18. novembre 2009

Qualis pater, talis filius

I risultati del rapporto annuale Eurispes-Telefono azzurro sui minori fra i 7 e gli 11 anni:

Gli intervistatori hanno proposto ai piccoli intervistati una serie di personaggi, chiedendo loro con chi avrebbero voluto identificarsi. Valentino Rossi è stato il più scelto (16%, 28,8% tra i maschi), Belen Rodriguez la seconda (l’8,2%). In tanti hanno scelto però una scrittice, Joanna K. Rowling, l’autrice di Harry Potter (6%). Il 4,3% vorrebbe assomigliare a Paris Hilton, il 4,1% a Fiorello, il 3,3% a Barack Obama; all’1,9% degli intervistati piacerebbe diventare come Luciana Littizzetto, all’1,2% come Fabrizio Corona, e solo all’1,1% come Rita Levi Montalcini. Però oltre un quarto degli intervistati ha rifiutato i modelli proposti ( il 27,1% ha dichiarato di non voler assomigliare a nessuno. Mentre un altro quarto ha optato per la scelta libera, indicando in prevalenza Michelle Hunzicker e Mike Bongiorno, il 25,4% l’attrice Brenda Asnicar, protagonista di un telefilm intitolato “Il mondo di Patty”, il 12,7% a Vanessa Hudgens del film ”High School Musical” e l’8,5% Miley Cyrus di ”Hanna Montana”.

Conforta notare che più di un quarto dei bambini chiamati a rispondere abbia rifiutato i modelli proposti.
Bisognerebbe, invece, riempire la faccia di ceffoni e togliere la loro custodia ai genitori dei figli che hanno indicato Belen Rodriguez, Paris Hilton e Fabrizio Corona come personaggi in cui identificarsi.
Forse siamo ancora in tempo per salvare quelle giovani vite.

16. maggio 2007

Paris Hilton e il carcere

Paris Hilton Paris Hilton ha un debito con la giustizia.

La bionda ereditiera, che tradotto in parole volgari starebbe per svampita nullafacente, però, prima ha tentato di intenerire il governatore della California, l’artista precedentemente noto come Arnold Schwarzenegger, per ottenere una pena alternativa. Poi, piccata, si è inventata quella storia delle lezioni di karate.

Se ci fosse la possibilità di procrastinare la detenzione perchè il corso di karate dura più del previsto, penso che lei lo farebbe fino alla decorrenza dei termini.

Quando, nel suo caso, per trasformare l’esperienza del carcere in un’esperienza very cool basterebbe che portasse con sè molti contanti (i favori in prigione si pagano), che fosse carina e disponibile con i secondini. Vuoi mai che ci scappi uno di quei video rubati che le danno tanto lustro (e ritorno economico)!

La foto, quanto mai profetica, è di David LaChapelle.
Altri scatti del maestro alla poveretta.

07. febbraio 2007

Lea di Leo @ Alter Ego Club

Lea di Leo live @ Alter Ego Club di Verona Mi ero promesso che non ne avrei più scritto. Ma quando ho saputo che la regina della porno comicità sarebbe approdata come special guest all’Alter Ego disco club, la discoteca culto di Verona, in cuor mio sapevo che non avrei potuto esimermi.
Come può passare in sordina il transito di Lea di Leo sulla piazza veronese qualche mese dopo il passaggio delle massime autorità ecclesiastiche? Non si può, perché i butei della piazza già sapevano e attendevano con moderata ansia.
Voci di corridoio dicono che venerdì 2 febbraio all’Alter Ego erano più o meno in cinquecento ad attendere la centralinista più smutandata del momento. Qualcuno si è lamentato perché si è palesata nel locale solo dopo le 2:40. Gli organizzatori respingono tutte le accuse dicendo che Lea di Leo si è comportata da diva.
Qualcuno è rimasto deluso. Non poteva che essere altrimenti: Lea di Leo dà il meglio sé davanti alla telecamera, al telefono con un maschio dalla sessualità border line. E’ lì che Lea from Castelfranco V. si trasforma in fulgido esempio di quello che alcuni chiamano trash, mentre Sergio Messina definisce real core.
L’incontrollabile tick nervoso che le fa portare i capelli danti agli occhi, la parlata sguaiata e sgrammaticata, fanno della nostra smadrappata veneta la candidata numero uno per la conduzione dell’edizione italiana del format Virgin Territory. Negli USA è stato affidato a quelle sagome di Paris Hilton e Jenna Jameson: Lea di Leo ha le carte in regola per superarle entrambe in fatto di trashume.

05. gennaio 2007

Nothing In This World

Paris Hilton - Nothing in This WorldParis Hilton ho visto il tuo video.
Il secondo, non quello dove balli come una drogata strafatta sulla sabbia, quello in cui stuzzichi le fantasie del povero sfigatello del liceo. Nothing in This World, esatto. Quello dove dici Sometimes a dreamer is a loser.
Al liceo mi sono sentito spesso un perdente e forse ero anche più sfigato dell’adolescente del tuo video ma ti assicuro che quelle come te non mi interessavano per niente. Quelle che fanno di tutto per essere al centro dell’attenzione, quelle che nutrono il loro ego con i litri di saliva dei maschi, brachicefali bavosi, mi incuriosiscono come la carogna di un serpente morto.
Quando io ero in prima, in 5A c’era una ragazza per cui tutti sbavavano, quella che alla festa di carnevale si è presentata vestita da panterona sexy con la schiena scoperta, Oh Signor! Senza reggiseno!
Io, a distanza di quindici anni, non mi ricordo nemmeno come si chiamava e la sua figura, nella mia mente, è appena definita. Ma ricordo benissimo invece Samanta, la brunetta della 5B, alta, capelli lunghi, seno abbondante, occhiali. Una di quelle ragazze che se ne fanno una colpa se hanno delle belle gambe e delle belle tette. Sempre con i pantaloni e maglioni con il collo alto per non catturare lo sguardo degli altro. Samanta me la ricordo bene perché la sua era una dalla bellezza che ai più sfugge, per questo mai stucchevole. Invece per quelle come te non spreco preziose cellette di memoria per ricordare una bellezza stereotipata.
Poco importa se il video è ispirato al film La ragazza della porta accanto (perchè anche a te è scappato di fare un porno), ed è impreziosito da un cameo della stessa protagonista del film, Elisha Cuthbert. A me fa proprio cagare, ci tenevo a fartelo sapere.