30. ottobre 2006

I’m not a blogstar

I'm not a blogstar Ho ricevuto una mail stamattina, la pubblico:

Come stai? Avevi una scimmia* sabato! Ma lo sai che dopo il terzo avana cola andavi in giro per il locale importunando conoscenti e sconosciuti con dichiarazioni squartapalle del tipo: il mio blog è 488° nella classifica dei blog italiani (la bionda con gli occhiali bianchi, insieme alla mora con i capelli castani mossi: cos’è un blog?), il mio blog è stato citato da la rosa nel pugno (il ragazzo con la giacca di velluto: è la fioriera che c’ è in statale?), il mio blog ha dato credibilità a Lea di Leo (quando il barista ti ha chiesto: ma almeno te la sei scopata? tu mi hai fatto morire: assolutamente no! è troppo poco troia per me! c’è solo una donna che omissis), Carlo Lucarelli quasi certamente ha visitato il mio blog ma non ha commentato (il tipo insieme alla morosa annoiata: un motivo ci sarà!)
Lo devi ammettere che vorresti diventare una super blogstar e ti rode non esserci ancora riuscito! Guarda che non c’ è nulla di male… e poi se lo ammetti di sicuro stai meglio.
Anche perché se fai la stessa cosa la prossima volta che usciamo insieme mi sa che torni a casa a piedi. Ti sei chiesto perché nessuno ti voleva riportare a casa? Te ghe roto le bale a tuti! **

Ciao omissis

Lo ammetto, mi sono comportato da blogstar del cazzo sabato sera! Ma in fin dei conti è andata bene, avrei potuto ammorbare tutti con le dichiarazioni ufficiali:

Luca Sofri: Prima di guardare Invasioni Barbariche leggo sempre qualcosa del maniaco così anche la trasmissione di mia moglie mi sembra migliore.
Asia Carrera: Per lui ritornerei a girare film porno, magari con lui come attore.
Daveblog: Vorrei averlo tenuto a battesimo. Richie farà strada, non si sà verso dove, ma farà strada.
Elisabetta Gardini: Da Richard Gekko mi farei violentare, da Luxuria no.
Stefano Zecchi: Piuttosto che partecipare a noiosissimi talk show domenicali sui reality preferisco sfogliare il blog di Richard Gekko.
Simona Ercolani: Se non mi mandano più in onda Sfide farò un programma su di lui.
Beppe Grillo: E’ un vizio dei giornalisti sbattere il maniaco in prima pagina.

Non mi dispiace essere fuori dal gruppetto accademico ma farei carte false per essere citato su blogkillers o antiblog.


*: Scimmia vuol dire sbronza in veneto.
**: ‘Hai rotto le palle a tutti’ in veronese.

28. ottobre 2006

Bang Bang (My Baby Shot Me Down)

Kill Bill Vol.1 Original Soundtrack

I was five and he was six
We rode on horses made of sticks
He wore black and I wore white
He could always win the fight.Bang bang, he shot me down
Bang bang, I hit the ground
Bang bang, that awful sound
Bang bang, my baby shot me down…

Now he’s gone I don’t know why
And till this day some times I cry
He didn’t even say goodbye
He didn’t take the time to lie.

Bang bang, he shot me down
Bang bang, I hit the ground
Bang bang, that awful sound
Bang bang, my baby shot me down…

Nancy Sinatra, from Kill Bill Vol.1 Original Soundtrack

Nella foresta fatata, abitata da gatti e pulcini, giocavamo come bambini ma le pistole non erano giocattoli, i proiettili d’ oro nel caricatore erano veri. I colpi sono partiti e hanno raggiunto il bersaglio, hanno ferito. Ferite profonde, sanguinanti, mortali.

Mostri malvagi, nascosti dietro le foglie parlanti, ripetevano malignamente Chi primo spara forse vive: spara e scappa! e io, invece, ti ripetevo Meglio morti che senza speranza. Ma a questo gioco vince sempre solo la paura, mi pare. La speranza è troppo fragile per sopravvivere a una pallottola conficcata nel cuore e una in mezzo alla fronte. Cazzo! Mi hai sparato! Il mio corpo è in una pozza di sangue. Non hai avuto le palle di guardarmi in faccia mentre premevi il grilletto, sapevi che i miei occhi spalancati di incredulità ti avrebbero perseguitato fino all’ ultimo dei tuoi giorni. Corri! Corri più forte! Ma lo sai anche tu che non riuscirai mai a fuggire da te.

25. ottobre 2006

Sessualità e tabù

Capezzone ha fatto coming out (Grillini ha detto che si dice coming out e non outing, perché quest’ultima espressione esprime una forzatura, indica chi è costretto a uscire allo scoperto, contro la propria volontà).
A quando il primo calciatore, tra i venti sospettati, che faccia altrettanto? Perchè mica tutti corrono dietro a veline o pornostar, questo è chiaro.

Però mi chiedo anche: è così necessario uscire allo scoperto? Non dovrebbe riguardare nessuno, se non il diretto interessato, l’ orientamento sessuale e con chi scopa. Chemmenefregamme di chi scopa Del Piero! Che anche se non gioca in serie A ed è sposato da poco, secondo me…

22. ottobre 2006

Tony Ward, Wasteland

Tony Ward Wasteland Wasteland è il nuovo lavoro di Tony Ward, il fotografo premiato nel 1998 con l’Erotic Photography of the Year Award. Un gigante della fotografia che ha saputo evolvere l’ idea di eros alla Helmut Newton spingendosi fino all’accettazione dell’ hard e del fetish senza compromessi. E’ riuscito a dimostrare come l’ hard sa toccare picchi altissimi di art. Per rendersene contro basta consultare le opere più significative: Best of Erotica, Tableaux Vivants e la quantità considerevole di scatti che propone il suo sito. Il fotografo di Philadelphia ha lavorato per Penthouse e Met Art, ma quello che me lo ha fatto apprezzare maggiormente è stato il suo tocco di classe nella realizzazione del catalogo articoli per Absolute Danny, una boutique presente nel quartiere a luci rosse di Amsterdam che personalmente considero il tempio dell’ erotismo fetish. Absolute Danny nasce dalla prolifica mente di Danny Linden che si è pure inventata Absolute Suite, un hotel concepito e realizzato per favorire i piaceri S&M. Il negozio in collaborazione con Wasteland organizza numerosi party fetish.
E’ nell’ ambito di queste collaborazioni che è nato Wasteland, l’ omonimo documentario di Tony Ward sulla più grande festa fetish del mondo: il Wasteland di Amsterdam è un adult playground, dove si può scoprire e sperimentare le proprie fantasie fetish, un posto dove si può essere quello che si vuole veramente essere, senza pregiudizi. Tony Ward si deve essere sentito subito di casa al Wasteland, tanto da tenere, proprio nella struttura, anche un workshop sulla fotografia erotica.
Se questo vi ha incuriosito e vi è venuta la voglia di comprare il documentario sappiate che il prezzo è un po’ proibitivo: 1200 dollari americani. Ma per la stessa cifra potreste andare e soggiornare ad Amsterdam in coppia con la vostra padrona/padrone o schiavo/schiava, il 4 novembre venturo: è in programma il prossimo party. Potreste rendervi conto di persona di che aria tira. If you dare to be different… If you are without prejudice… If you love living on the edge… If exploring your wildest fantasies makes you tick… la scaletta della serata offre molti spunti piccanti, solo ricordate che il dress code è molto selettivo: si entra solo vestiti Leather, Uniforms, Plastic, Rubber, Metal, Cross-dress, Burlesque, Fetish Glamour, Medical, Body art, Fetish Goth.
C’è, comunque, anche una proposta più economica: comprare a 7,50 euro il catalogo Absolute Danny.

Articoli collegati: Foot Fetish, Tokyo Decadence.

16. ottobre 2006

I diari di Susan Sontag

Susan Sontag fotografata da Annie Leibovitz

L’arrivo dell’orgasmo ha cambiato la mia vita. Mi sento liberata, ma non è questo il modo giusto di dirlo. Più importante: mi ha limitato, ha chiuso delle possibilità, ha reso chiare e nette le alternative. Non sono più illimitata, e cioè un niente.La sessualità è il paradigma. Prima, la mia sessualità era orizzontale, una linea infinita suddivisibile all’infinito. Ora è verticale; sale e ricade, oppure niente.

Tratto dal diario del 19 novembre 1959 di Susan Sontag.

Susan scrive questo appena un anno dopo aver divorziato da Philip Rieff. Lo sposò a soli 17 anni e gli diede un figlio, David. Il loro matrimonio durò otto anni. Viene da pensare che Susan Sontag pur avendo dato alla luce un figlio non abbia mai veramente goduto. E’ riuscita, probabilmente, a godere pienamente solo quando ha avuto ragione della sua omosessualità.
A dimostrare, ancora una volta, come anche il piacere passa dal sempiterno Γνωθι Σεαυτόν (conosci te stesso) delfico.

Altri stralci dei suoi diari: prima parte, seconda parte.

15. ottobre 2006

L’odore – Subsonica

L' odore Subsonica

È stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze,
senza prudenza
nell’ annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che ha dell’ irregolare.
Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo
non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora.
Così prudenti,
così distanti,
così prudenti.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido
di istinto e sudore.
È stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tristezza.
Probabilmente
lasciandomi cadere
a peso morto
al tuo cospetto
avrei sicuramente
permesso la visuale
sulle mie alienazioni,
sui miei tormenti,
sui miei frammenti.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode fragile
di istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
tutte le reti del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio…

Principessa: su di noi non avresti scommesso nemmeno un euro e invece… siamo qui a dire “ti ricordi un anno fa?”

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