28. marzo 2008

Galline in politica

Daniela Santanchè Alessandra Mussolini

Daniela Santanchè fotografata da Bruno Bisang per il suo calendario sexy. Alessandra Mussolini sulla copertina di Playboy IT.
Dopo le necessarie presentazioni la parola alle protagoniste:

Daniela Santanchè: «Donne non votate Berlusconi perché non ha rispetto per le donne e ci vede solo orizzontali, mai verticali».
Alessandra Mussolini: «È una donna politicamente orizzontale, stia zitta. E’ sempre stata protetta a discapito del merito. Prima con un posizionamento d’onore nel listino bloccato, dietro a Fini e ora scelta come candidato premier da un protettore politico. Non sta certo a me difendere Berlusconi, del quale sono note la galanteria nonché il rispetto delle donne in politica come nella società. Fossi in lei eviterei di cercare la polemica con lui su questo argomento: rischia il grottesco».
Daniela Santanchè: «Abbiamo visioni diverse. A me non piace parlare male delle donne. Ma vorrei sapere cosa pensa suo nonno di Alessandra Mussolini. Penso che si rivolterebbe nella tomba a vederla fare la valletta di chi ha definito il fascismo il male assoluto».
Alessandra Mussolini: «Proprio stanotte ho sognato mio nonno Benito e mi ha detto cosa pensa di lei. Dopo che Fini parlò del fascismo come male assoluto la Santanchè venne eletta senza un voto grazie a Fini. Qualcuno le spieghi che non è necessario parlare quando non ci si rende conto di dire fesserie».
Daniela Santanchè: «Te lo rivelo io cosa ti ha detto il nonno Benito in sogno. Mia amatissima nipotina dovevi essere proprio tu e non la Santanchè a ricordare agli italiani che senza Mussolini non ci sarebbero stati il salario garantito, l’Inps, i diritti per le donne, Cinecittà, Marconi, Pirandello, D’Annunzio, la grande architettura e le grandi bonifiche. Ti perdono mia carissima Alessandra perché non sai quello che fai e con chi stai anche perché senza Mussolini neppure il tuo Fini sarebbe mai esistito politicamente».
Alessandra Mussolini: «Quando lei organizzava scodinzolante convegni a favore dell’ingresso di An nel Ppe e il suo attuale capo pensava al Laziogate, io venivo eletta con oltre 130.000 preferenze in Europa. Non giochi con il fascismo. Non basta una lettura veloce del Bignami o un appunto scritto da altri per poterne parlare ad una abituata al Billionaire».

Coccodè! Coccodè! Coccodè!

10. gennaio 2008

Parodie di Guerre Stellari

Chewbacca as Hugh Hefner

Magari qualcuno di quelli che pensavano che Spaceballs (Balle Spaziali in italiano) di Mel Brooks fosse la parodia di Guerre Stellari più riuscita, guardando l’episodio di un’ora Blue Harvest dei Griffin (Family Guy), si è ricreduto. Personalmente non sono riuscito a trattenere le risate scomposte.

La foto che ritrae Chewbacca, nelle vesti di Hugh Hefner, il patron di Playboy, e le gnocche guardie imperiali (in inglese stormtrooper) , è di Timothy Dolph. Un artista che qui in Italia è ancora poco noto: da tenere d’occhio.

09. febbraio 2007

Ciao Anna Nicole

Anna Nicole Smith Anna Nicole Smith da bambina voleva diventare come Marilyn Monroe.
Ha scelto di andarsene come lei, e come lei a trentanove anni.

Vorrei ricordarti così, come in questa foto che ti ritrae agli Australian MTV Music Award del 2005, dove finalmente sobria hai voluto prenderti gioco di Janet Jackson e lo scapezzolamento pseudo casuale nella finale del superbowl.

Voglio dimenticare le innumerevoli volte che ti sei presentata sul palco di qualche manifestazione pubblica completamente sbronza e la depressione in cui ti facevano cadere i continui aumenti di peso e le sucessive cure dimagranti.

Voglio dimenticare l’assurda querelle sorta dopo il matrimonio con un uomo di 63 anni più vecchio di te e le conseguenti liti con relativo strascico processuale al momento di spartire la cospicua eredità, dopo la sua morte.

Nel primo Playboy che io ho comprato di nascosto, il poster del paginone centrale eri tu. Quanta attività onanistica hai stimolato.
Però mi piacevi anche con il kiletto di troppo, anzi mi piacevi di più.

Ciao Anna Nicole

19. novembre 2006

Icons SM/Fetish oriented

Bettie Page Dita Von Teese
Al Torino Film Festival appena concluso è stato presentato The Notorious Bettie Page, il film che rende omaggio alla regina delle pin-up, la frangetta più desiderata di sempre, l’icona per antonomasia dell’ erotismo sadomaso e fetish.

Bettie Page nasce a Nashville nel Tennessee il 22 aprile 1923. La madre le regala sangue Cherokee e questo le conferisce quel fascino esotico, rassicurante e sconvolgente allo stesso tempo. Eccelle negli studi e vorrebbe dedicarsi all’insegnamento ma finisce per fare la segretaria e, occasionalmente, la modella per un’azienda che vende pelliccie. Nel 1950 viene scoperta da un poliziotto, fotografo a tempo perso, che la lancia nel mondo dei locali notturni e dei Camera Clubs, dove modelle venivano affittate a videoamatori, dilettanti o professionisti, per realizzare sessioni di nudo. Si affermò come interprete del burlesque, genere di spettacolo parodistico discendente direttamente dal vaudeville e nato nella seconda metà dell’Ottocento nell’Inghilterra Vittoriana. Il burlesque, nella sua versione importata negli USA è caratterizzato da sketch semplici ed immediati, danze di ballerine che col passare degli anni, e la maggior diffusione del genere, si svestono sempre di più durante l’ esibizione. Una sorta di strip tease ante litteram.

Si è conquistata il paginone centrale di Playboy nel gennaio del ‘55 a colpi di corsetti e corpetti strizzatissimi che facevano debordare le sue morbide forme, tacchi vertiginosi che slanciavano splendide gambe fasciate in calze nere, fruste e frustini. Questo era il tenore degli scatti dopo che iniziò a posare per lo studio fotografico dei fratelli Irvin e Paula Klaw. Ma meritano sicuramente una menzione particolare anche le foto scattate da Bunny Yeager con una Bettie Page in versione jungle.

Bettie Page, la ragazza della porta accanto nell’America puritana degli anni 50, diventata con le sue foto la pioniera della libertà sessuale, sparì nel nulla a 35 anni dopo aver subito un processo per pornografia intentato contro di lei dal senatore democratico Estes Kefauver l’uomo che in materia di libertà sessuale si guadagnò la stessa reputazione che Joseph McCarthy ebbe dando la caccia ai comunisti.

Bettie Page è stata fonte d’ispirazione e ha sdoganato un genere. Oggi a raccoglierne degnamente l’eredità è Dita Von Teese che può contare su una sconcertante somiglianza alla regina delle pin-up.
L’attuale moglie di Marilyn Manson non ne fa mistero: Bettie Page è sempre stata la sua fonte d’ispirazione e l’emulazione dell’icona delle prime edizioni di Playboy le ha permesso di sfondare nel mondo dello spettacolo, riportando in auge il burlesque e gli anni ‘50.
Se in quegl’ anni Sally Rand divenne celebre per la sua danza con la bolla Dita Von Teese rimarrà nella storia per il suo show in un bicchiere da cocktail gigante, nel quale mette in scena uno strip tease vintage, che culmina con un’immersione completa nello champagne. Ovviamente posa come modella per Playboy e porta in giro per il mondo i suoi spettacoli: recentemente si è esibita al mitico Crazy Horse di Parigi andando in scena insieme alle ballerine del corpo di ballo, diventando così la prima guest star della storia del locale sin da quando aprì i battenti nel maggio 1951.

Questo post è stato scritto ascoltando Pull Shapes performed by The Pipettes (una band inglese che dichiaratamente evoca per immagini e sound gli anni ‘50) e nasce da un input di Alex

04. novembre 2006

Festeggiare le ricorrenze

Playboy Exposed Hugh Hefner ha compiuto 80 anni e per festeggiarli è stata organizzata Playboy Exposed, una retrospettiva dedicata ai nudi più famosi della celeberrima rivista, a Londra fino al 26 febbraio 2006 presso la rinnovata Proud Camden Gallery. Sono esposte in tutto 150 foto che hanno fatto la storia della rivista. Compaiono le stelle del passato come Marilyn Monroe e quelle del presente come Pamela Anderson, ma trova spazio anche la ricerca iconografica curata da Salvador Dali.

Sports Illustrated, la rivista sportiva famosa soprattutto per le donnine in bikini degli allegati Swimsuit, ha compiuto 50 anni e per festeggiare sono state raccolte in un volume uscito da qualche settimana e pubblicato in sole 250 mila copie, le più belle foto sportive pubblicate nelle sue cinque decadi di vita. Purtroppo non ho link da proporre.

Il quattro novembre di un anno fa due cuori si sincronizzarono e iniziarono a battere all’ unisono fermando il mondo per un attimo che entrambi avrebbero voluto eterno. Senza paura di sembrare uno di quelli che Sociopatica definirebbe uomo romantico, giacché ho individuato con spietata precisione la data che può vantare di aver assistito al primo posarsi della rugiada sui teneri bocciuoli del nascente amore e ho una MLT (memoria a lungo termine) molto efficiente che utilizzo con sommo autocompiacimento per collocare precisamente le ricorrenze nella trama spazio-temporale, per festeggiare ho pubblicato alcune foto.

19. settembre 2006

Hostess in difficoltà

Brasile: hostess nude su Playboy Ieri sciopero di quattro ore per i dipendenti Alitalia per protestare contro l’ eccessivo indebitamento dell’ azienda.

Dal Brasile ci arriva una sorta di lezione che i vertici Alitalia potrebbero tenere in considerazione: Sabrina, Patricia e Juliana, ex dipendenti della compagnia aerea Varig, posano nude per Playboy come era successo negli Stati Uniti per alcune esecutive della Enron, licenziate di fresco.

Anche le dipendenti Alitalia in difficoltà potrebbero prendere spunto per diversificare gli introiti economici. Poi però non si chiamerebbe più Alitalia ma Alitaglio.

Se qualcuno è proprio così curioso le foto del servizio su Playboy si possono vedere, oppure si posso scaricare.

« Post sucessivi