08. ottobre 2008

Funny Games U.S.

A giudicare da quanti hanno lasciato la sala prima della fine della proiezione, Michael Haneke ha proprio fatto centro. Ruoli affidati a famosi attori hollywoodiani, trailer che richiamano un filone horror capace di riempire sale e far esaurire le copie al videonoleggio, il truffaldino accostamento al cult Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.
Eccoli i giochini divertenti di Michael Haneke. Migliaia di spettatori convinti di trovarsi di fronte all’ennesimo Boogeyman/Saw/Hostel sono caduti nella trappola come allocchi. Ad attenderli non c’era la solita pacchianata zeppa di effetti speciali, ma una violenza folle e ingiustificata perpetrata da due tardoalescenti ad una famigliola borghese. Gli spettatori ostaggi impotenti, come gli stessi personaggi, devono sottostare alle violenze fisiche e psicologhe sia dei due giovinastri annoiati che di una regia che tutto è fuorché rassicurante.

Dopo La pianista e Niente da nascondere, Michael Haneke torna a far discutere realizzando il remake (perfettamente identico) di un suo film del 1997, cambiando soltanto ambientazione e attori. Nel cast Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt e tutto sommato si può tranquillante affermare che l’organico è perfetto per il tipo di operazione.

Nota di colore: su queste pagine si era benevolmente plaudito all’ingresso di Naomi Watts nella categoria delle MILF, nel film viene umiliata dai due balordi che la fanno spogliare e scommettendo sulla sua età proprio per la grazia del suo aspetto.

23. gennaio 2008

Naomi Watts, la sua bellezza è la sua bravura

Naomi WattsSe qualcuno non se ne fosse accorto Naomi Watts non è più l’amica sfigata di Nicole Kidman. Ha dimostrato in più di un’occasione di saper recitare.
Quest’anno compie 40 anni e di diritto rientra così nella categoria MILF, ma il suo aspetto delicato e gentile non rappresenta l’unico pilastro su cui si basa il suo estro recitativo. All’occorrenza sa fare, comunque, molto bene gli occhi da cerbiatta: in Mulholland Dr. di David Lynch ha reso la famosa scena del bacio lesbo con Laura Harring, il manifesto della sensualità e della tenerezza allo stesso tempo.
Però credo che il meglio di sé, Naomi Watts riesce a darlo quando si deve confrontare con ruoli davvero drammatici, personaggi dove la sofferenza riduce l’essere figa ad un inutile orpello.
Una delle scene più toccanti realizzate dall’attrice anglo australiana è sicuramente quella contenuta in 21 grammi di Alejandro González Iñárritu. Naomi interpreta Cristina, la madre di due figlie morte insieme al marito in un incidente stradale provocato da un ubriaco al volante. Sean Penn è Paul, un malato affetto da una gravissima cardiopatia, che però riceve una nuova vita grazie al trapiantato del cuore prelevato dal marito. I due iniziano a frequentarsi.

Paul Rivers: Take it easy.
Cristina Peck: Take it easy? My husband and my little girls are dead, and I’m supposed to take it fucking easy? I can’t just go on with my life! I am paralyzed here! I am a fucking amputee! Do you see that? Who are you? You owe it to Michael. No, you’ve got his heart. You’re in house fucking his wife! And sitting in his chair! We have to kill him!
Paul Rivers: Not like this.
Cristina Peck: Then how? Tell me how! Katie died with red shoelaces on. She hated red shoelaces. And she kept asking me to get her some blue ones. And I never got her the blue ones. She was wearing those fucking red shoelaces when she was killed!

Lo sgomento mi pervade anche adesso se ripenso al dolore negli occhi di Naomi Watts mentre pronuncia quelle parole durissime.
Non si può non citare King Kong, edizione 2005, di Peter Jackson, dove Naomi Watts si deve misurare con le interpretazioni di Fay Wray nel ‘33 e Jessica Lange nel ‘76. Lo fa con grande maestria, quasi innamorandosi del gorillone, come se si trattasse dalla fiaba Beauty and the Best.
Recentemente ho visto Naomi Watts in altri due film: Il velo dipinto di John Curran, al fianco di Edward Norton, e La promessa dell’assassino di David Cronenberg, con Viggo Mortensen.
Due film imperdibili, in cui i personaggi interpretati dalla nostra bionda hanno come denominatore il sacrificio e la maternità. In entrambi Naomi si trova a lottare: contro un’epidemia di colera in uno, contro la mafia russa in un altro. E’ sconvolgente la forza che traspare dalla sua recitazione in entrambi gli episodi.
Insomma, fosse dipeso da me, Golden Globe e Oscar 2008 sarebbero spettati indiscutibilmente a lei, per il fim di Cronenberg. Invece non è stata nemmeno nominata.