25. luglio 2008

Maurizio Crozza @ Castello di Arzignano

Nella suggestiva cornice medioevale di Castello di Arzignano (VI) il comico genovese ha tenuto banco per un’ora e mezza. La piazza gremita si abbandonava spesso a fragorose risate e scroscianti applausi: anche se sul palco non è il Maurizio Crozza che abbiamo visto a LA7, con gags e spalle illustri, sa comunque farsi apprezzare come il monologhista della copertina satirica di Ballarò. Per metà dello spettacolo, infatti, si ride sulle magagne della nostra classe politica. Crozza ne ha per tutti: Berlusconi, Prodi, Veltroni, La Russa, Bondi, Carfagna, Mussolini, Calderoli, Santanchè e Buttiglione che  “Si alza al mattino e si chiede: sono brutto perché sono filosofo o sono filosofo perché sono brutto?”.
Al solo nominare il lodo Alfano la piazza mugnugna e dopo le frecciate di Crozza applaude con entusiasmo: pur essendo Arzignano è una delle roccaforti del centrodestra alla piazza, la gente comune, proprio non va giù come l’attuale premier, nello specifico caso, abbia utilizzato il parlamento per i suoi porci comodi. Ne abbiamo avuto la prova.
Inevitabile, visto la vicinanza con Vicenza, non parlare della questione dell’ampliamento della caserma Ederle e della politica internazionale di George W.Bush. Risate comunque amare perchè da tutti i fronti locali il no all’ampliamento è corale, mentre la politica continua a ripetere che la base si farà.
Molto gradita dal pubblico anche la parentesi Statisti a confronto, già vista nel programma Crozza Italia: Silvio Berlusconi VS Silvio Berlusconi resta sempre la migliore. Un uomo, una smentita.
Merita una menzione l’unica macchietta, con tanto di parrucca, dello spettacolo: il divulgatore scientifico.

Un corpo immerso nell’acqua… si lava
un corpo immerso nel cemento… sapeva troppo
un corpo immerso in un altro corpo… si diverte
un corpo immerso in due corpi… è orgia

Ma se lo spazio è curvo, che mensole metti?

28. agosto 2007

Sodoma o Gomorra?

La Dea CibeleUna rivoluzione biologica e culturale: tra un paio di generazioni saremo tutti bisessuali.
Sulle pagine del Riformista e del Corriere della Sera, alcuni giorni fa, l’ex ministro della sanità Umberto Veronesi ha affermato che tra due o tre generazioni saremo tutti bisessuali. L’umanità si avvia alla definitiva evoluzione in un “modello unico”.
Le sue affermazioni si basano su dati precisi, scientifici: la sopravvivenza non è più una lotta e questo determina l’abbassamento di produzione degli ormoni, androgeni negli uomini, estrogeni nelle donne. Con l’effetto tangibile di una cospicua riduzione della fertilità: un calo del 50% già riscontrabile oggi… E il sesso si farà solo per affetto e desiderio, non per fini riproduttivi.
SKY TG24 ha indetto immediatamente un sondaggio: per il 69% degli italiani Veronesi ha sparato una cazzata, mentre il 31%, un terzo dei sondaggiati, è già potenzialmente bisex.
Mi pare un risultato in linea con gli studi del grande precursore Alfred C.Kinsey: la totalità degli esseri umani ha pulsioni omosessuali (anche solo singoli episodi) ma solo la minoranza è disposta ad ammetterlo.
La notizia è di grande interesse antropologico-biologico-culturale, con incursioni nella psicologia.
Non vedremo più tristissimi familiy-day. Non ci saranno più gay-pride.
Rocco Buttiglione non avrà più un cazzo da dire. Al meeting di Rimini CL si occuperà solo di politica abbandonando definitivamente la catechesi. Le suore saranno anche frati e viceversa.
Il prossimo passo sarà diventare tutti ermafroditi, immagino.
Come la statua della dea Cibele nella foto qui accanto. Eh! Quanto la sapevano lunga gli antichi.