14. luglio 2009

Lettera aperta all’amico emo

Ragazzo emoAmico adolescente, non ti si può biasimare.
Quando era adolescente chi ti sta scrivendo, già c’era il genere emo ma era molto diverso da quello che tu adesso riconosci come emo. All’epoca impazzava il grunge delle band di Seattle e ci si abbandonava allegramente nelle braccia della depressione ascoltando i Nirvana, i Sound Garden e i Pearl Jam. Però il grunge è morto, la sua fine è stata decretata dallo scioglimento delle band più rappresentative, mentre il genere emo ha continuato a proliferare e imbastardirsi.
Per cui, come si diceva prima, non ti si può biasimare se quando ti vuoi regalare un po’ di sano sconforto adolescenziale per bagnare con le lacrime le tue frustrazioni ascolti cagate come i Tokio Hotel, i My Chemical Romance o i 30 Seconds to Mars. La colpa è solo della storia che ti ha negato il confronto con i maestri del calo di autostima. Citiamo per comodità solo Kurt Cobain, il porta bandiera del disagio interiore, che ci ha regalato chicche come I hate myself and want to die e anche I’m worse at what I do best. Versi in cui tutti quelli della generazione degli allora adolescenti almeno una volta si sono riconosciuti.
Ecco, amico adolescente, se mai volessi differenziarti dalla massa dei tuoi coetanei emo ma comunque continuare a intristirti ascoltando musica rock condita da versi altamente pessimistici, sappi che puoi andare a frugare tra i le discografie dei già citati Nirvana, Sound Garden e Pearl Jam, troverai sicuramente qualcosa che ti piace. E farai pure un figurone con i tuoi amici emo.

23. marzo 2007

Courtney Love, ci hai rotto

Courtney Love Ci mancava solo Dirty blonde: the diaries of Courtney Love.
Sia chiaro: io non sono uno di quelli che alla morte di Kurt Cobain se l’è presa con lei. Il leader dei Nirvana aveva così tanti demoni contro cui combattere che il rapporto conflittuale con la moglie forse era l’ultimo dei suoi pensieri. It’s better to burn out than to fade away, i versi di Neil Young tirati in ballo da Kurt nella lettera d’addio sono un congedo da se stessi, dalla vita, dall’eroina e dal roipnol. Non un’anatema contro la moglie. Trovo stupide, quindi, le minacce che ha ricevuto dai fan(atici) dei Nirvana.
Però c’è una cosa che non perdono a Courtney Love: il persistente andare a ravanare nel passato e tirare fuori stracci dalla sua infanzia e dal suo matrimonio. Se sono ricordi preziosi per lei trovo che venderli per camparci sia come vendere il proprio corpo al pari una delle tante puttane della SS11.

Non mi stancherò mai di gridare allo scandalo contro questa nuova trovata commerciale, ma le auguro che il suo nuovo disco da solista How Dirty Girls Get Clean, che dovrebbe essere in uscita quest’anno, sia un successo al pari di Live Through This e Celebrity Skin, risalenti alla sua militanza nelle Hole.
Le auguro anche che il biopic dedicato a Linda Lovelace, in cui la rocker veste i panni di miss Gola Profonda, venga finalmente girato e distribuito dopo essere stato, dal 2005 ad oggi, più volte annunciato. Sarà sicurmente un successo visto che per quel tipo di ruolo in Larry Flint – Oltre lo scandalo ha tirato fuori il meglio di se stessa.
Le auguro di fare tanta strada, con le sue gambe. Che non ne posso più di sentirla raccontare cose che dovrebbero rimanere segreti di una coppia.

(La foto è tratta dal numero 41 di Rolling Stone, pagina 137)