24. settembre 2008

Play List Ottobre

Di Fatboy Slim si sentiva la mancanza. Bisogna ammetterlo. Finalmente ha messo in piedi un nuovo progetto: The Brighton Port Authority. Il singolo intitolato Toe Jam vede la partecipazione straordinaria di David Byrne and Dizzee Rascal. Orecchiabile e di forte impatto. Ma quello che lascia senza parole è il video, come nella tradizione di Fatboy Slim. Una decina di persone tra uomini e donne, in una location degna di un porno anni ’70, danzano nude e con i segni neri aggiunti in post produzione per nascondere i genitali creando simpatici effetti visivi.

Da segnalare anche Pork and Beans dei Weezer, che dopo la canzone Buddy Holly ambientata nel mitico Arnold’s, il ristorante della serie Happy Days, ritornano alla goliardia presentando un video dove raccolgono tutte le stronzate diventate famose su You Tube. Dal tipo con le millemila t-shirt addosso ai tizi che mettono le Mentos nella Coca Cola, fino alle molte altre scemenze di cui, spero, ci dimenticheremo presto.

Da queste parti è in heavy rotation anche Paris s’enflamme di Ladyhawke.

20. settembre 2008

899, quando la danza del ventre non basta più

E’ iniziata in questi giorni un’operazione che avrà termine il primo ottobre: progressivamente Telecom disabiliterà su tutto il territorio nazionale i famigerati prefissi 899.
Non sarà più possibile chiamare numeri a pagamento che iniziano per 899. Ma quali erano i servizi raggiungibili attraverso quei tre numeri? Linee erotiche e cartomanzia, principalmente. Finalizzate alla truffa, principalmente.
Ovviamente non ci illudiamo che da un giorno all’altro scompaiano queste trappole telefoniche. Alcuni anni fa, quando nel mirino c’erano le lamentele sull’144 non si fece altro che disattivare quella numerazione e rimpiazzarla con l’899. Verosimilmente dobbiamo attenderci un altro prefisso che faccia le veci dei suoi predecessori 144 e 899.
La cosa interessante però è la mutazione in atto a tarda notte, nella programmazione dei canali satellitari cosiddetti free-to-air (quelli visibili anche senza abbonamento): naturalmente è impossibile non imbattersi nella variegata folla di donnine nude che pubblicizzano linee erotiche, ma con i testi pubblicitari scritti in arabo o simili.
Prima considerazione: l’utente medio italiano si è evidentemente emancipato, ormai ha capito che le telefonate a quei numeri sono solo una colossale inculata. Quindi si rivolgono ad un audience ancora ingenua e facilmente gabbabile: gli extra comunitari.
Seconda considerazione: probabilmente si riciclano vecchie registrazioni di aziende europee a cui vengono aggiunte le scritte in arabo. Altrimenti viene proprio da chiedersi perchè non pubblicizzino donne di etnia araba anzichè donne con tratti somatici europei: capelli e carnagione chiara.
In ogni caso ha ragione nikapov: qualcuno dovrebbe dire ai talebani che su questro fronte abbiamo vinto noi.

17. settembre 2008

La canzone di Marco Masini che spara ansia e dietrologia

A volte non è facile spiegare che cosa determina la bruttezza di una canzone, la musica? Le parole? La faccia dell’interprete? Boh! Non ci piace. E basta.
Descrivere l’orrore che suscitano le parole della canzone alla quale è dedicato il post di oggi è impresa ardua, quasi quanto scrivere del brutto impianto tricologico made by cesareragazzi che indossa lo stesso autore (della canzone). Stiamo parlando di Marco Masini. “Ma a parlar male di Marco Masini è come sparare sulla Croce Rossa” diranno subito i miei preziosi lettori. Lo so ragazzi, ma quando ne parlò il buon Vertigoz, (sempre sia lodato), non avevo colto appieno le potenzialità distruttive dell’equilibrio psicofisico dell’ascoltatore che il testo rappresentava. Quelle si che sono armi di distruzione di massa.
Fino all’altra sera, quando ascoltando dISPENSER che la definiva la peggior cover in circolazione, ho capito quanto può far male E chi se ne frega, versione italiana ad opera di Marco Masini, di Nothing Else Matter dei Metallica.

Intendiamoci, nemmeno l’originale è un capolavoro di lirica ma versi come

Il tempo ai cani e la polizia,
spara ansia e dietrologia,
fa che insegua la nostra scia,
e chi se ne frega. [E chi se ne frega…]

fanno veramente pensare che la vita ti riserva ogni nefandezza.
Il problema non è la dietrologia, quanto la sbaranzia1, suggerisce qualcuno in rete, infatti si sussurra che il testo farneticante sia di Giancarlo Bigazzi, uno che, solitamente, con le parole ci sa giocare bene, ma che questa volta ha proprio toppato.

Giancarlo a questo punto ci dovresti dire se hai voluto fare uno scherzo a Masini per vendicarti del (mis)fatto che pure lui è diventato cliente proprio di quel Cesare Ragazzi che ai tempi d’oro degli Squallor avete tanto sbeffeggiato oppure eri solamente in preda a sostanze allucinogene appena giunte sul mercato.

Nota 1: Per un presunto errore di stampa in rete circola un testo della canzone diverso  dove al posto di spara ansia è riportato sbaranzia. Ma, aggiungerei, il risultato non cambia.

09. settembre 2008

Prospettive di un nuovo business

L’argomento in auge questi giorni è l’inasprimento delle pene per tentare di togliere le ultime prostitute dalla strada. Che sono ormai rimaste davvero in poche a prender freddo d’inverno su quei marciapiedi…
La maggior parte se ne sta al riparo da occhi indiscreti (quelli dei bigotti ben pensanti) e “operano” con tutti i confort in accoglienti alcove.
La domanda a questo punto è: chi si accorgerà per primo della redditività di quel segmento per certi versi ancora sommerso? Il racket della prostituzione che toglierà progressivamente tutte le ragazze dalla strada per farle lavorare in un monolocale con meno rischi di essere beccati o i comuni che, dovendo far fronte alle casse svuotate dal mancato versamento dell’ICI, si apposteranno sotto i palazzoni che presenteranno via vai sospetti per multare i clienti?

La foto è degli Amici del Giovedì

06. settembre 2008

Le frasi da non dire mai ad una donna – Capitolo 1

La notte delle MILF

  1. Ma hai pagato per quella martora che ti ritrovi in testa? Perchè, sai, la parrucchiera che te l’ha fatta merita il tribunale dell’Aja!
  2. Massì, si vede che sei dimagrita e quel vestitino a righe proprio ti valorizza. Però spostiamoci da qui perchè quei due lì ti hanno scambiato per un eliporto!
  3. Non è vero che non ti ascolto quando parli! Semmai sei tu che non ti ascolti quando parli! Altrimenti staresti in silenzio più spesso!
  4. Io adoro l’impepata di cozze di tua madre! E’ il mio intestino che preferisce prenotare al ristorante quando tua madre ci invita a cena!
  5. Ma tu e tua sorella maggiore non avevate comprato lo stesso tipo di crema antirughe? Come mai la sua pelle sembra più giovane della tua?

03. settembre 2008

E brava Giulia

kill bill vol.2 - rocket e budd

Giulia Blasi, quella di Sai tenere un segreto?, ha scritto una cosa su Quentin Tarantino:

Nessun regista come Quentin Tarantino tratta bene le donne. Non “bene” nel senso che le piedistalla e illumina o eleva o altro. “Bene” nel senso che solo nei suoi film – esagerati, cartoni animati, violenti e sgangherati – le donne sembrano esseri umani veri.

Condivisibili tutte le motivazioni elencate. Ne aggiungo un’altra: in molte delle sue produzioni sono presenti i topless bar, luogo dove notoriamente si mercifica il corpo della donna, ma Tarantino li usa come location dove umiliare i suoi personaggi maschili. Vedi Kill Bill Vol.2, Capitolo 7, dove Michael Madsen alias Budd viene invitato a pulire il pavimento dei cessi da Rocket, la socia del titolare, dopo che lo stesso titolare aveva infierito sull’ego del malcapitato: È questo che dici?! Di che cosa vuoi convincermi esattamente?! Che qui sei inutile quanto un buco del culo sul gomito?! Beh, sai una cosa, Budd? Io credo che tu sia proprio riuscito a convincermi!