04. dicembre 2008

Tina – Io Voglio Un Uomo… Uomo (1969)

Gli ascoltatori più affezionati del Ruggito del Coniglio, la scanzonata trasmissione di Rai Radio2, ricorderanno la Coppa Rimetti, il contest dove si sfidano a singolar tenzone le canzoni più inascoltabili della storia italiana, proposte dagli ascoltatori.

Io Voglio Un Uomo… Uomo (1969) cantata da Tina, non è neanche una delle più brutte canzoni che hanno partecipato alla gara, ma sicuramente una delle più stupide.
Ecco il testo:

Io voglio un uomo… uomo
che mi maltratti un poco
che mi dica le bugie più inverosimili
e pretenda che gli creda
un uomo che mi ami
facendomi soffrire
che si giri per guardare le altre donne
e mi faccia ingelosire… ingelosire
Io voglio un uomo… uomo
perchè son donna… donna
voglio un uomo che mi sappia dominare
che non abbia mai paure
che non passi con gli amici le serate nei caffè
ma le passi con me
un uomo che mi ami
facendomi soffrire
che si giri per guardare le altre donne
e mi faccia ingelosire… ingelosire
io voglio un uomo… uomo
perchè son donna… donna
voglio un uomo che mi sappia dominare
che non abbia mai paure
che non passi con gli amici le serate nei caffè
ma le passi con me

Non ci è dato di sapere poi se la signora Tina abbia poi effettivamente trovato l’uomo che cercava. Quel che è certo è che la nostra simpaticona si è efficientemente barricata in casa quando nel mondo scoppiava il 68 e le femministe bruciavano i reggiseni ritenuti un simbolo della costrizione maschile nei confronti della donna. Un testo del genere non ce lo spieghiamo altrimenti.
Consigliamo alla signora Tina, nel caso volesse fare una reincisione del brano, come costuma adesso tra gli anziani cantanti caduti in disgrazia, di aggiungere alcune strofe alla sua canzone, in modo da ampliare le possibilità di beccare uno stronzo:

voglio un uomo… uomo
che mangi come un porco
che mi faccia spadellare delle ore
e poi dica “cucini male”
io voglio un uomo… uomo
perchè son donna… donna
voglio un uomo che mi voglia ingravidare
almeno ad ogni anno pari
che mi rinchiuda con i suoi sette figli in un pied-à-terre
e mi picchi nei week-end

08. maggio 2008

Esempi di Web 2.0 fuori dalla “scatola”

Lycia IntimaOrmai sono leggendarie le intuizioni di Paul The Wine Guy che nella rubrichetta IT everywhere (Informatica ovunque, traduzione di Richie) propone esilaranti riletture dei simboli e delle icone dell’informatica in contesti che nulla hanno a che vedere con i byte e i suoi multipli. Solo un esempio: un’edicola con l’affresco sbiadito di un santo, dove in alto a destra trovano posto anche i pulsanti per ridimensionare e chiudere la finestra (che in ambito informatico indica la porzione di video che delimita l’applicazione in esecuzione).
Forse Paul The Wine Guy non ne sarà al corrente però ci sono esempi concreti di applicazioni dei concetti Web 2.0 fuori da quella strana scatola con i tasti.
Osservate attentamente la confezione del prodotto nella fotografia (clicca per ingrandire) qui a fianco: la grafica non è forse l’esemplificazione perfetta di una tag cloud (la rappresentazione visiva del grado di importanza delle parole chiave)?
Vi voglio segnalare anche un altro tentativo di applicare i parametri Web 2.0 fuori dal loro ambito nativo: di prima mattina, su Radio2, va in onda Il Ruggito del Coniglio, un programma che basa il suo successo sull’interazione con gli ascoltatori.

Marco Presta (uno dei due conduttori): “E ora sentiamo Caterina da Potenza”
Caterina da Potenza: “Chiamatemi pure Catepol

Di seguito la bloggeuse ha confessato in diretta nazionale di tenere uno dei blog più letti in Italia. I due conduttori giustamente hanno accolto la notizia con il minimo sindacale di entusiasmo. L’autoreferenzialità tipica dei blogger massaggia l’ego degli stessi però purtroppo non cambia le sorti di una nazione e soprattutto alla radio non funziona per niente: me la immagino la famosa casalinga di Voghera che ascolta la radio mentre sta curando la sua igiene personale (magari con Lycia Intima): “Blog? Catepol? Ma cos’è sta roba?”.
Peccato che nel podcast della trasmissione sia stata tagliata la sua telefonata: tutti dovevano godersi l’esibizione della Catepol nazionale che canta “Maglietta di qua, maglietta di là” sull’aria di Grace Kelly di Mika.

08. aprile 2005

Orvieto Transfer

Boop! Sister Chi di voi ascolta Il ruggito del coniglio su Radio2 sa di cosa sto parlando.
Le loro cover/parodie dei Beattles e Bruce Sprinsting sono irresistibili.
Gli Orvieto Transfer sono l’ unione tra l’ artista Max Paiella e le Boop! Sisters.

Max Paiella è un po’ la mente del gruppo: sono sue creature il tormentone dell’ estate 2004 Faccia canaglia, Pesce alla griglia e le serenate coniglie: le mie preferite sono la serenata ruggerata e la serenata tizianoferrata.

Le Boop! Sisters sono Francesca Biagi, Giovanna Rapattoni, Alessia Piermarini. Vocalist molto apprezzate nell’ ambito jazz con molta gavetta e un disco all’ attivo. Ma ho scoperto una cosa: Giovanna Rapattoni è anche doppiatrice: è sua la voce di Lucy Liu in Kill Bill: Vol. 1 (O-Ren Ishii – Cottonmouth). Il che mi fa molto piacere e volevo segnalarvelo.