29. aprile 2006

Eiaculazione femminile

eiaculazione femminile L’ eiaculazione femminile esiste, io l’ ho vista con i miei occhi.
E può essere di due tipi: squirting quando la fuoriuscita di umori è a spruzzo, mentre gushing è quando tale fuoriuscita è più lenta. Dei due tipi il più difficile da eseguire e da controllare è lo squirting.
In genere le donne che riescono ad acquisire questa abilità, da principio ne sono molto imbarazzate.
Coraggio donne! Se sapete eiaculare questo vi rende parte di una cerchia di elette: sono in poche quelle che ci riescono. Questo deve essere motivo di orgoglio e di vanto non di vergogna. Siete assai fortunate perchè provate un piacere che poche sanno provare.

Leggete O:The Intimate History Of Orgasm di Jonathan Margolis, sull’evoluzione dell’orgasmo femminile e scoprirete che già Aristotele ne aveva scritto, dicendo che la donna durante l’orgasmo emette un getto, solo che poi per secoli la morale comune ci ha fatto donsiderare questa come una cosa sporca, da depravati.

Ci sono civiltà più selvagge nelle quali l’orgasmo femminile è sempre stato tenuto in grande conto. C’è una popolazione dell’Uganda, i Batoro, che reputa una ragazza pronta al matrimonio quando, masturbandosi, riesce a bagnare il muro. In genere sono le madri a insegnare alle figlie come fare kachapati (spruzzare il muro).

Gli abitanti di alcune isole dell’Oceano Pacifico del sud, le Trobriand, non solo conoscono l’importanza dei muscoli pelvici e l’esistenza del punto G ma giudicano che la donna abbia goduto veramente solo se eiacula, se fa squirting. Essi hanno un raffinatissimo linguaggio sessuale ma chiamano l’eiaculazione femminile e maschile con la stessa parola: “momona”. (Libro e tradizioni squirting scoperte via Lexi Amberson)

Per gli uomini che desiderano tentare di cimentarsi in questa difficile pratica con la partner e per le donne curiose di mettersi alla prova consiglio una lettura propedeutica che io ho trovato molto utile.

25. aprile 2006

Pasqua con Lea di Leo

Lea di Leo al festival Sadomaso

Lea di Leo, la nostra pornostar preferita, ha partecipato nel week end di Pasqua al Festival Sadomaso in un locale in Abruzzo con Tamara Rodriguez e Angelica Wild (aka Angelika Wild).

Ecco il suo commento alla manifestazione:

c’ è stata moltissima gente ma la serata migliore è stata…sabato.spettacoli molto forti in senso…quasi hard… abbiamo preso molti ragazzi in pista li abbiamo menati e frustati incatenati ….inbevuti di urina….lesbo hard…..mi sono fatta legare da una catena da uno di loro ….portandomi in mezzo al pubblico…..che leccate dai ragazzi……quanti erano non lo rammento,mi è piaciuto molto però….io e la angelica ci infilavamo i vibratori a vicenda…a battito di musica rock e frustate di catenacci…fumo e fumo che saliva sotto la poltrona dei sevizi da cui si intravedeva uno amanettato in una poltrona sado si è preso parecchie menate e calci da TUTTA LA NOSTRA TROUP SADO MASO…..E GLI è PIACIUTO PURE…….BACI LEA

Le foto delle nostre stelle non sono state elaborate da Glenn Feron, sono originali. Come gli errori di grammatica di Lea.

Revisione del 27/04/06.
Lea di Leo segnala la sua recente intervista apparsa sul numero di aprile di Vivitreviso e un’ altra intervista per un adult magazine.

18. aprile 2006

Giuliano Palma & The Bluebeaters @ Gate52

Giuliano Palma & The Bluebeaters @ Gate52 Sabato 15 aprile, per la terza volta in pochi mesi, Giuliano Palma & The Bluebeaters sono tornati a suonare al Gate52 di Bussolengo (VR). Nonostante l’ assidua presenza in zona del gruppo il locare era affollatissimo, probabilmente di gente che come me era assente ingiustificata le volte scorse. Se fossi riuscito ad andarli a vedere il 12 novembre ’05 magari sarei comparso anche io nel video della canzone Black is Black registrato dal vivo proprio al Gate52. Peccato, ma l’ importante è essere riuscito a vederli live on stage perché la loro esibizione è stata ineccepibile: cover reggae, ska, rocksteady e bluebeat eseguite da gran signori.
La formazione era un po’ rimaneggiata perché al basso non c’ era il solito Bunna, impegnato nel nuovo tour degli Africa Unite, ma un imponente (fisicamente e musicalmente) Sheldon Gregg preso a prestito dal New York Ska Jazz Ensemble, lo stesso gruppo di provenienza di Peter Truffa, il pianista. Hanno doverosamente aperto il concerto con Black is Black dei Los Bravos. Non mi hanno suonato la mia preferita, Jump dei Van Halen, ma si sono fatti perdonare con delle versioni spettacolari di Wonderful life di Black, Believe di Cher, Living In The Footsteps Of Another Man di Tony Drake e il Charlie’s Angels theme. Strappalacrime Messico e nuvole di Paolo Conte e Che cosa c’ è di Gino Paoli.
Il pubblico presente in sala era molto variegato e sotto il palco perfino si è pogato. Nonostante le cervicali mi diano qualche problema ultimamente non mi sono sottratto al rito degli spintoni e le spallate. Anche se nella fattispecie pareva che i più approfittassero di un’ occasione per sparpugnare le ragazzette più che pogo fine a sé stesso.

12. aprile 2006

Morningwood – sexy music for sexy people

Morningwood Se continuano su questa strada i Morningwood sono destinati a prendere nel mio cuore il posto dei sciolti No Doubt.

Definire la loro musica è un’ impresa perché come i No Doubt sono eclettici e si cimentano un po’ in tutto. Sono difficilmente classificabili perchè sono genre benders però il loro rock alternativo mi diverte e mi eccita.
Loro si definiscono come a monster truck having sex with a Bond girl.

Chantal Claret, la cantante, non è gnocca come Gwen Stefani ma è molto più disinibita (vedere per credere) e alla mano: questo la rende molto più irresistibile. Al pari di una Bond girl.

Vi consiglio la canzone Nth Degree. Il video è divertentissimo perchè fa il verso alle copertine degli album pop/rock più importanti degli ultimi tempi.
Vi segnalo inoltre il blog di Chantal e la community dei fans.

08. aprile 2006

I segreti di Brokeback Mountain

Brokeback Mountain L’ amore è prima di tutto amore, prima che omo o etero. Quel tipo di AMORE che diventa indispensabile come l’ ossigeno, che però paghi con fiumi di lacrime e montagne di sofferenza, non può essere definito in generi. Questo è il messaggio che passa il film di Ang Lee.
Ma in una vena più disperata che malinconica il regista ripropone anche il connubio eros e thanatos: Jack (Jake Gyllenhall) osa vivere il suo sogno e trova la morte per mano della società ottusa e violenta, mentre Ennis (Heath Ledger) non trova il coraggio per scrollarsi di dosso i pregiudizi della gente e finisce per morire “dentro” un po’ un ogni giorno, autodestinandosi un futuro di rimpianti e rimorsi. Distrutto dalle sue scelte e dal suo dolore.
Fotografia, tempi e silenzi sono dei veri capolavori, del resto questo ci si aspettava da Ang Lee dopo La tigre e il dragone.
Jake Gyllenhall e Heath Ledger, pur sembrando due modelli di una pubblicità di un qualsiasi denim jeans, sono dei grandi interpreti e riescono a dare credibilità alla storia tanto che la stereotipata rozza virilità dei cowboy si sgretola man mano ma senza mai scadere nei classici luoghi comuni gay.
La tanto chiacchierata scena di sesso ha turbato anche me. Per l’ improvvisa passione, per la giustificata violenza.
Ti stringono il cuore altre due scene, entrambe all’ interno di un saluto: alla fine del soggiorno a Brokeback Mountain senza sapere se si potranno rivedere, Jack si allontana mentre Ennis si piega vinto da dei conati di vomito, poi quella in cui Ennis saputo della morte di Jack ottiene dai suoi genitori di tenere un ricordo e nella camera di Jack ritrova le loro camice impregnate di sangue.
Ma merita di essere citata anche la faccia di Jack, roso dalla voglia di spiare Ennis mentre fa il bagno nudo fuori fuoco.

03. aprile 2006

Sugarfree? No, grazie!

Sugarfree Venerdì scorso, praticamente sotto casa mia, c’ è stato il concerto gratuito dei Sugarfree. Avevo pensato di andare a sentirli per scrivere ancora righe al fulmicotone contro di loro. Ma lei era libera. Passare la serata con lei o sprecare il tempo con il gruppo siciliano? Non c’ è partita. Con buona pace dei Sugarfree.

Da quel parcheggio in collina si vedevano, in lontananza, i fari dell’ impianto luci e in condizione di favore di vento arrivavano perfino i suoni e le voci.

Nessun rimpianto: al raglio dei Sugarfree ho preferito lo zucchero della sua dolcezza. Solo lei mi dà, lo sanno perfino gli Sugarfree. Quello che non sanno è che la gente si rompe le balle quando vede che per promuovere un brano presentato a San Remo invece di pubblicare un nuovo lavoro si ripubblica il vecchio disco con straordinari contenuti inediti del cazzo!
Tagliatevi i capelli e andate andate a lavorare!