08. ottobre 2008

Funny Games U.S.

A giudicare da quanti hanno lasciato la sala prima della fine della proiezione, Michael Haneke ha proprio fatto centro. Ruoli affidati a famosi attori hollywoodiani, trailer che richiamano un filone horror capace di riempire sale e far esaurire le copie al videonoleggio, il truffaldino accostamento al cult Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.
Eccoli i giochini divertenti di Michael Haneke. Migliaia di spettatori convinti di trovarsi di fronte all’ennesimo Boogeyman/Saw/Hostel sono caduti nella trappola come allocchi. Ad attenderli non c’era la solita pacchianata zeppa di effetti speciali, ma una violenza folle e ingiustificata perpetrata da due tardoalescenti ad una famigliola borghese. Gli spettatori ostaggi impotenti, come gli stessi personaggi, devono sottostare alle violenze fisiche e psicologhe sia dei due giovinastri annoiati che di una regia che tutto è fuorché rassicurante.

Dopo La pianista e Niente da nascondere, Michael Haneke torna a far discutere realizzando il remake (perfettamente identico) di un suo film del 1997, cambiando soltanto ambientazione e attori. Nel cast Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt e tutto sommato si può tranquillante affermare che l’organico è perfetto per il tipo di operazione.

Nota di colore: su queste pagine si era benevolmente plaudito all’ingresso di Naomi Watts nella categoria delle MILF, nel film viene umiliata dai due balordi che la fanno spogliare e scommettendo sulla sua età proprio per la grazia del suo aspetto.

17. marzo 2006

The Dreamers

The Dreamers I disordini di questi giorni negli ambienti universitari francesi mi fanno tornare in mente the Dreamers di Bernardo Bertolucci. La storia di Isabelle ed il fratello Theo lasciati soli a Parigi dai genitori, in vacanza per un mese. Invitano nella loro dimora Matthew, un giovane americano incontrato alla Cinémathèque. Vivono insieme un periodo irripetibile e magico, fatto di forte amicizia e di reciproco innamoramento, d’ iniziazione amorosa, di accesi dibattiti e discussioni su politica, poesia, cinema, musica e tutto ciò che stimola i loro interessi a ridosso del 68 parigino.
Un film per i cinefili e non per i divoratori di film, perché è pieno di citazioni. Infatti le pagine più belle del film nascono dalla cinefilia del terzetto (i quiz che ciascuno fa all’altro, mentre Fred Astaire danza in Cappello a cilindro, Greta Garbo percorre una stanza ne La regina Cristina, Jean Seberg vende il New York Herald Tribune sugli Champs Elysees in Fino all’ultimo respiro di Godard), ma anche dalle musiche psichedeliche che accompagnano il film, dai pezzi di Hendrix, dei Doors, dei Grateful Dead e dalle scene erotiche.
Agli antipodi rispetto l’ erotismo scandaloso di Ultimo Tango a Parigi, le scene di sesso in the Dreamers sono gelide e brutali, come un po’ lo sono tutte le iniziazioni. Nessuna eccitazione nell’ osservare Theo costretto a masturbarsi sotto gli occhi della sorella Isalbelle e di Matthew, nessuna eccitazione da parte dello spettatore nell’ amplesso fra Matthew ed Isabelle, col sangue della deflorazione spalmato sul volto degli amanti.
Ma tuttavia la tensione erotica si innalza verso alti picchi nelle numerose scene di nudo: una caravaggesca esaltazione della bellezza dei corpi nella giovinezza e la rappresentazione del desiderio di libertà sessuale proprio delle proteste sessantottine.
Eva Green, nonostante la monumentale presenza scenica non è riuscita a capitalizzare l’ exploit che le ha procurato l’ esordio cinematografico diretto da Bertolucci: ora è finita a fare la Bond girl nel nuovo Casino Royale.