31. agosto 2005

Oggi è il Blog Day

Eccoci qui a festeggiare questo Blog Day.
E’ stato abbastanza difficile trovare del buon materiale da proporre anche perchè molti nuovi blog nel giro di un mese vengono cancellati, comunque ecco cosa ho scovato.

Revisone del 22 settembre.
A quasi un mese di distanza (dalla pubblicazione di questo post) Johnny Bravo ha cambiato indirizzo e non c’ è più traccia del post che tanto mi ha fatto ridere.
Law’s hot spot già ai giorni della segnalazione è stato chiuso.

27. agosto 2005

Spartan

Spartan Un agente dei corpi speciali Delta Force, Val Kilmer, si trova a dover risolvere un caso molto delicato. La figlia del Presidente degli USA è sparita dalla circolazione, e si teme sia stata rapita da individui che non conoscono la vera identità della ragazza.
Le indagini sembrano portare alla conclusione che la ragazza è morta ma è solo quello che le alte sfere del comando vogliono far credere all’ opinione pubblica per non danneggiare la campagna elettorale del presidente, di fatto la ragazza viene abbandonata a se stessa. Crisi di coscienza dell’ agente segreto abituato ad eseguire ordini, giocando anche sporco, senza farsi domande allorché si imbatte nelle prove che la ragazza è ancora viva. Ma il guerriero che sa usare il cuore può diventare un eroe: da solo va a liberare la ragazza dai suoi aguzzini e dal sistema che la dava già morta.
In America non ha riscosso il successo sperato ma io che ho la fissa per le spy story e le teorie del complotto considero Spartan un capolavoro nell’ ambito del cinema di spionaggio. Ma questo film non si limita a esporre un intreccio complesso e ben fatto: va ben oltre. Descrive, infatti, con una lucidità impressionante i meccanismi mediatici contemporanei e la concezione della politica americana: una concezione spregiudicata e cinica che insegue come unico obiettivo quello di vincere le elezioni e mantenere il potere.
La storia corre sempre sul filo dell’ inverosimile ma non oltrepassa mai questo limite, riuscendo in tal modo a svelare freddamente la perversa corruzione di un sistema politico che invece viene propagandato dai mass media come un esempio cristallino di democrazia. Il regista David Mamet mette in scena un racconto secco, pulito, matematico, algido. Niente orpelli, frasi inutili, dialoghi superflui. Lo stesso vale per la regia: inquadrature composte, eleganza cromatica, geometrie perfette nei movimenti di camera. Tanto che nel primo tempo questa sobrietà l’ avevo giudicata troppo laconica.
Val Kilmer riesce grazie al rigore di Mamet a costruire la maschera dell’ agente segreto americano che crede ciecamente nel suo ruolo di difensore della patria. La sua fissità espressiva, la sua forza fisica, il suo coraggio, la sua determinazione sono il rovescio della medaglia dei sentimenti che prova interiormente ma che è stato abituato, per mestiere, a non dimostrare.

Recensione adattata da CultFrame, perchè è quello che intendevo dire io.

22. agosto 2005

Negramaro a Boscochiesanuova

Concerto gratuito in piazza: una folla di gente. Il sestetto leccese regala energia ed emozioni distorcendo chitarre e pompando un rock poderoso. Tanto che i più, una volta proposti i due singoli che li hanno resi famosi, se ne sono andanti. Sia tutto scorre come estate non sono realmente rappresentative dello stile dei Negramaro. Sono molto più energici di quello che le due hit fanno supporre.
Prima dei bis hanno eseguito una canzone popolare salentina in dialetto a modo loro. In risposta io e Johnn, in pochi secondi, abbiamo partorito questo:

el cambio del bilico
(musica: Giuliano Sangiorgi, testo: Richie & Johnn)

el bilico
del late go guidà
taiando sulle curve
le go fate
a straman
e resto qui
sul filo del gard rail
a sfrissionar
na marcia
che non vuole
entare mai
non senti che
grato quando cambio
nascondo
questa stupida avaria
quando sfrissiono
non senti che
grato quando cambio
è il segno
di una marcia che
vorrei potesse non entare mai
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20. agosto 2005

Bound – Torbido Inganno

Bound Gli amici di Super Zeta mi danno il la per parlare nuovamente di film bistrattati dalla critica.
Si tratta della prima regia dei fratelli Wachoski, il secondo film in cui Gina Gershon mette i panni della lesbica.
La giovane Corky (Gina Gershon), che per sbarcare il lunario si adatta a fare l’idraulico, si reca per un lavoro in un lussuoso appartamento di Chicago. Nell’ascensore incontra Violet (Jennifer Tilly), la donna di Ceasar (Joe Pantoliano), delinquente di medio calibro dedito per conto della mafia al riciclaggio del denaro sporco. Tra le due ragazze scocca la scintilla della reciproca attrazione, che ben presto si tramuta in un vero rapporto fisico. Quest’incontro imprevisto sconvolge la vita di Violet, che decide di cambiare vita e interrompere i propri legami con la malavita. Ma per fare questo chiede aiuto a Corky. Violet sa che Ceasar deve consegnare al boss Gino Marconi due milioni di dollari nascosti nell’appartamento e propone a Corky di rubarli, dopodiché insieme potranno fuggire libere e ricche. Le due ragazze preparano un piano, rubano il denaro, ma alla fine Ceasar scopre il furto e prepara una feroce vendetta. Solo grazie ad una consumata prontezza di riflessi e all’istinto di sopravvivenza, Violet e Corky riescono a restare vive, forse libere ma povere.
La critica ha stroncato il film a causa della scena di sesso lesbo troppo spinta, la troppa violenza gratuita e il ricorso a numerose inquadrature ad effetto. Proprio questi tre aspetti, secondo me, consacrano il film ad un monumento del b movie. Questo thriller, che ha dato ai fratelli l’ occasione di girare The Matrix, è stato prodotto da Dino De Laurentiis e rappresenta una commistione tra atmosfere da gangster movie e humour nero. Per certi versi ricorda molto Pulp Fiction di Tarantino. Come non citare il bagliore dello sparo della pistola o le cesoie, con cui tagliano le dita al debitore, inquadrate a tutto campo e subito dopo le enormi goggie di sangue che cadono nella tazza del cesso?
Gina Gershon, già avvezza dopo l’ esperienza Showgirls a baciare donne, e Jennifer Tilly, che io conoscevo solo per le sue numerose apparizioni senza veli su Playboy, sono a loro agio nei panni delle amanti clandestine ma ciononostante la loro interpretazione è abbastanza legnosa. Resta il fatto che senza vestiti, comunque hanno il loro perché.

13. agosto 2005

Autolavaggio

Misty

Sono giorni che mi ripeto che devo lavare la macchina ma finchè non hanno un po’ di tempo libero Mandy, Misty, Isabella e Lia non si fa nulla. Quindi mi prendo qualche giorno di vacanza anche io.

Vi saluto tutti con rispetto ed immutata stima, ci vediamo all’ autolavaggio quando torno.

Per comunicazioni urgenti richardgekko chiocciolina altervista punto org.

07. agosto 2005

Diffidate delle false Insaziabili

Olivia Del Rio Ho guardato le Insaziabili, il film che segna la svolta nella carriera artistica di Edelweiss: per la prima volta fa sesso con un uomo davanti ad una telecamera.
Una noia mortale: mi sono rassegnato a guardarlo con l’ avantiveloce.
Per tutto il tempo della performance fissa la telecamera con quell’ espressione tipo: guardami perché sono io la più figa. Eccheccazzo! Ma stai scopando o sei ad una sfilata di moda?
Senza dimenticare che di ingoio nemmeno fa l’ accenno.
Questo tipo di pornostar sono eccitanti quanto l’ herpes.
Quando penso ad una performer insaziabile penso a Silvia Saint, Erika Bella, Olivia Del Rio (nella foto) o Racquel Darrian. Panterone che in scena mostrano chiaramente quanto sono affamate del loro partner, come se non vedessero un uomo da anni: fanno sesso con naturalezza ma allo stesso tempo non hanno nessun tipo di inibizione. Edelweiss dovrebbe imparare da loro, se intende continuare per questa strada.

Sandy l’ altra protagonista, a dispetto del titolo è già sazia ed è relegata al ruolo di soprammobile: assiste alla scena e si masturba soltanto.
Se consideriamo però che nel fim L’ autobus del sesso, Rocco Siffredi la sodomizza mentre le infila la testa nella tazza del cesso, con tanto di sciacquone finale, è un bel salto di qualità. Sarò all’ antica ma mi sfugge il nesso tra l’ ispezionare la tazza del cesso, il farsi riempire di ceffoni in viso e sulle tette da Rocco, e il concetto di insaziabilità.
Considerando solo la performance con Edelweiss nemmeno ti sfiora l’ idea di considerare Sandy insaziabile.
Per fortuna la sua fama di insaziabile è solidissima e inattaccabile dopo che si è scopata tutti gli occupanti del famigerato autobus, cioè gli iscritti al fan club di Rocco.

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