09. dicembre 2005

Paura e delirio nel salotto d’ Italia

L’ inaugurazione di una piazza è un’ evento che richiama stuoli di scrocconi che non accorrono per assistere alla cerimonia, ma solo per abbuffarsi al rinfresco.
Io che sono uno scroccone snob mi sono presentato con un’ ora di ritardo sull’ orario di inizio del cerimoniale. E me ne sono pentito subito: il ministro Giovanardi che fino all’ ultimo aveva smentito la sua partecipazione (abile manovra diversiva per mettersi al riparo da attentati (???) e contestazioni) aveva officiato il rito e sprecato alcune parole definendo le piazze il salotto d’ Italia.
Al mio arrivo il grosso della folla era in chiesa ad assistere alla messa celebrata dal vescovo mentre Icio e Baffo se ne stavano davanti all’ auto blu a fare congetture su come pisciare sulle ruote senza farsi notare dalle numerose forze dell’ ordine presenti in piazza.
Ma bisognava fare qualcosa per ingannare l’ attesa giacché non avrebbero aperto lo stand gastronomico prima della fine del rito religioso. Optammo per un paio di giri di spritz. Salatini e chiacchiere sull’ ultimo di Giuliano Palma poi c’ era la laurea del neo dottor Baffo da festeggiare. Euforici uscimmo dal Silly Bar intonando allegri cori da stadio che gettavano del fango sulle abitudini sessuali del ministro, ma rimanemmo delusi perché se ne stava andando.
Avevo definitivamente perso l’ occasione per chiedergli lumi sulla questione delle quote rosa, sul perché lui con i suoi amichetti Pisanu e Martino avevano votato no al disegno di legge.
Non ci restava che avventarci come dei veri morti di fame sul risotto all’ isolana ma non era ancora pronto. Con un adeguato numero di bianchi il tempo, specie quello in attesa, passa più in fretta ma il risultato fu che al momento di consumare il riso eravamo quasi ubriachi. Si erano uniti a noi anche gli alti dignitari del priorato del figot (federazione italiani goti). Io e Icio, il mio commercialista, sballati come Johnny Depp e Benicio Del Toro in Paura e delirio a Las Vegas. E sporcare il salotto d’ Italia (quando barcolli il contenuto dei piatti e dei bicchieri che hai in mano tende a fuoriuscire) non ci pareva così brutto. Per farla breve: alle 20 il giro dei bar della piazza era finito e noi eravamo cotti e ci parve cosa saggia rincasare per smaltire la sbornia.