29. novembre 2008

Farinotti VS Bignami #2

Distributore automatico di recensioni lunghe meno di 140 caratteri. Speciale Cinema Italiano.

  • Il passato è una terra straniera: c’è un’età nella vita di ognuno in cui si può essere tutto e il contratrio di tutto. Salvo poi pentirsene qualche anno più tardi.
  • Amore Bugie & Calcetto: “Il sesso senza amore non dà la felicità. Figuriamoci le pippe”. L’ABC divertente e divertito delle frustrazioni e delle contraddizioni del nostro tempo.
  • Tutta la vita davanti: e dietro tutti quanti. Che se anche Que sera, sera! Whatever will be, The future’s not ours to see! il precario lo sa bene che lo prenderà in quel posto un domani.

01. ottobre 2007

Notturno Bus

Notturno BusUn laureando in filosofia con il vizio del gioco d’azzardo che si difende dagli assalti frontali della vita rifugiandosi nel sedile di guida di un autobus, una ladra professionista e bugiarda impenitente, braccata sia dalla polizia che da un’organizzazione criminale perché per errore mette le mani su un microchip trafugato, incrociano i loro destini.
Che è sceneggiato (ottimamente!!!) da Giampiero Rigosi lo si capisce già dal primo quarto d’ora: le gesta grottesche del poliziotto energumeno Garofano, splendidamente interpretato dal doppiatore Francesco Pannofino, ricordano molto da vicino quelle dell’Ispettore Coliandro versione televisiva. Notturno Bus è vessillo di un cinema italiano che non ha nulla da invidiare alle mega produzioni americane. Un noir con indovinati sconfinamenti nella commedia romantica e nell’action movie in salsa pulp di scuola tarantiniana, dove il sapore dell’ironia alla Fratelli Cohen è ben riconoscibile anche nei frangenti più tragici: come dice il regista esordiente Davide Marengo, questo non è un film di genere ma un film di generi.
Un cast spigliato e di grande effetto in cui per la prima volta Valerio Mastandrea smette i panni popolar-romaneschi per scandagliare le potenzialità di un personaggio sensibile e colto, mentre Giovanna Mezzogiorno smette i panni dell’eronina senza macchia per impersonare la stronza, con la esse maiuscola, che usa i suoi occhioni abbaglianti e le sue morbide curve (sì, finalmente mostra culo e tette, oltre che a una consistente bravura, of course!) per far fessi gli uomini.
L’aeroporto di Fiumicino e la periferia di Roma, quasi sempre in notturna, da non luoghi per eccellenza, in questo film assurgono al ruolo di co-protagonisti. Un paradosso. Ma sono proprio i paradossi a rendere forte Notturno Bus: Titti a dispetto del nome che richiama il giallo canarino è un omone capace di ribaltare una macchina con la sola forza delle braccia, salvo poi scoprire che non era quella la macchina da ribaltare. Battute azzeccate, colonna sonora briosa a cui prende parte anche Daniele Silvestri, avvalorano  solidamente la tesi che Notturno Bus è uno degli episodi più belli del cinema italiano in questo periodo.
Segnalo sul sito del regista Davide Marengo un divertente set di foto scattate nel backstage del film.