Slevin – Patto Criminale
Il regista Paul McGuigan con Slevin si lascia inspirare da Pulp Fiction e ci piazza pure una citazione: Bruce Willis interpreta un killer professionista dal cuore tenero e anche qui è alle prese con un orologio lasciato in eredità.
Il plot apparentemente è molto semplice: Slevin, un ragazzo tranquillo, in un solo colpo perde lavoro, fidanzata e portafoglio. Si trasferisce dall’ amico Nick per cambiare aria e viene coinvolto, per uno scambio di identità, in una lotta tra bande mafiose. Nel finale a sorpresa si capisce che Slevin non è così sprovveduto come lo si poteva immaginare e che cane rabbioso, il significato del suo nome, gli si addice proprio.
Slevin Patto Criminale è un film che ripercorrendo i canoni del noir, li modernizza: c’è il cattivo che più cattivo non si può, anzi ce ne sono due, c’è l’innocente tirato in ballo, la ragazza affascinante che lo aiuta, il poliziotto tenace che non lo molla.
Il cast sembra una parata di stelle: pistola fumante Bruce Willis, sir faccia di bronzo Ben Kingsley, Mr vendetta Morgan Freeman e un’insolitamente sbarazzina Lucy Liu. Su tutti svetta il magnetico protagonista Josh Hartnett: ne sentiremo parlare ancora.
I dialoghi sono sorprendentemente freschi, appassionanti e poco politically correct: sempre molto vicini alla lezione del maestro Tarantino. Pregevoli le scenografie soprattutto quelle degli interni che ammiccano ad un design sulla falsa riga del postmodern.
Convincente, anche se molti spettatori rischiano di sbandare in qualche curva a gomito o nelle improvvise inversioni di marcia che propone la sceneggiatura. Sconsigliato a chi si distrae facilmente.
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8:10 am |
Ora che nelle vacanze si ha molto più tempo ho dedicato alcune ore per rispolverare l’ opera omnia del maestro Quentin Tarantino.







