30. gennaio 2007

Richie’s Angels #3

Richie's Angels #3

Io le ho portate via ed ora lavorano tutte per me. Il mio nome e’ Charlie…

Anche Richie, come Charlie, ha i suoi angeli.
Questa è la wannabe cavallona bionda à la Jill Munroe (in realtà è una misteriosa mora, ma fa di tutto per nasconderlo), la più cucciola delle Richie’s Angels.

I suoi piedini stanno muovendo i primi passi sulla strada della fotografia.
Io sono testimone dei suoi progressi e la sprono ad osare.
Nascondere la propria faccia dietro una fotocamera aiuta ad esorcizzare le proprie paure, permette di uscire dal proprio egocentrico set, rende l’inconfessabile confessabile
In altre parole: crescere, evolvere, staccarsi da percorsi desueti.

Le idee ci sono, tante: mancano i modelli.
Qualche volontario, ma soprattutto volontarie?
Anche se maestri inarrivabili come Henri Cartier-Bresson e Robert Capa hanno insegnato che i modelli migliori sono quelli involontari, prima bisogna allenare l’occhio a cogliere l’istante, l’irripetibilità, l’evento, poi la mano, la sicurezza del gesto.

02. gennaio 2005

Foot Fetish

foot fetish Ora che nelle vacanze si ha molto più tempo ho dedicato alcune ore per rispolverare l’ opera omnia del maestro Quentin Tarantino.
Mi sono accorto che nei film del maestro ci sono sempre due elementi ricorrenti:

  • i topless bar
  • le inquadrature in primo piano per i piedi delle sue protagoniste

Non ci avevo mai fatto caso che Quentin Tarantino fosse un feticista del piede femminile ma che in ogni film ci piazzasse un topless bar era già cosa nota.

Comunque splendidi i piedi di Bridget Fonda in Jackie Brown, come quelli di Uma Thurman in Kill Bill Vol I e quelli di Juliette Lewis in Dal tramonto all’alba – From Dusk Till Dawn. Molto pulp i piedi sporchi di Uma Thurman in Pulp Fiction.
Come non condividere le scelte del maestro Tarantino?