03. novembre 2008

Tocchiamo ferro

Il Giulio Andreotti del film Il Divo, di Paolo Sorrentino, non faceva che ripetere che i nemici che lo osteggiavano e tutti quelli che gli auguravano una brutta fine sono tutti passati a miglior vita, mentre lui è sempre al posto suo, onnipresente. Sempre più gobbo ma sempre lì, in senato, in tv, sui giornali.
Ieri facendo distrattamente zapping me lo vedo lì in TV, il vetusto senatore, in quella trasmissione solitamente adibita ad arena di insulti e cazzate sparate da nonpersonaggi. Non ho potuto fare a meno di pensare “Ma non è ora che se ne vada in cielo dal suo dio?”, mentre velocemente cambiavo canale.
Oggi, la notizia del suo malore, lungi dal farmi sentire in colpa, mi ha invece preoccupato: caspita, se l’è cavata anche stavolta. Mica sarà in realtà mummificato da anni e la gobba è il contenitore di un marchingegno che lo fa muovere e parlare?
Comunque un brivido ha attraversato la mia schiena (perfettamente diritta): se è vero quella storia su “quelli che mi augurano il male”… Bhè, mi infilo lesto una mano in tasca, non si sa mai!