17. maggio 2008

Una questione di sobrietà

Mara Carfagna

Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante.
Indro Montanelli

Penso che il nostro paese sia pieno zeppo di moralisti. Di stampo religioso (solitamente i peggiori: la domenica in chiesa a lustrare inginocchiatoi poi il resto della settimana il decalogo non esiste). Di stampo politico (il giocattolo preferito del premier: il berluscattolo). Di stampo filosofico (Dio ci salvi da Pera) ecc.

L’onorevolA Mara Carfagna invita i gay ad essere più sobri. Lei che ha sfilato seminuda su passerelle e palchi. Lei che si è fatta fotografare nelle pose meno sobrie e meno vestite che ci sono in circolazione.

Ha aggiunto che “per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare, mentre i gay sono costituzionalmente sterili”.

Ma lo sai lei che, quando non si poneva il problema della sobrietà, con le sue chiappette in bella mostra ha fatto sì che un sacco di italiani hanno praticato riti onanistici con spargimento di seme, che anche la bibbia condanna?

Qualcuno dica alla ministrA che può bastare tagliarsi i capelli e infilare un tailleur, come ha fatto lei, per essere sobri ma sicuramente non basta per acquisire il diritto di insegnare la sobrietà al mondo. Non dopo aver mostrato a tutti culo e tette.

27. febbraio 2008

La donna nuda nella pubblicità

Men don’t want to look at naked manIn questo blog la nudità, l’armonia del corpo, la fisicità sono tenute sempre in grande considerazione.
Però un conto è ammirare ed esaltare le metafore del linguaggio dei gesti, le allusioni erotiche, la sensualità, l’estetica delle movenze seduttive che nutrono la vista e l’anima, un altro conto è utilizzare culi e tette per far vendere un prodotto, per abbindolare l’indifeso consumatore…
Elisabetta Rotriquenz, docente presso la Facoltà di Psicologia di Firenze, lo dice chiaramente: il nudo femminile non attira solo il maschio ma anche la femmina, perchè quest’ultima, per un desiderio di omologazione, è spinta all’emulazione.

Salvo rarissime eccezioni, quando un’agenzia pubblicitaria ricorre al nudo, al cucciolo o al neonato per far scattare determinati meccanismi inconsci vengo colto da immenso fastidio… Lo percepisco come un insulto alla mia ed altrui intelligenza.
Non fa eccezione la campagna Men don’t want to look at naked men dell’azienda danese JBS che produce e vende intimo maschile: tentare di deridere gli stereotipi maschili [masturbazione, evacuazione] non alleggerisce la responsabilità dei cervelloni dei pubblicitari che si sono talmente sforzati per cercare uno slogan innovativo da ricorrere alla nudità della donna.
Non sarebbe giunto il momento, dopo decenni della solita solfa, di creare davvero linguaggi innovativi?

Tanto più che alla base di quel messaggio, cari creativi, c’è un errore di fondo: per la quasi totalità della parte pelosa del cielo, quella che si ingrifa per i culi e le tette, le mutande sono solo mutande e vanno comprate (solitamente bianche) in confezione da 10 a pochi euro, quindi il suddetto messaggio sortisce un effetto che si traduce in un acquisto soprattutto nelle donne in cui è scattato il citato meccanismo dell’emulazione.
Ma così facendo si è tagliato fuori una consistente fetta di mercato, di potenziali acquirenti maschi che non hanno figli e hanno più soldi da spendere: i gay.

Se nudo doveva essere, cosa comunque deprecabile in campo pubblicitario, sarebbe stato meglio puntare al target giusto: lo sanno bene i signori D&G che nei cartelloni pubblicitari piazzano sempre quei bei marcantoni metrosessuali… e infatti i loro boxer, short o parigamba che siano si vendono come il pane.

11. dicembre 2007

Ad ognuno la sua perversione

Paola Binetti con il suo cilicio e la tatuatissima Janine Lindemulder, la pornostar che compare sulla copertina del disco Enema of the State dei Blink 182 Daniele Luttazzi:

Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.

Io invece, dopo l’ennesima reazione a muso duro dei teodem alle tematiche gay, penso a Paola Binetti e al suo cilicio avvinghiata, in una rovente scena lesbo, alla tatuatissima Janine Lindemulder, la pornostar che compare sulla copertina del disco Enema of the State dei Blink 182.
Son brutte cose.

25. ottobre 2006

Sessualità e tabù

Capezzone ha fatto coming out (Grillini ha detto che si dice coming out e non outing, perché quest’ultima espressione esprime una forzatura, indica chi è costretto a uscire allo scoperto, contro la propria volontà).
A quando il primo calciatore, tra i venti sospettati, che faccia altrettanto? Perchè mica tutti corrono dietro a veline o pornostar, questo è chiaro.

Però mi chiedo anche: è così necessario uscire allo scoperto? Non dovrebbe riguardare nessuno, se non il diretto interessato, l’ orientamento sessuale e con chi scopa. Chemmenefregamme di chi scopa Del Piero! Che anche se non gioca in serie A ed è sposato da poco, secondo me…