31. agosto 2007

Keepin’ It Real, Mark Velasquez

La notizia è che l’amministrazione Bush erogherà dei fondi a sostegno delle famiglie titolari di famigerati mutui subprime, che sono insolventi da più di tre mesi. L’intervento, in realtà, è più volto a parare il culo ai grossi colossi finanziari, in procinto di mandare all’aria Wall Street se l’emergenza dovesse perdurare, che a tutelare il futuro delle famiglie povere.
Quello che mi fa attorcigliare le budella è come spesso la notizia viene associata ad immagini di famiglie composte da afroamericani. Come se la povertà ormai riguardasse solo quello che alcuni considerano “diverso”. Come se la povertà avesse solo un colore. Nausea.

Mi sono tornati in mente alcuni scatti di Mark Velasquez, uno dei fotografi più in gamba che ho conosciuto su Flickr.

Keepin’ It Real, Mark Velasquez

La modella è Janelle e Chad, il bambino che era nella sua pancia, compare insieme a lei in un altro scatto sucessivo a questi di qualche mese.

28. agosto 2007

Sodoma o Gomorra?

La Dea CibeleUna rivoluzione biologica e culturale: tra un paio di generazioni saremo tutti bisessuali.
Sulle pagine del Riformista e del Corriere della Sera, alcuni giorni fa, l’ex ministro della sanità Umberto Veronesi ha affermato che tra due o tre generazioni saremo tutti bisessuali. L’umanità si avvia alla definitiva evoluzione in un “modello unico”.
Le sue affermazioni si basano su dati precisi, scientifici: la sopravvivenza non è più una lotta e questo determina l’abbassamento di produzione degli ormoni, androgeni negli uomini, estrogeni nelle donne. Con l’effetto tangibile di una cospicua riduzione della fertilità: un calo del 50% già riscontrabile oggi… E il sesso si farà solo per affetto e desiderio, non per fini riproduttivi.
SKY TG24 ha indetto immediatamente un sondaggio: per il 69% degli italiani Veronesi ha sparato una cazzata, mentre il 31%, un terzo dei sondaggiati, è già potenzialmente bisex.
Mi pare un risultato in linea con gli studi del grande precursore Alfred C.Kinsey: la totalità degli esseri umani ha pulsioni omosessuali (anche solo singoli episodi) ma solo la minoranza è disposta ad ammetterlo.
La notizia è di grande interesse antropologico-biologico-culturale, con incursioni nella psicologia.
Non vedremo più tristissimi familiy-day. Non ci saranno più gay-pride.
Rocco Buttiglione non avrà più un cazzo da dire. Al meeting di Rimini CL si occuperà solo di politica abbandonando definitivamente la catechesi. Le suore saranno anche frati e viceversa.
Il prossimo passo sarà diventare tutti ermafroditi, immagino.
Come la statua della dea Cibele nella foto qui accanto. Eh! Quanto la sapevano lunga gli antichi.

25. agosto 2007

Quello che ti è odioso non farlo al tuo prossimo

Fabrizio CoronaFabrizio Corona si è già dimenticato di aver usato parole durissime contro il pm Pietro Woodcock, reo, a suo dire, di aver approfittato della vicenda vallettopoli per farsi un nome. 

Deve proprio avere una memoria cortissima quest’uomo, non trovo altre spiegazioni. Perchè proporre di fare un servizio fotografico alle gemelle, cugine di Chiara Poggi, nella veste di veline oltre che essere di cattivissimo gusto è proprio voler approfittarsene della situazione. Sulla pelle di chi da giorni vive nel dolore per la perdita della figlia. Diciamolo pure: è sciacallaggio.

Fermo restando che le due cugine sono delle sciamannate perchè inizialmente avevano accettato (e per quella caduta di stile del fotomontaggio), Fabrizio Corona si meriterebbe le peggiori offese perchè ha vomitato insulti per settimane quando la pelle su cui giocare era la sua, ora però non si fa nessuno scrupolo nel pretendere un pezzetto di carogna da spolpare.

21. agosto 2007

Seven Swords

Seven SwordsQualche anno fa Ang Lee si portò a casa quattro premi Oscar con La tigre e il dragone, un film che attinge dalla tradizione popolare cinese dello wuxia. Cavalcarono l’onda di quel successo i passabili Hero e La foresta dei pugnali volanti, entrambi del regista Zhang Yimou. Nel 2005 uscì nelle sale Seven Swords, del cinese (emigrato poi ad Hong Kong) Tsui Hark,  che però si rivelò concettualmente lontano dai predecessori. Se i guerrieri di Ang LeeZhang Yimou si producono in evoluzioni impossibili,  con un balzo saltano sui tetti, con due balzi rimangono sospesi per in aria per interi minuti, in Seven Swords si è votato tutto al realismo. I combattimenti sono reali, con tanto di arti e teste mozzate, e pure gli amori, dannatamente tormentati in tutti i quattro film, in Seven Swords scendono in un piano molto più fisico, con una spruzzatina di morbosa passione. La vicenda è ambientata nella Cina del 1660, dopo l’ascesa al trono di una nuova dinastia che per sedare le insurrezioni nazionalistiche mette al bando e punisce chiunque pratichi le arti marziali. Uno degli ufficiali dell’esercito imperiale, il crudele Vento di Fuoco, fa decapitare anche donne e bambini pur di riscuotere 300 pezzi d’argento a testa, sterminando così interi villaggi. Interverranno a fermare la carneficina sette guerrieri, che combattono per i poveri e i derelitti, armati di spade speciali, forgiate per esaltare le personalità e le caratteristiche di ognuno. L’omaggio a I sette samurai di Akira KurosawaI magnifici sette di John Sturges è palese anche se il soggetto del film è tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen. Girato nella regione dello Xinjiang, ai confini con la  Mongolia, Seven Swords non ha nulla da invidiare al tripudio di colori vivacissimi delle pellicole di Ang LeeZhang Yimou.
Il merito del regista Tsui Hark è quello di aver finalmente abbandonato le puttanate kungfueggianti alla Jean-Claude Van Damme e di aver dato consistenza di carne pulsante alle passioni raccontate, sia da Lee che Yimou, solo con sospiri e incroci di sguardi. La scena in cui Vento di Fuoco prende la sua schiava Perla Verde mentre questa, affamatissima da un lungo viaggio, si avventa su una tavola imbandita, è girata con estrema maestria ed è l’emblema di come la fame di certe passioni non si placa solo con gli sguardi.
Menzione d’onore anche per i doppiatori Roberto Pedicini, la sua parte non era per niente facile, e Pino Insegno.

16. agosto 2007

Evoluzioni e sbattimento conseguenti all’adozione di un nuovo CMS

Dottoressa Dania & Ivan Scalfarotto Giusto un anno fa qui si parlava di Blogbabel, la classifica dei blog italiani più influenti. In un anno molte cose sono cambiate: i blog monitorati sono quasi decuplicati, sono variati i parametri di misurazione. E’ cambiata di conseguenza la posizione di questo blogghetto nella classifica.
Che n’è stato della Dottoressa Dania e di Ivan Scalfarotto (i due nella foto) che un anno fa in classifica precedevano e seguivano Parole di un maniaco omicida?
E’ interessante notare come i tre blog si sono evoluti nella stessa direzione, per tutti cambio di CMS:

  • Dania è migrata da splinder dopo l’acquisto di un proprio dominio e utilizza WordPress
  • Ivan ha spostato il blog nella directory principale del suo sito e ha cambiato il software, passando da b2evolution a Movable Type
  • Qui dal primo di agosto si usa WordPress, dopo aver abbandonato il legnoso b2evolution

I due colleghi blogger però si meritano una tiratina d’orecchie: nei rispettivi traslochi hanno fatto poca attenzione agli Inbound Link, i link in entrata. Avevo linkato, lo scorso anno, due post ma a causa del trasloco di Ivan e di Dania, entrambi i link si sono spezzati. Così li ho voluti ripescare per ovviare al disservizio. Le qualità di Dania e l’intervista a Ivan di Concita Di Gregorio.
Considerata la rilevanza dei contenuti da loro offerti era consigliabile per Ivan e Dania leggere qualcosa di propedeutico circa le problematiche legate ai trasferimenti di URL e perdere un paio di ore in compagnia di Redirect 301, mod_rewrite, trick js e gateway page per non perdere nemmeno un potenziale visitatore, potenziale elettore per Ivan, potenziale ammiratore per Dania.

13. agosto 2007

My bare lady

My Bare Lady

Alex riporta che su SKY Vivo propongono My bare lady, un nuovo reality in cui vengono seguite le gesta di quattro pornostar d’oltre oceano (Chanel St. James, Kirsten Price, Nautica Thorn e Sasha Knox, nella foto), spedite in quel di Londra, alla British Academy, per studiare ballo, recitazione e dizione. La più meritevole verrà selezionata per recitare la parte di Giulietta nel dramma shakespeariano dei due amanti veronesi.
Il reality prende il nome da una pellicola porno del 1989, che a sua volta parodiava il musical My fair lady. Tutto sommato sempre di scommesse si tratta: nell’adattamento musicale del Pigmalione di George Bernard Shaw, il very snob professore di fonetica scommete di trasfomare, in sei mesi, la semplice fioraia in una raffinata dama d’alta classe, nel reality prodotto dalla FOX l’attore Christopher Biggins (forse qualcuno se lo ricorda nella parte dell’extraterrestre venuto da Transexual in The Rocky Horror Picture Show) devrà riuscire a a far emergere “le qualità” di attrici in quelle ragazze che al massimo, nelle loro precedenti esperienze recitative, hanno finto orgasmi. Temo che sarà una missione impossibile. Perchè la parte della povera fioraia interpretata, sul grande schermo, da Audrey Hepburn è, e rimarrà, ineguagliabile.

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