
Ieri sera i Subsonica erano ospiti da Fabio Fazio a Che tempo che fa per presentare L’ultima risposta, il secondo singolo estratto dall’album L’eclissi. Con tanto di polemica al seguito.
Da queste parti siamo andati ad applaudirli dal vivo venerdì scorso.
Si sono esibiti in un palazzetto dello sport, ma i palazzetti, è noto, non sono progettati per i concerti ed il confronto con l’esibizione all’aperto Vicenza 2005 assolutamente non regge. I Subsonica però hanno bilanciato la pessima acustica con un vigoroso e spettacolare impianto luci. Una griglia mobile di led dava l’impressione che il gruppo stesse suonando rinchiuso in una gabbia, dove i fasci di luce rappresentavano le sbarre. Sorprendenti combinazioni di colori e di luci, hanno stimolato i nostri occhi.
Nella scaletta, comprensibilmente, c’era quasi tutto l’ultimo disco opportunamente miscelato con i brani storici. Un po’ in secondo piano invece Terrestre, di cui è stato suonato solo con Ratto e L’odore. L’anima dance della band torinese poco alla volta esce allo scoperto: Samuel presentando Il Centro della Fiamma l’ha dedicata ai ragazzi dell’altergego, la discoteca dove sono passati sia lui che Boosta a mettere i dischi. Si canta, si balla e si suda. Ma il loro motore è pure rock e ha carburato anche con la cover di Up patriots to arm, di Franco Battiato. Giù, nel catino del palazzetto si pogava di brutto. Ma è con Tutti i miei sbagli che ci si rende rendo conto della sacralità del culto della musica live: le pareti del palazzetto vibrano per l’unico, immenso coro che celebra i padroni del suono, sul palco. Lo Stagno, l’ultima canzone, eseguita con le luci che si accendono gradualmente come se si fosse colti da un’alba nel bel mezzo di un sogno, è stata commovente fino alle lacrime.
Non vedo più nessun male che mi possa ferire
Almeno per stanotte non c’è nessun dolore.
Lo Stagno