20. luglio 2009

Subsonica @ Sherwood Festival

Subsonica @ Sherwood FestivalPosti lontanissimi dal palco quindi ne sono venute fuori solo foto davvero pietose, ma in compenso un live con i controcazzi. Lo sterminato piazzale in pochi minuti si è trasformato in un gigantesco dance floor. Questo dovuto sia all’oculata selezione della scaletta operata dal gruppo torinese, che ha preferito un approccio più elettronico/danzereccio ai loro pezzi, ma anche al maestoso impianto di amplificazione messo a disposizione dal Sherwood Festival 2009 che ha permesso di godere un’altissima definizione di tutte le gamme dei suoni nonostante la misurata mole di Watt pompati fuori dalle casse. Due ore di spettacolo in cui oltre alle emozioni delle canzoni dei Subsonica si è potuto godere degli effluvi degli innumerevoli joint fumati lì intorno. In fin dei conti lo Sherwood è un festival e la canna fa molto festival, ma se non offri che festival è? Ah, come per ogni festival che si rispetti anche la pioggia sul finale si è fatta presente, ma non ha minimamente rovinato la festa.

18. febbraio 2008

Subsonica live at Verona

Subsonica Eclissi Live - Foto di P.Modica

Ieri sera i Subsonica erano ospiti da Fabio Fazio a Che tempo che fa per presentare L’ultima risposta, il secondo singolo estratto dall’album L’eclissi. Con tanto di polemica al seguito.
Da queste parti siamo andati ad applaudirli dal vivo venerdì scorso.
Si sono esibiti in un palazzetto dello sport, ma i palazzetti, è noto, non sono progettati per i concerti ed il confronto con l’esibizione all’aperto Vicenza 2005 assolutamente non regge. I Subsonica però hanno bilanciato la pessima acustica con un vigoroso e spettacolare impianto luci. Una griglia mobile di led dava l’impressione che il gruppo stesse suonando rinchiuso in una gabbia, dove i fasci di luce rappresentavano le sbarre. Sorprendenti combinazioni di colori e di luci, hanno stimolato i nostri occhi.
Nella scaletta, comprensibilmente, c’era quasi tutto l’ultimo disco opportunamente miscelato con i brani storici. Un po’ in secondo piano invece Terrestre, di cui è stato suonato solo con Ratto e L’odore. L’anima dance della band torinese poco alla volta esce allo scoperto: Samuel presentando Il Centro della Fiamma l’ha dedicata ai ragazzi dell’altergego, la discoteca dove sono passati sia lui che Boosta a mettere i dischi. Si canta, si balla e si suda. Ma il loro motore è pure rock e ha carburato anche con la cover di Up patriots to arm, di Franco Battiato. Giù, nel catino del palazzetto si pogava di brutto. Ma è con Tutti i miei sbagli che ci si rende rendo conto della sacralità del culto della musica live: le pareti del palazzetto vibrano per l’unico, immenso coro che celebra i padroni del suono, sul palco. Lo Stagno, l’ultima canzone, eseguita con le luci che si accendono gradualmente come se si fosse colti da un’alba nel bel mezzo di un sogno, è stata commovente fino alle lacrime.

Non vedo più nessun male che mi possa ferire
Almeno per stanotte non c’è nessun dolore.
Lo Stagno

08. gennaio 2008

L’eclissi – Subsonica

L’eclissi - SubsonicaArchiviato, definitivamente, l’ultimo lavoro in studio Terrestre, del 2005. Se però Terrestre aveva segnato una svolta rock nelle sonorità, oltre che al cambio del management, L’eclissi segna un ritorno all’elettronica, al dub e all’electro dance. Si riprende il discorso, musicalmente, dove si era interrotto con Amorematico ma allo stesso tempo si può notare un’ulteriore svolta.
I quattro ragazzi di Torino sono maturati: abbandonati i motivetti pop/funky da cantare a squarciagola affrontano tematiche più impegnate. Dalla violenza sui bambini di Canenero, alla camorra di Piombo, passando per Quattrodieci dedicata alla fotografa Caterina Farassino scomparsa il 4-10-2005. La Glaciazione, il singolo lancio, come Alta Voracità sono una denuncia verso la nostra sazia e spenta civilltà. Nei credits compaiono Roberto Saviano, i Wu Ming e Giuseppe Genna, vengono ringraziati come fonte d’ispirazione: la cartina al tornasole che dimostra la maturità del progetto.
L’eclissi è il quinto album dei Subsonica e per quanto lo stile sia riconoscibilissimo si differenzia dai precedenti perchè lo si digerisce solo dopo ripetuti ascolti. Per quel che mi riguarda continua la serie della traccia numero 6: il mio brano preferito
si trova in quella posizione, in tutti gli album dei Subsonica.

02. marzo 2007

Fate quello che dico, non fate quello che faccio

Qualche giorno fa con l’amico PSV si discuteva sulle peculiarità e il curioso impegno sociale/politico di alcuni che si ergono a telepredicatori (leggi: Jovanotti).
Mi è tornata in mente una cosa che ho letto un po’ di tempo fa, scritta dai Subsonica.

Di sinistra? (qualcuno in bacheca domandava se…)
Si, di quella sinistra che non si nutre solo di simboli ma che rispetta l’identita e la necessità di sentirsi parte, possibilmente da una parte che non gioca a confondersi con l’altra pur di non scontentare nessuno.
A sostegno di quella sinistra che agisce anche in territori dove non ci sono obiettivi e telecamere, anzi dove non ci sarebbe proprio nulla e dove tra molte difficoltà si tentano esperienze di libertà e di dignità, nelle quali la musica gioca un ruolo fondamentale.
Lontano dalla sinistra di chi invece gioca “a chi ce l’ha più militante” fino a soffocarsi di chiacchiere.
Di sinistra anche quando la sinistra ha il coraggio di guardare la realtà e non solo lo spettro dell’ideologia. Ciò che regna tra sognanti pagine di teoria dove vengono proclamati imminenti paradisi troppo spesso ha creato le condizioni, per i più infernali incubi.
Di sinistra quando è chiaro che la vita di chi in Italia ha combattto il fascismo è stata sacrificata perché le armi nel futuro, per probematico e diperato che fosse, potessero finalmente tacere
Di sinistra comunque, spesso alla ricerca di una precisa collocazione, ma da quella parte senza alcun dubbio.
E dalla parte sopratutto di chi non mercanteggia la propria lucidità e intelligenza, ipotecandola per logiche di potere.
Di quella sinistra lì, da qualche parte.

Ognuno interpreti come vuole, dal mio punto di vista solo chi agisce senza sbandierare è degno di stima.

27. gennaio 2007

Per un’ora d’amore – Antonella Ruggiero featuring Subsonica

Per un'ora d'amore Per un’ora d’amore non so cosa farei,
per poterti sfiorare non so cosa darei
chiudo gli occhi, senza te,
le serate non finiscono mai
sole giallo mare blu,
non vorrei farti restare così,
un ricordo d’estate di più…

E per un’ora d’amore venderei anche il cuore
E per un’ora d’amore venderei anche il cuore

Per un’ora d’amore non so cosa farei,
per poterti sfiorare non so cosa darei
chiudo gli occhi, ti vorrei,
non nei sogni ma così come sei
sole giallo, mare blu,
che risveglio ora che manchi tu
aspettarti e sapere che ormai…

E per un’ora d’amore venderei anche il cuore
E per un’ora d’amore venderei anche il cuore

Per un’ora d’amore non so cosa farei,
per poterti sfiorare non so cosa darei

Chiudo gli occhi, penso a te,
i ricordi non finiscono mai
sole giallo, mare blu,
come il vento sei volato anche tu,
non rimane che dire vorrei

E per un’ora d’amore venderei anche il cuore
E per un’ora d’amore venderei anche il cuore

Per un’ora d’amore non so cosa farei,
per poterti sfiorare non so cosa darei…

Principessa lunA, ti vorrei qui ora, subito, per sempre. I nostri corpi ora sono lontani ma le nostre anime, i nostri cuori, volteggiano tra le nuvole. Vivono in simbiosi, si nutrono di emozioni troppo vaste da raccontare. Ma se tu fossi qui, principessa lunA… lenzuola sudate e respiri affannati.

24. dicembre 2006

Terrestre live e varie altre disfunzioni – Subsonica

Terrestre live e varie altre disfunzioniTerrestre live e varie altre disfunzioni

1.344.000 colpi di hi-hat, 230.000 persone sotto il palco: ecco il live del Terrestre Tour dei Subsonica. Io c’ero.

Poi ci sono le varie altre disfunzioni, le canzoni dei Subsonica rivisitate in chiave acustica. Il primo singolo è la cover di Coriandoli a Natale, scritta da Gigi Restagno, musicista amico della band scomparso nel 1997. E scopri che la musica dei Subsonica funziona anche senza l’elettronica, senza il video che spacca o il ritmo che pompa.
Poi leggi come loro presentano il proprio prodotto e sembra che te la raccontino come si farebbe al bar davanti ad una birra.

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