26. ottobre 2004

Il Piccolo Principe

In quel momento apparve la volpe.
«Buon giorno», disse la volpe.
«Buon giorno», rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
«Sono qui», disse la voce, «sotto al melo…» «Chi sei?» domandò il piccolo principe, «sei molto carino…»
«Sono una volpe», disse la volpe.
«Vieni a giocare con me», le propose il piccolo principe, «sono cosi triste…»
«Non posso giocare con te», disse la volpe, «non sono addomesticata».
«Ah! scusa», fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: «Che cosa vuol dire “addomesticare”?» «Non sei di queste parti, tu», disse la volpe, «che cosa cerchi?»
«Cerco gli uomini», disse il piccolo principe. «Che cosa vuol dire “addomesticare”?»
«Gli uomini», disse la volpe, «hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?»
«No», disse il piccolo principe. «Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare”?»
«E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”…»
«Creare dei legami?»
«Certo», disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. lo non sono per te che! una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo».
«Comincio a capire», disse il piccolo principe. «C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…»
«E’ possibile», disse la volpe. «Capita di tutto sulla Terra…»
«Oh! non è sulla Terra», disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
«Su un altro pianeta?»
«Si».
«Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?»
«No».
«Questo mi interessa! E delle galline?»
«No».
«Non c’è niente di perfetto», sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
«La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. 1 campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…»
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
«Per favore… addomesticami», disse.
«Volentieri», rispose il piccolo principe, «ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose».
«Non si conoscono che le cose che si addomesticano», disse la volpe. «Gli uomini non hanno piú tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piú amici. Se tu vuoi un amico addomesticami»
«Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe.
«Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe. «In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, cosí, nell’erba. lo ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ piú vicino…»
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
«Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti».
«Che cos’è un rito?» disse il piccolo principe.
«Anche questa. è una cosa da tempo dimenticata», disse la volpe. «E’ quello che fa un giorno
diverso dagli altri giorni, un”ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedí è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza».
Cosí il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
«Ah!» disse la volpe, «… piangerò».
«La colpa è tua», disse il piccolo principe, «io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…»
«E’ vero», disse la volpe.
«Ma piangerai» disse il piccolo principe.
«E’ certo», disse la volpe.
«Ma allora che ci guadagni?»
«Ci guadagno», disse la volpe, «il colore del grano».
Poi soggiunse:
«Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo».
«Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto».
Il Piccolo Principe se ne andò a rivedere le rose.
«Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente», disse. «Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo».
E le rose erano a disagio.
«Voi siete belle, ma siete vuote», disse ancora. «Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è piú importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa».
E ritornò dalla volpe.
«Addio», disse.
«Addio», disse la volpe. «Ecco il mio segreto. molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi».
«L’essenziale è invisibile agli occhi», ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
«A il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosí importante».
«E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…» sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
«Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…»
«lo sono responsabile della mia rosa…» ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

21. ottobre 2004

Ricordati di me

Qui ho letto questo:

Iniziamo quindi il nostro viaggio su questa strada fatta di esperienze vissute, di persone realmente conosciute, di fatti realmente accaduti ma tutti mescolati in questa sorta di misticismo tutti accomunati dall’ incontro di questo magico personaggio che esaudisce un solo desiderio ma a suo piacimento e a suo modo.
Una bellissima ragazza bionda alta circa un metro e settanta, fisico da favola , viso fine, era ai bordi dell’ INTERSTATE60 che cercava che qualcuno la caricasse per raggiungere la sua meta, infatti era li vestita con una gonna corta una maglietta ed uno zainetto che faceva l’autostop.
Intanto rifletteva su se stessa sui suoi desideri e sul suo sogno che era quello di trovare lo SCOPATORE PERFETTO. Si era sempre chiesta se era tutto li se tutto cio’ che aveva letto sull’ amore, tutto questo decantare, tutto questo tempo speso da tutta questa gente a decantare l’amore, la luna, il sesso, era li. Si chiedeva se tutta questa gente aveva avuto abbastanza esperienza per definire o raccontare cosa l’ amore fosse quando ad un tratto una bmw rossa cabrio si fermo’.
” Ciao dove vai?” chiese il ragazzo alla guida
“Vado alla ricerca dello scopatore perfetto! e tu?” rispose con naturalezza lei
“Io vado in cerca di risposte” disse il ragazzo prontamente ” sali!”
“dove monto?” domando’ la ragazza ” sai per me e’ indifferente puoi avermi davanti dietro dove vuoi tu” disse la ragazza flirtando.
il ragazzo rise e gli disse di sedersi di fianco a lui.
Senza neanche che il ragazzo avesse il tempo di partire lei gli chiese ” Ti va di scoparmi? ” …
Il ragazzo rise” che domande fai? certo che no! non so nemmeno chi sei!”
” beh che c’entra” disse indispettita lei ” non sarai micca frocio!”
” no e’ solo che non ti conosco!”…”ma guarda che ti faccio godere” disse lei gettandosi sulla cerniera dei jeans del ragazzo.
” ma che fai no!” disse il giovane.
” dimmi un po’ ma con quanta gente sei stata a letto , hai esperienza?” chiese tranquillamente il ragazzo
” se ho esperienza? vedi la prima volta che l’ ho fatto mi sono detta beh tutto qui?” allora mi sono detta il secondo sara’ meglio…ed in efetti non e’ stato male…ma poi mi sono detta chissa’ come sara’ il terzo”
“Si ma allora con quanti sei stata?” chiese sorridendo il ragazzo
“con 324 persone e tu saresti il 325 esimo e sono sicura che tu sarai il mio scopatore perfetto!”
“Guarda!” disse sorridendo il ragazzo” ho proprio deciso di essere il tuo numero UNO!”
“Ah bene! ” disse lei rigettandosi sulla cerniera dei pantaloni di lui
“No No aspetta ” disse Lui accostando la macchina ” scendi!”
” Ah ok lo vuoi fare sul cofano mi vuoi proprio fare impazzire ” disse tutta ingasata lei
” No No ho prorpio deciso di essere il tuo numero UNO…colui che desidererai per sempre…colui al quale per sempre penserai….Ho deciso di essere il tuo scopatore perfetto…Non faro’ mai sesso con te cosi’ passerai notti a cercare di capire se ero realmente io, passerai giorni a cercare di capire cio’ che non hai potuto avere…cio’ che sarebbe potuto essere…cioe’ il tuo scopatore perfetto !”
“Bastardo mi hai fottuto!” disse lei andandose.

e mi sono venuti in mente i sepolcri di Foscolo.

Ma alla fine lo scopo della nostra vita è cercare un modo per essere ricordati una volta che saremo morti?

20. ottobre 2004

Lauren Reed e Julian Sark

Non capisco perchè Lauren Reed si ostini a scorrazzare intorno a Julian Sark.La fa stare solo di merda…Per lo meno non viene da me a farsi consolare! A tal proposito dirò a lei la mia opinione su Julian Sark solo se me lo chiede. Non farò nuovamente lo sbaglio di essere troppo sincero con una persona che non accetta opinioni diverse dalla sua.

04. ottobre 2004

Il ritorno di Elisa

A giorni esce Pearl Days il nuovo album di Elisa.
Non mi era piaciuto molto Lotus, troppo smielenso.
Però mi pare di capire che Elisa con questo ultimo lavoro sia ritornata alle sonorità delle origini. Penso che sia dovuto al fatto che ha cambiato produttore come ho letto su RockStar.
Aspetto di sentire l’ intero disco!!!