30. ottobre 2005

Esportare il made in Italy

Sheila Stone Esportare il made in Italy è l’ unica soluzione per tornare a far tirare l’ economia italiana.
Nel suo piccolo Sheila Stone contribuisce alla causa: si è esibita come lap dancer al Tootsie’s di Miami, lo strip club più famoso della Florida. E ha tenuto un diario in quattro puntate: 1, 2, 3, 4.
Mirabile sforzo. Ma è arrivato il momento di fare scelte coraggiose: basta con mercati inflazionati come quello americano! E’ ora di puntare su nuovi scenari commerciali… come la Cina.

26. ottobre 2005

Lea di Leo

Lea di Leo Ogni blogstar che si rispetti ha una sua beniamina da sostenere quindi se Dave sostiene Jeansy, io e Law abbiamo deciso di appoggiare l’ ascesa di Lea di Leo, una sedicente “pornostar agli inizi nel mondo dell’ hard ed una super nei palchi”.

Dopo aver scoperto che Lea di Leo è di Treviso, come Law, e i suoi fans di Bomba nel culo (hanno recensito il suo film e l’ hanno perfino incontrata) sono dei butei di Verona, come me, io e Law non abbiamo avuto dubbi: vogliamo aiutarla a diventare una scandalosa superstar.
Del resto come non essere solidali con persone che candidamente dichiarano:

Amo i calciatori: tra questi ho molti amici nel Milan, Sampdoria e, tra i più presenti, i mitici del Treviso; partecipo sempre alle loro feste dopo le partite: orge a go go!
Vi posso raccontare: una sera, dopo la mia disco preferita – l’Havana Club di Treviso – ho incontrato il Milan e mi hanno invitata nel loro albergo per un lesbo. Ho spompinato M… dopo avere ingoiato il suo sperma siamo diventati grandi amici. Ci siamo ritrovati anche a Milano Marittima. Ho avuto come moroso il portiere del Treviso, Daniele L.

Il suo sogno è fare uno scandalo nel mondo del calcio e lavorare in televisione?
Io e Law non avremo pace finchè questo non diventerà realtà.

Intanto un membro del suo entourage che avevo contattato per concordare un’ intervista mi ha risposto: “La signorina Lea di Leo ha già fatto tre interviste questo mese, ne riparliamo a novembre”.
Non temere Lea di Leo, anche se tu sei oberata di lavoro, io e Law non smetteremo un attimo di sostenerti.

22. ottobre 2005

Quo vadis, baby?

Quo Vadis, Baby? Salvatores è sempre più una certezza nel panorama italiano: una spanna sopra tutti i vari Muccino.
Il soggetto è veramente coinvolgente. Senza sbavature la sceneggiatura. Dialoghi ad alto impatto emotivo.
Quo vadis, baby? applica la formula che per me rappresenta l’ optimum:
Citazioni dotte + noir + colonna sonora da spettino = OTTIMO FILM.
Il mio ego si gonfiava a dismisura man mano che raccoglievo gli indizi lasciati in bella mostra: i Joy Division, i Rolling Stones, i replicanti di Blade Runner, i continui riferimenti a Ultimo Tango a Parigi (non poteva essere diversamente visto il titolo), le videocassette con i FILMISSIMI (8½, i 400 colpi, i soliti ignoti), le locandine dei film alle pareti in casa del regista.
La colonna sonora che ti fa vibrare ad ogni nota: una selezione davvero coerente. Ultravox, Talking Heads, Ramones, Blondie, Paul Weller (reminiscenze anni 80 che mi eccitano come un bambino) e poi il pezzo della PFM impressioni di settembre che ricorre più volte, farebbero commuovere anche un sordo.
Mi sono sentito così forse solo guardando i due Kill Bill e The Dreamers di Bertolucci.
Semplicemente geniale il finto finale sospeso: la verità è da sempre sotto i nostri occhi solo che noi non riusciamo a coglierla. Paradossale che la verità venga annunciata dalla televisione, il media che più di tutti sa essere falso.
Ma quante canne si fumano a Bologna?
Mancava al cast perfetto solo Abbatantuono, sicuramente meglio di Bebo Storti nel ruolo di marito cornuto.

20. ottobre 2005

Ma come ha fatto?

Dane Cook kiss Charlize Ass

Una decina di giorni fa al Tonight Show with Jay Leno sulla NBC è successo che Charlize Theron si è piegata in avanti e ha lasciato che Dane Cook le baciasse il culo.
Mentre qui da noi sembra esistere solo isola e talpa.
Mi sa che devo decidermi a dotarmi di tv satellitare.
Di fondo però resta il dubbio di come Dane Cook sia riuscito a convincere Charlize Theron a lasciarsi baciare in quel modo.

17. ottobre 2005

Calendario 2006 Brigitta Bulgari

Brigitta Bulgari Ho sempre avuto una spiccata avversione per i calendari delle donne nude, nonostante le mie inclinazioni.
Questo perchè sono davvero, davvero pochi i calendari che qualitativamente si distinguono dalla media.
I più aborriti quelli della Chiappini e di Mascia & Alessia.
E quello di Brigitta Bulgari non fa eccezione: foto tutte uguali, uguali le pose come le espressioni, nemmeno una foto di culo tra l’ altro. Decisamente Brigitta Bulgari non è più il mio idolo.
Però se una volta pensavo che non tutte hanno i numeri per fare calendari, nel senso che non basta essere bellocce, oggi sono sempre più convinto che se un calendario mi rivolta le budella è anche colpa del fotografo.
Forse che l’ ultimo grande fotografo di donne nude l’ abbiamo perso su quella Cadillac schiantata contro un muro di contenimento del Sunset Boulevard di Hollywood?
Lo ammetto: ho nostalgia di Helmut Newton, perchè le donne che ritraeva in un certo senso non esistono, fanno parte dell’ immaginario collettivo. Troppo belle, troppo espressive per essere vere. Altro che la roba che si vede in edicola…

13. ottobre 2005

Gli uomini e le donne sono uguali

Gli uomini e le donne sono ugualiNei giorni scorsi è stato presentato Lo stato della popolazione mondiale 2005, il rapporto dell’Unfpa, l’agenzia dell’Onu che fornisce dati sulla popolazione mondiale per promuovere programmi di sviluppo.

Il rapporto sottolinea anche la violenza inflitta alle donne, solitamente da un membro della famiglia o da un conoscente. Circa una donna su tre subisce abusi fisici o sessuali nella vita.

Sono dati che fanno riflettere e fanno capire quanto ci sia ancora da investire nell’ educazione e nella salute delle donne e nella loro capacità di programmare la famiglia per raggiungere la parità tra uomo e donna.
In questi giorni ricorre anche il sessantesimo anniversario della Carta delle Nazioni Unite che ha stabilito l’ eguaglianza dei diritti per uomini e donne e il rapporto dell’ Onu non fa altro che dimostrare quanto la nostra società sia maschilista.

Lasciando da parte, per un attimo, le questioni più importanti vorrei contribuire nel mio piccolo alla libertà della donna.
La libertà di essere troia.
Non è assolutamente accettabile che per un uomo l’ essere tombeur de femme, la disinvoltura nel passare da un letto all’ altro, rappresentino una possibilità di accrescere il prestigio sociale perchè avere successo con le donne è ritenuta una qualità positiva.
Mentre una donna che vive la sua sessualità liberamente, senza inibizioni è una troia.

Se essere troia è un difetto, rivendico il diritto di essere considerato un brutto porco.

La foto è di Diana Scheunemann ed è tratta dal book Status Quo.

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