21. gennaio 2009

Il ritorno dell’ispettore Coliandro

l'ispettore ColiandroCon la RAI c’era un conto aperto: a tre anni di distanza è andata in onda la seconda serie de L’ispettore Coliandro, il braccio maldestro della legge. E l’abbiamo ritrovato cazzone, megalomane, pasticcione, razzista e sessista come l’avevamo lasciato.

Però aspettare per anni il ritorno del proprio antieroe e scoprire, consultando i dati auditel relativi agli ascolti della serata, che perfino quella mezza saga dedicata a Mago Merlino ha fatto più share è demoralizzante.
Senza contare che il programma più visto, nella serata in questione, è stata la fiction dedicata ispirata al lavoro dei Carabinieri del RIS di Parma: i pecoroni hanno premiato la finzione dove tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine sono splendide persone, equilibrati e indefessi servitori dello Stato, dove le munizioni non finiscono mai e gli esami sul DNA si fanno in pochi minuti.
Che paese l’Italia!

27. settembre 2006

Ridateci Coliandro

Richard Gekko si fa promotore dell’ iniziativa Ridateci l’ ispettore Coliando.

Ridateci Coliandro! Aderisci anche tu all'Appello per rivederlo

14. settembre 2006

L’ ispettore Coliandro

L'ispettore Coliandro

La nuova stagione televisiva sta per iniziare ma per quello che mi riguarda potrebbero anche mandare in onda solo repliche di vecchi film e ficcarsi nel culo tutta quella palla dei reality: il meglio è andato già in onda. Sto parlando dell’ ispettore Coliandro. Erano anni che il cinema e soprattutto la fiction italiana aveva bisogno di una ventata di novità e grazie al sodalizio Lucarelli e Manetti Bros questo è avvenuto. Ma in RAI questa miniserie non è stata accolta come meritava: prima è stata boicottata lasciandola marcire nei cassetti di qualche scrivania perché Lucarelli non si era adattato a farsi normalizzare e ha voluto portare sullo schermo il personaggio esattamente come lo aveva concepito, poi la mini serie è stata punita ulteriormente relegandola al ruolo di tappabuchi estivo anticipando la programmazione rispetto al periodo di garanzia. Al debutto infatti, giovedì 24 agosto, ha realizzato un misero 12.91%, ma se l’ avessero mandato in onda in questi giorni avrebbe fatto molto di più share. Ne sono sicuro. Perché primo è fatta bene e secondo perché è un prodotto fresco, diverso dagli standard. Infatti la sua forza sta tutta nello sforzo di uscire dai canoni delle classiche fiction inspirate alle forze armate. Coliandro, ottimamente interpretato da Giampaolo Morelli, è un poliziotto pasticcione, esaltato, che fa il bullo (solo quando non serve) e ogni volta che tira fuori il distintivo per il becero “lei non sa chi sono io” combina casini pazzeschi. A detta dello stesso Lucarelli, che si ritaglia una particina (muta) nel primo episodio, Coliandro è un porco sfigato. Ottima la colonna sonora ispirata ai gloriosi polizieschi anni 70, molte influenze rap e trip-hop.
Miniserie composta da quattro episodi: solo il primo, Il giorno del lupo, è tratto da un romanzo di Lucarelli ma lo stesso autore cura la sceneggiatura. Sua è la sceneggiatura anche del secondo episodio Vendetta cinese. Mentre per In trappola e Magia nera le scene sono affidate a Giampiero Rigosi.
I Manetti bros fanno un ottimo lavoro: non sembra nemmeno un prodotto italiano tanto è scorrevole veloce e hollywoodiano.
Nel cast anche Veronica Logan nel ruolo della dottoressa Longhi, sostituto procuratore alla Questura di Bologna, ed Enrico Silvestrin nel ruolo di Trombetti, aiutante di Coliandro, il doppiatore Alessandro Rossi nel ruolo del commissario De Zan.

E’ piaciuto anche alla mia principessa