05. luglio 2007

Richard Gekko intervista Hikari Kesho

Selen by Hikari KeshoQuesto blog compie 3 anni.
L’età giusta per essere iscritto alla scuola materna. Essendo però cresciuto in mezzo ad amorevoli madri, con grandi sorrisi e grandi seni preferisce formarsi qui, una sorta di scuola di Barbiana (mi perdoni don Milani) del web. Qui dove si spazia tra mille argomenti, nell’anarchia più totale.

Oggi si festeggia la ricorrenza alla grande: l’intervista esclusiva al fotografo di fama mondiale Hikari Kesho, nei giorni scorsi special guest al Bizzaro Film Festival, è il regalo al mio blog. Non proprio roba da bambini, questa.

Nutro una profonda ammirazione per i suoi scatti, infatti in essi ritrovo caratteristiche comuni ad alcuni dei miei miti, Tony Ward e Nobuyoshi Araki.
La mia ammirazione per lui si estende anche in un territorio dove per altri è impossibile addentrarsi: i calendari, per i quali provo anche un odio viscerale. Interpretati da fanciulle che, non avendo nessun talento da sfruttare, saturano il mercato e impoveriscono l’arte fotografica con cumuli di carta patinata raffigurante i loro culi e tette, che danno loro un guadagno immediato e una notorietà non più duratura di un mese. Calendari tutti uguali, tutti vessilli del qualunquismo che permea ormai anche il mondo della fotografia.
Hikari Kesho, che ha firmato il calendario del 2000 di Selen, a mio parere, ha prodotto un’opera che si staglia come una torre sul piattume delle centinaia di prodotti simili, dove l’unica ricerca stilistica è quella della location più esotica o stravagante.

Selen by Hikari KeshoRichie: Come nascono le tue l’ispirazioni? Nascono da una fantasia che hai dentro oppure da qualcosa che vedi?
Hikari Kesho: Le due cose sono un po’ legate tra loro: nascono sicuramente da mie fantasie, da emozioni e sensazioni che provo, ma queste spesso sono generate dagli occhi: da ciò che vedo, che osservo, dalle immagini che mi circondano.

Richie: Come scegli le modelle? Hai dei criteri particolari? Plasmi tu la posa o spingi le tue modelle a metterci qualcosa di loro?
Hikari Kesho: Le caratteristiche fisiche mi interessano relativamente, oddio, se sono un po’ sciolte nei movimenti mi facilitano il compito!
Ma molto più importante è capire se sono sulla mia lunghezza d’onda, se c’è feeling emotivo, solo così le immagini potranno esprimere quello che desidero e a questo punto devo solo “indirizzare” la modella nella posa voluta, poi lei stessa, entrando nello spirito giusto, farà il resto.

Richie: Come è stato lavorare con Selen per il calendario: è stata lei a cercarti o l’incontro è stato casuale? Aveva qualche idea oppure si è affidata completamente alle tue invenzioni?
Hikari Kesho: Lavorare con Selen è stata una bellissima esperienza, lei è una donna meravigliosa, e non mi riferisco solo all’aspetto fisico…
L’ho conosciuta perché ero stato contattato per la realizzazione di un libro fotografico dove lei era l’attrice principale. In seguito lei mi ha voluto per la realizzaione del suo calendario e si è totalmente affidata a me per l’art direction… ne è nato un rapporto di amicizia.

Richie: Come lavori: macchina analogica o digitale? Ti ritieni soddifatto degli scatti così come sono o c’è molta post produzione dietro?
Hikari Kesho: Sono uno dei pionieri della fotografia digitale applicata alla moda indossata, nel ‘98 la rivista PHOTO mi ha dedicato al riguardo un articolo. La post produzione ormai c’è sempre, su tutto ciò che vediamo pubblicato, io cerco di ridurla al minimo, di mantenere il più possibile il contatto con la realtà.

Richie: Che musica ascolti? Quali film hai visto di recente?
Hikari Kesho: Sulla musica preferisco soprassedere… nel senso che adoro la musica, e ascolto qualsiasi genere e intendo proprio qualsiasi…dalla lirica all’heavy metal al… coro degli alpini, non è un fatto di musica, ma di stati d’animo: ognuno ha le sue note preferite…
Anche il cinema adoro, con preferenza ai bianchi e neri degli anni ‘40.
Unica esclusione gli horror, non sono nelle mie corde, non mi appartengono.
Come avrai capito, sono abbastanza eclettico, sono tutto e… il contrario
di tutto!

15. giugno 2007

Bizzarro Film Festival

Bizzarro Film FestivalLe mie frequentazioni romagnole danno innumerevoli frutti, oggi c’è da aggiungere alla lunga lista la scoperta di una manifestazione meravigliosa: Bizzarro Film Festival.

La selezione 2007 (18 opere distribuite nelle due sezioni Film in Concorso e in Rassegna, per un totale di circa 200 minuti di proiezione) non fa certo eccezione, passando da bagnate fantasie erotiche, a incubi e stravaganze arty, a esperienze di vita elaborate tra fiction e documentario. Anche le tecniche sono diverse, e comprendono l’animazione artigianale e in stop-motion del faentino Heriz Bhody Anam.

Altra annotazione importante riguarda le due partecipazioni straordinarie che illumineranno il grande schermo di celebrità , dai connotati ovviamente bizzarri: notevoli e impedibili i camei di Viola Valentino (l’artista che qualche annetto fa cantava “Comprami io sono in vendita” e che in “L’altra faccia della luna” interviene energicamente per difendere i diritti del suo amico omosessuale) e di Johnson Righeira (il cantante che con il finto fratello andava a la playa e che in “Pink forever”, il nuovo film del vincitore 2006 Davide Scovazzo, fa lo spacciatore schizzato di pasticche, ovviamente rosa).

Da segnalare inoltre la proiezione, in rassegna, di un corto che è stato finalista dell’originale iniziativa bolognese “50 ore Film Festival”, che prevede per i temerari partecipanti la realizzazione di un audio-visivo in soli due giorni (si tratta di “Fatti muovere” di Thomas Cicognani).

Approfittando della presenza in giuria del fotografo internazionale Hikari Kesho (aka Alberto Lisi) saranno allestite due mostre tratte da suoi progetti, “Shibari” (modelle legate secondo un’antica tecnica giapponese) e “Gwendoline” (omaggio al mitico fumettista americano John Willie e alle sue pin-up fetish).

Novità di questa edizione è “Concilium”, ovvero interventi di esperti su specifiche tematiche, nella fattispecie il bondage (Elmerald: La fantasia erotica in una corda – Quali sembrano essere le fantasie di bondage più ricercate nell’immaginario maschile) e L’artigianato delle fruste (Adam Kadmon: Strumenti di passione – Australian whipmaking, whipping e whipcracking).

Inoltre la premiazione del sabato sera sarà preceduta da una imperdibile sfilata glam-fetish con abiti elegantemente eccentrici e sexy.

Ad Alfonsine (RA), oggi e domani. IMPERDIBILE!