorra di Matteo Garrone e in Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi li ho rivisti. Altro che ambiente raffinato, avventori distinti e referenziati. Altro che sensualità tutta nei movimenti, nelle allusioni. E se qualcuno volesse fare un salto in qualche night club sparso per l’italico suolo, noterà senz’altro, che la musica suonata in quei posti è dannatamente cialtrona e colpevolmente indietro di un anno o due rispetto il locali da ballo tradizionali.

Nella foto: Sabrina Ferilli mentre dimostra come l’esibizionismo della “stripteuse” da lei interpretata è contrario alla sua personalità.