18. febbraio 2008

Subsonica live at Verona

Subsonica Eclissi Live - Foto di P.Modica

Ieri sera i Subsonica erano ospiti da Fabio Fazio a Che tempo che fa per presentare L’ultima risposta, il secondo singolo estratto dall’album L’eclissi. Con tanto di polemica al seguito.
Da queste parti siamo andati ad applaudirli dal vivo venerdì scorso.
Si sono esibiti in un palazzetto dello sport, ma i palazzetti, è noto, non sono progettati per i concerti ed il confronto con l’esibizione all’aperto Vicenza 2005 assolutamente non regge. I Subsonica però hanno bilanciato la pessima acustica con un vigoroso e spettacolare impianto luci. Una griglia mobile di led dava l’impressione che il gruppo stesse suonando rinchiuso in una gabbia, dove i fasci di luce rappresentavano le sbarre. Sorprendenti combinazioni di colori e di luci, hanno stimolato i nostri occhi.
Nella scaletta, comprensibilmente, c’era quasi tutto l’ultimo disco opportunamente miscelato con i brani storici. Un po’ in secondo piano invece Terrestre, di cui è stato suonato solo con Ratto e L’odore. L’anima dance della band torinese poco alla volta esce allo scoperto: Samuel presentando Il Centro della Fiamma l’ha dedicata ai ragazzi dell’altergego, la discoteca dove sono passati sia lui che Boosta a mettere i dischi. Si canta, si balla e si suda. Ma il loro motore è pure rock e ha carburato anche con la cover di Up patriots to arm, di Franco Battiato. Giù, nel catino del palazzetto si pogava di brutto. Ma è con Tutti i miei sbagli che ci si rende rendo conto della sacralità del culto della musica live: le pareti del palazzetto vibrano per l’unico, immenso coro che celebra i padroni del suono, sul palco. Lo Stagno, l’ultima canzone, eseguita con le luci che si accendono gradualmente come se si fosse colti da un’alba nel bel mezzo di un sogno, è stata commovente fino alle lacrime.

Non vedo più nessun male che mi possa ferire
Almeno per stanotte non c’è nessun dolore.
Lo Stagno

08. gennaio 2008

L’eclissi – Subsonica

L’eclissi - SubsonicaArchiviato, definitivamente, l’ultimo lavoro in studio Terrestre, del 2005. Se però Terrestre aveva segnato una svolta rock nelle sonorità, oltre che al cambio del management, L’eclissi segna un ritorno all’elettronica, al dub e all’electro dance. Si riprende il discorso, musicalmente, dove si era interrotto con Amorematico ma allo stesso tempo si può notare un’ulteriore svolta.
I quattro ragazzi di Torino sono maturati: abbandonati i motivetti pop/funky da cantare a squarciagola affrontano tematiche più impegnate. Dalla violenza sui bambini di Canenero, alla camorra di Piombo, passando per Quattrodieci dedicata alla fotografa Caterina Farassino scomparsa il 4-10-2005. La Glaciazione, il singolo lancio, come Alta Voracità sono una denuncia verso la nostra sazia e spenta civilltà. Nei credits compaiono Roberto Saviano, i Wu Ming e Giuseppe Genna, vengono ringraziati come fonte d’ispirazione: la cartina al tornasole che dimostra la maturità del progetto.
L’eclissi è il quinto album dei Subsonica e per quanto lo stile sia riconoscibilissimo si differenzia dai precedenti perchè lo si digerisce solo dopo ripetuti ascolti. Per quel che mi riguarda continua la serie della traccia numero 6: il mio brano preferito
si trova in quella posizione, in tutti gli album dei Subsonica.