01. ottobre 2007

Notturno Bus

Notturno BusUn laureando in filosofia con il vizio del gioco d’azzardo che si difende dagli assalti frontali della vita rifugiandosi nel sedile di guida di un autobus, una ladra professionista e bugiarda impenitente, braccata sia dalla polizia che da un’organizzazione criminale perché per errore mette le mani su un microchip trafugato, incrociano i loro destini.
Che è sceneggiato (ottimamente!!!) da Giampiero Rigosi lo si capisce già dal primo quarto d’ora: le gesta grottesche del poliziotto energumeno Garofano, splendidamente interpretato dal doppiatore Francesco Pannofino, ricordano molto da vicino quelle dell’Ispettore Coliandro versione televisiva. Notturno Bus è vessillo di un cinema italiano che non ha nulla da invidiare alle mega produzioni americane. Un noir con indovinati sconfinamenti nella commedia romantica e nell’action movie in salsa pulp di scuola tarantiniana, dove il sapore dell’ironia alla Fratelli Cohen è ben riconoscibile anche nei frangenti più tragici: come dice il regista esordiente Davide Marengo, questo non è un film di genere ma un film di generi.
Un cast spigliato e di grande effetto in cui per la prima volta Valerio Mastandrea smette i panni popolar-romaneschi per scandagliare le potenzialità di un personaggio sensibile e colto, mentre Giovanna Mezzogiorno smette i panni dell’eronina senza macchia per impersonare la stronza, con la esse maiuscola, che usa i suoi occhioni abbaglianti e le sue morbide curve (sì, finalmente mostra culo e tette, oltre che a una consistente bravura, of course!) per far fessi gli uomini.
L’aeroporto di Fiumicino e la periferia di Roma, quasi sempre in notturna, da non luoghi per eccellenza, in questo film assurgono al ruolo di co-protagonisti. Un paradosso. Ma sono proprio i paradossi a rendere forte Notturno Bus: Titti a dispetto del nome che richiama il giallo canarino è un omone capace di ribaltare una macchina con la sola forza delle braccia, salvo poi scoprire che non era quella la macchina da ribaltare. Battute azzeccate, colonna sonora briosa a cui prende parte anche Daniele Silvestri, avvalorano  solidamente la tesi che Notturno Bus è uno degli episodi più belli del cinema italiano in questo periodo.
Segnalo sul sito del regista Davide Marengo un divertente set di foto scattate nel backstage del film.

14. settembre 2006

L’ ispettore Coliandro

L'ispettore Coliandro

La nuova stagione televisiva sta per iniziare ma per quello che mi riguarda potrebbero anche mandare in onda solo repliche di vecchi film e ficcarsi nel culo tutta quella palla dei reality: il meglio è andato già in onda. Sto parlando dell’ ispettore Coliandro. Erano anni che il cinema e soprattutto la fiction italiana aveva bisogno di una ventata di novità e grazie al sodalizio Lucarelli e Manetti Bros questo è avvenuto. Ma in RAI questa miniserie non è stata accolta come meritava: prima è stata boicottata lasciandola marcire nei cassetti di qualche scrivania perché Lucarelli non si era adattato a farsi normalizzare e ha voluto portare sullo schermo il personaggio esattamente come lo aveva concepito, poi la mini serie è stata punita ulteriormente relegandola al ruolo di tappabuchi estivo anticipando la programmazione rispetto al periodo di garanzia. Al debutto infatti, giovedì 24 agosto, ha realizzato un misero 12.91%, ma se l’ avessero mandato in onda in questi giorni avrebbe fatto molto di più share. Ne sono sicuro. Perché primo è fatta bene e secondo perché è un prodotto fresco, diverso dagli standard. Infatti la sua forza sta tutta nello sforzo di uscire dai canoni delle classiche fiction inspirate alle forze armate. Coliandro, ottimamente interpretato da Giampaolo Morelli, è un poliziotto pasticcione, esaltato, che fa il bullo (solo quando non serve) e ogni volta che tira fuori il distintivo per il becero “lei non sa chi sono io” combina casini pazzeschi. A detta dello stesso Lucarelli, che si ritaglia una particina (muta) nel primo episodio, Coliandro è un porco sfigato. Ottima la colonna sonora ispirata ai gloriosi polizieschi anni 70, molte influenze rap e trip-hop.
Miniserie composta da quattro episodi: solo il primo, Il giorno del lupo, è tratto da un romanzo di Lucarelli ma lo stesso autore cura la sceneggiatura. Sua è la sceneggiatura anche del secondo episodio Vendetta cinese. Mentre per In trappola e Magia nera le scene sono affidate a Giampiero Rigosi.
I Manetti bros fanno un ottimo lavoro: non sembra nemmeno un prodotto italiano tanto è scorrevole veloce e hollywoodiano.
Nel cast anche Veronica Logan nel ruolo della dottoressa Longhi, sostituto procuratore alla Questura di Bologna, ed Enrico Silvestrin nel ruolo di Trombetti, aiutante di Coliandro, il doppiatore Alessandro Rossi nel ruolo del commissario De Zan.

E’ piaciuto anche alla mia principessa