Quo vadis, baby?
Salvatores è sempre più una certezza nel panorama italiano: una spanna sopra tutti i vari Muccino.
Il soggetto è veramente coinvolgente. Senza sbavature la sceneggiatura. Dialoghi ad alto impatto emotivo.
Quo vadis, baby? applica la formula che per me rappresenta l’ optimum:
Citazioni dotte + noir + colonna sonora da spettino = OTTIMO FILM.
Il mio ego si gonfiava a dismisura man mano che raccoglievo gli indizi lasciati in bella mostra: i Joy Division, i Rolling Stones, i replicanti di Blade Runner, i continui riferimenti a Ultimo Tango a Parigi (non poteva essere diversamente visto il titolo), le videocassette con i FILMISSIMI (8½, i 400 colpi, i soliti ignoti), le locandine dei film alle pareti in casa del regista.
La colonna sonora che ti fa vibrare ad ogni nota: una selezione davvero coerente. Ultravox, Talking Heads, Ramones, Blondie, Paul Weller (reminiscenze anni 80 che mi eccitano come un bambino) e poi il pezzo della PFM impressioni di settembre che ricorre più volte, farebbero commuovere anche un sordo.
Mi sono sentito così forse solo guardando i due Kill Bill e The Dreamers di Bertolucci.
Semplicemente geniale il finto finale sospeso: la verità è da sempre sotto i nostri occhi solo che noi non riusciamo a coglierla. Paradossale che la verità venga annunciata dalla televisione, il media che più di tutti sa essere falso.
Ma quante canne si fumano a Bologna?
Mancava al cast perfetto solo Abbatantuono, sicuramente meglio di Bebo Storti nel ruolo di marito cornuto.
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5:32 pm |








