14. aprile 2008

Grande concorso “Semplice la vita!”

Grande concorso Semplice la vita!Dopo le fatidiche raccolte-punti dei supermercati, dopo i punti elettronici sulle tessere del supermercato di fiducia, dopo anni di laborioso lavoro di forbici su involucri, scatole e contenitori per l’estrazione dell’agognato punto… il brand Galbani, che appartiene al gruppo francese Lactalis, ha avuto un’idea geniale, veramente innovativa.

Per lanciare il nuovo prodotto Certosa StraCremosa (un pezzo di stracchino, insomma) ha indetto un concorso intitolato SEMPLICE LA VITA!. Che è una presa per il culo pazzesca, poiché la vita non è mai semplice di per sé, ma se decidi di aderire al suddetto concorso ti accorgerai come ti si complicherà ulteriormente. Bisogna avere lo scontrino, bisogna avere l’involucro esterno del formaggio, bisogna possedere il pc e una mail (ecchecevole? Non ce l’hanno tutte le casalinghe fino ai novant’anni?). Bisogna accedere ad un sito, bisogna riportare data, orario e importo della spesa, declinare le generalità (manca solo il numero di scarpe e il colore delle mutande indossate). Finalmente puoi partecipare. Un click ti informerà subito che non hai vinto un cazzo, ma se conserverai lo scontrino e l’involucro di cui sopra, forse fra qualche mese, saprai se avrai vinto DODICIMILA €URO in sterline d’oro.

Ma qui arriva il bello. Non ti verranno consegnate sterline titntinnanti, ma potrai scegliere se impiegare la vincita in:

  • domestica per un anno
  • estetista per un anno
  • baby-sitter per un anno

Quindi niente soldi, ma servizi.
Che meraviglia, la casalinga di Voghera, dopo la frittata di cipolline, l’arrosto di stinco di maiale e la torta di mele, potrà farsi togliere i baffi gratis per un anno!
Oppure potrà mollare il titolo di regina della casa a una domestica filippina sempre sorridente.
A questo punto però l’amica casalinga è autorizzata a chiedere un cambio: invece della baby-sitter introduciamo la badante ucraina che quella, almeno, le dà una mano a lavare le dentiere.
Viva la Certosa StraCremosa che rende SEMPLICE LA VITA!.

27. febbraio 2008

La donna nuda nella pubblicità

Men don’t want to look at naked manIn questo blog la nudità, l’armonia del corpo, la fisicità sono tenute sempre in grande considerazione.
Però un conto è ammirare ed esaltare le metafore del linguaggio dei gesti, le allusioni erotiche, la sensualità, l’estetica delle movenze seduttive che nutrono la vista e l’anima, un altro conto è utilizzare culi e tette per far vendere un prodotto, per abbindolare l’indifeso consumatore…
Elisabetta Rotriquenz, docente presso la Facoltà di Psicologia di Firenze, lo dice chiaramente: il nudo femminile non attira solo il maschio ma anche la femmina, perchè quest’ultima, per un desiderio di omologazione, è spinta all’emulazione.

Salvo rarissime eccezioni, quando un’agenzia pubblicitaria ricorre al nudo, al cucciolo o al neonato per far scattare determinati meccanismi inconsci vengo colto da immenso fastidio… Lo percepisco come un insulto alla mia ed altrui intelligenza.
Non fa eccezione la campagna Men don’t want to look at naked men dell’azienda danese JBS che produce e vende intimo maschile: tentare di deridere gli stereotipi maschili [masturbazione, evacuazione] non alleggerisce la responsabilità dei cervelloni dei pubblicitari che si sono talmente sforzati per cercare uno slogan innovativo da ricorrere alla nudità della donna.
Non sarebbe giunto il momento, dopo decenni della solita solfa, di creare davvero linguaggi innovativi?

Tanto più che alla base di quel messaggio, cari creativi, c’è un errore di fondo: per la quasi totalità della parte pelosa del cielo, quella che si ingrifa per i culi e le tette, le mutande sono solo mutande e vanno comprate (solitamente bianche) in confezione da 10 a pochi euro, quindi il suddetto messaggio sortisce un effetto che si traduce in un acquisto soprattutto nelle donne in cui è scattato il citato meccanismo dell’emulazione.
Ma così facendo si è tagliato fuori una consistente fetta di mercato, di potenziali acquirenti maschi che non hanno figli e hanno più soldi da spendere: i gay.

Se nudo doveva essere, cosa comunque deprecabile in campo pubblicitario, sarebbe stato meglio puntare al target giusto: lo sanno bene i signori D&G che nei cartelloni pubblicitari piazzano sempre quei bei marcantoni metrosessuali… e infatti i loro boxer, short o parigamba che siano si vendono come il pane.

11. maggio 2005

In quei giorni #1

Lines Seta Ali Quante volte avevi voglia di fare l’ amore ma la tua partner ti ha detto: “non posso: ho le mie cose!”?
E’ davvero irritante, se poi pensi alle pubblicità della tv in cui si vedono donne dinamiche e sorridenti nelle situazioni più disparate, a cavalcioni di una moto, su un’ impalcatura, in volo col paracadute, in una pista di sci, alle prese con il flusso mestruale più copioso della loro vita ma fresche e sicure perché hanno l’ assorbente che praticamente non si sente. Ma come? Si può fare tutto tranne che il sesso…
Ovvio: le alternative al sesso canonico ci sono ma molto spesso in quei giorni il malditesta femminile è un ostacolo insormontabile nonostante il desiderio indotto dallo squilibrio ormonale.
Ma in quei giorni… Come facevano le donne 2000 anni fa? Non mi risulta che Eva applicasse un lembo di pelliccia lavabile alla sua foglia di fico. Che si arrangiasse con delle foglie secche? Poi andando avanti con gli anni e grazie all’ invenzione dei filati e del tessuto le cose sono notevolmente migliorate.
Ora però intorno ai fatidici cinque giorni si è sviluppato un business colossale: sono andato al supermercato e ho rilevato che le case produttrici leader del mercato sono: Lines, Nuvenia, Carefree e Tampax. Però quello che disorienta un uomo è che ci sono sullo scaffale almeno una cinquantina di articoli diversi: interno, esterno, con ali, senza ali, con canalini, per la notte, lungo, sottile, per perizoma, salvaslip, satin, addirittura ne ho visto uno di colore nero, il che ha sconvolto le mie certezze. Mi sono chiesto: ma se una non soffre di dolori premestruali e usa il salvaslip nero come fa ad accorgersi quando è ora di cambiare l’ assorbente perché quello che indossa ha già assorbito l’ assorbibile?
Penso che nessuna donna si fidi a mandare il suo compagno a prenderle i salvaslip al supermercato, perché è consapevole che lo rivedrebbe tornare, nella migliore delle ipotesi, con in mano la confezione risparmio da 80 pezzi di assorbenti spessi come un mattone e lunghi come una tavola da surf.

30. aprile 2005

Marketing Estremo

Fiat
Francesco Baccini
Tim

Quando smetteranno di trattarci come una mandria di pecoroni?
Quando smetteremo di comportarci come una mandria di pecoroni.

15. febbraio 2005

E adesso… la pubblicità!

Naomi

Ieri era san valentino ma non ho potuto festeggiare perché mia cognata non ne voleva sapere di andare a letto e lasciare libero il divano.
Quindi io e la mia ragazza ci siamo imbambolati davanti alla tv.
Pubblicita Tim: Adriana e Diego oggi sposi.
La mia ragazza dice: “c’ era da aspettarselo che lui scappava!”, in effetti, le ho fatto notare io, absinth lo aveva gia predetto e ne avava esaustivamente preso in considerazione tutti gli aspetti.

Oggi mi capita in mano Rumore di febbraio e quello che dice Sergio Messina nella sua rubrichina mi fa riflettere.

L’ Enel è: l’ energia che ti ascolta! [...]
E, dato che l’ Enel è presente nelle nostre case con piccoli buchini nel muro (le prese di corrente), mi pare chiaro come faccia ad ascoltarci. Ma [...] ho scoperto che gli attentati alla persona e allo spazio fisico sono molti e variegati. Vodafone: tutto intono a te. Ma come intorno a me? Tutto tutto? [...] Ma l’ accerchiamento continua, tra abuso edilizio e prigionia: Banca Mediolanum, la Banca costruita intorno a te. La Metamorfosi di Kafka nel duemila? Svegliarsi e scoprire che t’ hanno costruito una maledetta banca (che di solito sono pure belle solide). Insomma, il messaggio è sempre che il centro del mondo sei tu, con la tua unicità e i tuoi valori. E la Rai potrebbe mai permettersi di ignorali? Non ci pensa neanche: “Nessuno vi conosce come noi”. Brrr, quasi una minaccia. Mi chiedo poi cosa sappiano esattamente e se, ai sensi della legge sulla privacy, posso saperlo anch’ io (e magari anche i miei familiari).

Sarà che ieri sera non ho potuto scopare con la mia ragazza ma io oggi ho deciso che cambio compagnia telefonica cellulare e che non pago il canone Rai.
Non cambio banca perché semplicemente non ho soldi e la corrente continuo a pagarla perché altrimenti mi tocca auto produrmela per connettermi a internet.

15. agosto 2004

My Martini please

Spot Martini del 1996: bianco e nero, rapido passaggio del viso imbronciato, veduta posteriore e succinto vestito di maglia che si sfila scoprendo due gambe notevoli, questo è lo spot che ha lanciato l’allora ventenne Charlize Theron, indubbiamente bella ragazza, aspirante ballerina classica con la fissa di diventare una star, e modella, nell’olimpo della celluloide, facendola diventare una delle dive più richieste di Hollywood.
Antonia Bonomi

Colonna sonora: La bella vita Martini (autore Pete Nashell)
Guest star: Charlize Theron

Edit 2007: Ecco il video integrale su youtube.