28. aprile 2008

Il principe azzurro è uno stronzo

Rupert Everett la voce del Principe Azzurro in ShrekIl principe azzurro non esiste.
Il principe azzurro è solo un uomo come gli altri, pieno di difetti come gli altri.
Ma soprattutto non ha la benché minima idea di cosa fare per salvare la principessa.
Uno stronzo come tanti, che se la darà a gambe alla prima occasione.

Consigliato alle donne: La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro di Grad Marcia, Edizioni Piemme (collana Bestseller). Perchè gli uomini sono davvero stronzi.

Si potrebbe consigliare anche agli uomini: sarebbe bello lo leggessero, imparando qualcosa, soprattutto a non fare più gli stronzi. (Magari fosse così semplice). In realtà la suddetta lettura, nei maschi non sortisce l’effetto sperato.
Io stesso, dopo poche ore aver letto questo libello, trovato sul cuscino del letto di una donna che soffre per uno dei tanti principi azzurri (e che mi ospitava temporaneamente), ci ho messo del mio per rientrare a pieno titolo nella casistica del principe azzurro stronzo.
Forse perché ho letto solo la prima parte.

21. aprile 2008

Il rocker senza peli sulla lingua

Pino ScottoNon è una questione di gusti musicali: a me per esempio il sound di Come Noi featuring J Ax non dispiace, altri invece lo potrebbero considerare giustamente rumore molesto e la cosa non cambierebbe di una virgola.
Il problema è che da uno che trova il modo per spalare merda su tutto e tutti, numerose sono le testimonianze su youtube, ti aspetteresti un nome cazzuto, il classico nome da rocker incazzato.
E invece niente…
Però come possono essere credibili le critiche gratuite elargite da un tale chiamato Pino Scotto???
Sarebbe tuttavia molto peggio, me ne rendo conto, se con un nome così Pino Scotto di lavoro facesse il fornaio o il cuoco.

17. aprile 2008

The Garden of Eden

The Garden of Eden #4Vi sono mai capitati per le mani quei libercoli che distribuiscono i testimoni di Geova? L’iconografia propone il pianeta terra trasformato in un mieloso e utopistico Giardino dell’Eden, dove l’uomo finalmente raggiunge l’atarassia e l’aponia.
Non ci sono le passioni sconvolgenti, non ci sono più i bisogni che condizionano le azioni.
E questo sembra valere anche per il regno animale: sovvertita la catena alimentare. Quella storia sul leone, la gazzella e il correre più veloce? Anacronismo.

Insomma, una bella vita di plastica. Sempre se di vita si può parlare. Ma il peggio è che potrebbe durare un’eternità.

Photoset autoprodotto:
The Garden of Eden
Credits:
principessa lunA // editor
the real erre gi // casting

14. aprile 2008

Grande concorso “Semplice la vita!”

Grande concorso Semplice la vita!Dopo le fatidiche raccolte-punti dei supermercati, dopo i punti elettronici sulle tessere del supermercato di fiducia, dopo anni di laborioso lavoro di forbici su involucri, scatole e contenitori per l’estrazione dell’agognato punto… il brand Galbani, che appartiene al gruppo francese Lactalis, ha avuto un’idea geniale, veramente innovativa.

Per lanciare il nuovo prodotto Certosa StraCremosa (un pezzo di stracchino, insomma) ha indetto un concorso intitolato SEMPLICE LA VITA!. Che è una presa per il culo pazzesca, poiché la vita non è mai semplice di per sé, ma se decidi di aderire al suddetto concorso ti accorgerai come ti si complicherà ulteriormente. Bisogna avere lo scontrino, bisogna avere l’involucro esterno del formaggio, bisogna possedere il pc e una mail (ecchecevole? Non ce l’hanno tutte le casalinghe fino ai novant’anni?). Bisogna accedere ad un sito, bisogna riportare data, orario e importo della spesa, declinare le generalità (manca solo il numero di scarpe e il colore delle mutande indossate). Finalmente puoi partecipare. Un click ti informerà subito che non hai vinto un cazzo, ma se conserverai lo scontrino e l’involucro di cui sopra, forse fra qualche mese, saprai se avrai vinto DODICIMILA €URO in sterline d’oro.

Ma qui arriva il bello. Non ti verranno consegnate sterline titntinnanti, ma potrai scegliere se impiegare la vincita in:

  • domestica per un anno
  • estetista per un anno
  • baby-sitter per un anno

Quindi niente soldi, ma servizi.
Che meraviglia, la casalinga di Voghera, dopo la frittata di cipolline, l’arrosto di stinco di maiale e la torta di mele, potrà farsi togliere i baffi gratis per un anno!
Oppure potrà mollare il titolo di regina della casa a una domestica filippina sempre sorridente.
A questo punto però l’amica casalinga è autorizzata a chiedere un cambio: invece della baby-sitter introduciamo la badante ucraina che quella, almeno, le dà una mano a lavare le dentiere.
Viva la Certosa StraCremosa che rende SEMPLICE LA VITA!.

11. aprile 2008

L’ho letto su “A” di Aprile #2

Eppure, continuo a credere che abbia avuto paura di amarmi

Universitaria, il collega più ambito è un trentenne fuori corso, fra Scamarcio e Raoul Bova, sposato. Siamo tutte pazze di lui. Ha perso la testa per me, ma ha “dichiarato”: «Sono fedele a mia moglie, è la prima volta». Un solo incontro, parole e baci, non siamo arrivati fino in fondo. Ha detto no, ho paura di amarti troppo. Mi sono confidata con un’amica, che si è messa a ridere: lui aveva fatto così con altre due del corso. Stesso copione, stesse parole… Eppure, continuo a credere che abbia avuto paura di amarmi.
Romina

Romina sveglia! Hai incrociato LO stronzo, quello della peggiore specie: alla mattina pettina il suo ego guardandosi allo specchio, “Ma che gli fai tu alle donne!”, facendo la conta di quante gli cadono ai piedi, ma non ha nemmeno le palle di tradire fino in fondo. Ti ha sedotta e ti ha lasciata con la voglia.
E tu lo giustifichi pure? Sveglia, ragazzina, sveglia!
Sei obbligata moralmente a ridimensionare il suo spropositato ego confidando alle tue colleghe di corso che con ‘sto RaoulScamarcio de noartri hai consumato e ti ha molto deluso perchè…

  • opzione a: la sua dimensione artistica non è per niente soddisfacente
  • opzione b: la sua interpretazione è stata inutile e inespressiva come Alberto Tomba nel film Alex l’ariete

Questo si meritano gli uomini cervellonellemutande, che pur di sfilare una mutandina saprebbero raccontare qualsiasi tipo di menzogna.
Richie

Many tnx to Primo Calabrese for his photo.

09. aprile 2008

L’ho letto su “A” di Aprile #1

Paolo Giachi, l’architetto dei negozi giovani, (intervistato da Carlotta Magnanini, nota di Richie) conferma una tendenza: la laurea brillante non basta. “I miei collaboratori devono essere entusiasti, pronti a piantare tutto e a ricominciare in un’altra città. Ma gli italiani sono pigri, pensano troppo alla fidanzata e alla palestra”.

Paolo, permettimi un’osservazione. Io mi devo fare il culo 24h su 24 con un marcio contratto a progetto, sacrificandoti il mio tempo libero (la fidanzata e la palestra), perchè poi tu possa fare lo sborone con i giornalisti, forte della firmetta che correda il progetto che noi giovani collaboratori abbiamo sviluppato con il nostro sudore per te?
E allora? Che cos’altro devo fare?
Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?

Un collaboratore

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