10. marzo 2005

Altro che fiori di mimosa…

La festa dell’ 8 marzo ultimamente mi è diventata indigesta, l’ anno scorso poi l’ ho proprio odiata a causa delle polemiche che ha acceso tra me e la mia compagna.
Quest’anno ho festeggiato le donne guardando due film che parlano del medesimo argomento: la prostituzione affrontato da due directors donne.

Yo PutaHo iniziato con Yo puta, il film/documentario opera di Luna tratto dall’ ononimo libro.
Le prima parte del film scorre abbastanza insignificante tra le confessioni patinate di escort di lusso e pornostar internazionali come Rita Faltoyano. Il festival degli stereotipi e dei luoghi comuni sul sesso a pagamento, a tratti mi dava l’ impressione di assistere ad una puntata di Lucignolo, e questo mi infastidiva parecchio visto che di Lucignolo penso tutto il male possibile. Invece nella seconda parte, messi da parte i qualunquismi tipo “lo faccio per i soldi e perchè adoro scopare” o “i clienti mi cercano perchè le loro mogli non fanno il sesso anale e i pompini con l’ ingoio”, la regista scava, ma senza morbosità, nella sofferenza di quelle ragazze rapite, vendute e costrette a prostituirsi. Raccoglie le denuncie di quelle che, pur avendo scelto liberamente di mercificare il loro corpo, poi non riescono più ad abbandonare quella vita a causa dell’ etichetta PUTTANA che la comunità imprime loro. Alla fine del film ti sorgono molte domente e scopri che il film ha raggiunto il suo scopo.
MonsterDi seguito mi sono servito Monster di Patty Jenkins. Penso che non ci sia molto da dire su questo film dopo tutto quello che è stato detto su Charlize Theron quando l’anno scorso giustamente si è portata a casa l’ Oscar come migliore attrice. A me Charlize Theron è sempre piaciuta, ma in Monster è un fenomeno. I panni della prostituta serial killer americana Aileen Wuornos, giustiziata nel 2002, li ha portati con straordinaria umanità, non giustificando il serial killer ma puntualizzando il disperato bisogno d’ amore della donna.

La mia mimosa la voglio regalare a Galyna Shafranek, la prostituta uccisa qui a Verona il 21 febbraio, di cui nessuno ha ancora richiesto il corpo.