25. giugno 2007

Natacha Merritt, Digital Diaries

Digital Diaries La trentenne californiana in questi diari digitali si presta al doppio ruolo di esibizionista e di reporter. I primi autoscatti raccontano del suo corpo, dei legami con i suoi amanti, ma poi, man mano che la sua tecnica si affina, predilige rimanere dietro la macchina fotografica limitandosi ad illustrare situazioni, quasi sempre in camere d’albergo di lusso.
I capitoli sono divisi in base al tipo di macchina fotografica usata: un chiaro segnale, se non bastassero le sue parole My photo needs and my sexual needs are one and the same, di quanto consideri quell’oggetto una sua estensione.
La prefazione del libro è del grande Eric Kroll: Attraverso le sue immagini Natacha condivide con noi tutti gli angoli del suo corpo, le sue fantasie, i suoi amanti, il suo mondo.
C’è pure un sito, digitalgirl, che contiene alcune evoluzioni del progetto.
Il narcisismo un po’ sbruffone, ma sempre giocoso, che trasmettono queste foto non vi lascerà indifferenti.
Esibizionismo di sostanza.

Un’anteprima low resolution.

21. giugno 2007

Matteo B.Bianchi, Generation of Love

Generation of loveMatteo B.Bianchi è un figo. Lo dico con tutta l’ammirazione di cui sono capace. Perchè è uno che ha provato a cimentarsi in mille cose e gli sono riuscite tutte bene. Lo seguo da sempre a dISPENSER su Radio2 e c’è perderci le ore a curiosare nel suo blog o nella sua webzine ‘tina. Senza contare che non ho mai perso una puntata di Very Victoria, su MTV, di cui lui è co-autore.
Però non avevo mai letto niente di suo e il suo primo romanzo autobiografico Generation of love, del 1999, mi ha fatto capire quanto ho fatto male in tutto questo tempo a trascurare le sue pubblicazioni cartacee.

Ci sono quelli che hanno avuto il ’68, Woodstock, la rivoluzione sessuale, gli anni di piombo, il post-comunismo.
La mia generazione ha avuto Wanna Marchi.
Fin da quando ho raggiunto l’età della ragione, ho sentito ripetermi dal televisore che eravamo grassi, lardosi, brutti, che facevamo schifo. Ma che bastavano duecentomilaaaa lire e tutto si sarebbe risolto.
Io crescevo, Wanna denunciava la decadenza fisica e metafisica del mondo, e io la capivo. Tutta la mia generazione la capiva.
Lei gridava: “D’accordooo?”
E noi, evidentemente, lo eravamo…

Il ragazzo ha lavorato nel campo della pubblicità e si sente. Scrive liscio ma ti sorprende piazzando le frasi fatte e luoghi comuni dell’immaginario pubblicitario in contesti che mai ti saresti aspettato.
Il titolo del libro è preso a prestito da una canzone di Boy George, pure tutti i capitoli sono aperti da una citazione di qualche canzone, come a comporre una colonna sonora, di cui nell’appendice lo stesso Matteo B.Bianchi rende conto spiegando i motivi della scelta. Featuring Giuni Russo, Heather Parisi, Pet Shop Boys, New Order, Franco Battiato, Massive Attack e molti altri…

Bravo. Bravo. Bravo.

E la prossima cosa sua che leggerò sarà La cosa più bella di Firenze è McDonald’s, una raccolta di aforismi di Andy Warhol scelti e tradotti da Matteo B. Bianchi.

19. giugno 2007

Verona Blog Awards 2007

Verona Blogs Awards 2007: i nominati

Questo bloggetto è stato nominato ai Verona Blog Awards 2007 in tre categorie: Blogger maschio dell’anno, Miglior blog culturale, Miglior grafica. Inoltre [email protected] è in lizza per il premio Miglior post dell’anno.

Si parla spesso qui di cultura e la grafica è molto curata ma è stata comunque una sorpresa apprendere della nomination.

Però mi sfugge il motivo per cui io possa essere considerato da qualcuno blogger veronese dell’anno.

Se qualcuno vuole partecipare alle votazioni qui le info.

15. giugno 2007

Bizzarro Film Festival

Bizzarro Film FestivalLe mie frequentazioni romagnole danno innumerevoli frutti, oggi c’è da aggiungere alla lunga lista la scoperta di una manifestazione meravigliosa: Bizzarro Film Festival.

La selezione 2007 (18 opere distribuite nelle due sezioni Film in Concorso e in Rassegna, per un totale di circa 200 minuti di proiezione) non fa certo eccezione, passando da bagnate fantasie erotiche, a incubi e stravaganze arty, a esperienze di vita elaborate tra fiction e documentario. Anche le tecniche sono diverse, e comprendono l’animazione artigianale e in stop-motion del faentino Heriz Bhody Anam.

Altra annotazione importante riguarda le due partecipazioni straordinarie che illumineranno il grande schermo di celebrità , dai connotati ovviamente bizzarri: notevoli e impedibili i camei di Viola Valentino (l’artista che qualche annetto fa cantava “Comprami io sono in vendita” e che in “L’altra faccia della luna” interviene energicamente per difendere i diritti del suo amico omosessuale) e di Johnson Righeira (il cantante che con il finto fratello andava a la playa e che in “Pink forever”, il nuovo film del vincitore 2006 Davide Scovazzo, fa lo spacciatore schizzato di pasticche, ovviamente rosa).

Da segnalare inoltre la proiezione, in rassegna, di un corto che è stato finalista dell’originale iniziativa bolognese “50 ore Film Festival”, che prevede per i temerari partecipanti la realizzazione di un audio-visivo in soli due giorni (si tratta di “Fatti muovere” di Thomas Cicognani).

Approfittando della presenza in giuria del fotografo internazionale Hikari Kesho (aka Alberto Lisi) saranno allestite due mostre tratte da suoi progetti, “Shibari” (modelle legate secondo un’antica tecnica giapponese) e “Gwendoline” (omaggio al mitico fumettista americano John Willie e alle sue pin-up fetish).

Novità di questa edizione è “Concilium”, ovvero interventi di esperti su specifiche tematiche, nella fattispecie il bondage (Elmerald: La fantasia erotica in una corda – Quali sembrano essere le fantasie di bondage più ricercate nell’immaginario maschile) e L’artigianato delle fruste (Adam Kadmon: Strumenti di passione – Australian whipmaking, whipping e whipcracking).

Inoltre la premiazione del sabato sera sarà preceduta da una imperdibile sfilata glam-fetish con abiti elegantemente eccentrici e sexy.

Ad Alfonsine (RA), oggi e domani. IMPERDIBILE!

10. giugno 2007

I dolori del giovane blogger

Lea di LeoMi rivolgo ai 2475 navigatori che negli ultimi giorni hanno frugato tra le pagine di questo blog in cerca delle foto di Lea di Leo, dopo che al party di Luciano Rispoli si è tolta le mutandine, lasciando ben intendere, con questo gesto, che la sua svolta come conduttrice di quiz non era per niente definitiva.
Qui e qui potete documentarvi sul banale fatto di cronaca.
Vi avverto però, niente di sconvolgente, niente di eccezionale: in una festa dove pascolano personaggi come Flavia Vento, Solange e Gabriele Paolini, sfavillanti rappresentanti del vuoto cosmico alla perenne ricerca di visibilità, infaticabili artisti del nulla, una Lea di Leo che fa la porca, come l’istinto le detta, non ha nulla di scandaloso. Il suo nuovo lavoro, da settimane, ormai, la costringe ad inquadrature dalla cintola in su. Che è il lato debole del suo corpo. Il lato forte, dalla cintola in giù, è andato in crisi d’astinenza e si è ribellato. Le grandi labbra hanno impartito un ordine al cervello: rivogliamo la notorietà perduta!!! E la scellerata obbedì. Tutto qui.

Ma per voi, 2475 navigatori solitari, in cerca di sensazioni visive forti e di un cognome che è una garanzia, consiglio di puntare su un altro Di Leo: Fernando. Considerato da molti il padre, con Sergio Leone, di quel filone definito spaghetti western. Ma che si è fatto notare anche per film molto più spinti come La Seduzione, del 1973, con la compianta Jenny Tamburi e Avere vent’anni, del 1978, con Gloria Guida e Lilli Carati. Qui le sexy starlette interpretano due disinibite ventenni che girano l’Italia in autostop e finiscono in una comune. Le numerose scene lesbo, censurate all’epoca, nella riedizione restaurata di qualche anno fa ci sono tutte. C’è pure il finale originale, quello in cui vengono pestate a sangue e Lilli Carati viene impalata.
Ve lo consiglio caldamente, è un film di culto.

Constatare però che i post qualitativamente più scarsi sono quelli che portano più accessi a questo bloggetto è un po’ frustrante…

06. giugno 2007

Eroi! Come noi…?

Tom SanfordHo guardato Lucignolo, perchè ho visto che c’era Fabrizio Corona. Dopo le dichiarazioni di qualche giorno fa ero sicuro che avrebbe scodellato qualche altra chicheria. Lui è uno che lo sa come funziona il circo mediatico. Lui è uno che quando è davanti all’obiettivo lo sa come capitalizzare l’esposizione.
Agli arresti domiciliari, si affaccia di quando in quando al balcone e regala magliette, mutande griffate corona’s. Da vero benefattore.
Che deve lanciare una nuova linea di street wear.
Sotto, uno stuolo di giovani, fession victim come lui, lo osannano come se fosse un eroe. Strepitano e lanciano slogan perchè Fabri sta pagando per una colpa che altri hanno commesso. Ci sono quelli del suo neonato fans club, lui li riceve sul pianerottolo e li indottrina perchè l’onore della persona conta, il resto non conta un cazzo, conta la fedeltà al simbolo della corona, il resto non conta.

Una volta almeno ci si credeva alla favola degli eroi che combattono per una nobile causa senza ricevere nulla in cambio, anzi rimettendoci il più delle volte la vita.
Gli eroi oggi invece sono proprio gli antieroi, sono persone come te e me che però hanno imparato come fottere il cervello della gente. Questi sono gli eroi di oggi, quelli che ci propina l’impero mass mediatico.

L’opera qui a lato, più eloquente di mille parole, è di Tom Sanford,
Supersized Phantasy, 2004
olio su tela
courtesy Galleri Faurschou, Copenhagen

Fino al 26 giugno 2007, si trova al PAN di Napoli, nell’ambito della mostra collettiva intitolata Eroi! Come noi…?. La curatrice è Julia Draganovic.

PAN – PALAZZO DELLE ARTI NAPOLI – PALAZZO ROCCELLA
Via Dei Mille 60 (80121)
www.palazzoartinapoli.net

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