05. marzo 2008

Studentessi – Elio e le Storie Tese

Studentessi - Elio e le Storie TeseElio, a suo tempo, nel presentare una vecchia canzone l’aveva detto:

abbiamo un po’ perso quello smalto… diciamo che pero’ ce n’e’ sempre… un po’ come sulle unghie delle donne, quelle che non si pitturano bene… che resta quello smalto vecchio… siamo un po’ così diciamo, come quelle unghie lì.

Era fisiologico che, col passare del tempo, l’ensemble ambrosiano più longevo (dopo i Brutos) perdesse i furori giovanili e l’irriverente turpiloquio. L’umorismo, la sopraffina ironia e il genio musicale però, sono rimasti invariati.
E l’hanno dimostrato a tutti in occasione del dopofestival sanremese. Nell’edizione che verrà ricordata come la fine della manifestazione canora di stile baudesco. L’Elio e le sue Storie Tese si ergono, stralunati più che mai, come supereroi delle sette note con le improbabili pettinature e smocking anni 50, e ci salvano dalla noia, in eurovisione, senza ricorrere ai collaudati vaffancuore e porcodito.
La loro strabilianti performance hanno ottenuto ottimi ascolti e ottime critiche.

Il loro nuovo album Studentessi che non porta il parental advisory – explicit lyrics è uno scrigno pieno di sorprese: ogni volta che lo si ascolta si colgono riferimenti e citazioni che ad un ascolto precedente erano sfuggiti. C’è di tutto e di più dentro: opera, blackmetal, samba, pop, rock, hiphop. Tutto masticato e digerito dalle menti di Elio e le Storie Tese con la collaborazione di nomi prestigiosi come Antonella Ruggiero, Demo Morselli, Irene Grandi, Giorgia, Paola Cortellesi, Claudio Baglioni e Claudio Bisio.
Si sono divertiti nel registrare e si sente. Prendiamo, per esempio, la composizione Effetto Memoria divisa in quattro momenti, le quattro stagioni di vivaldiana memoria, in cui tutti i membri storici della band si scambiano gli strumenti: ci vuole una buona dose di incoscienza o una proverbiale autoironia per inserire in un disco un pezzo che suona come il complessino degli amici che andavi ad ascoltare in quarta ginnasio. Elio e le Storie Tese se lo può permettere.

Si potrebbe scrivere un post per ogni canzone, basta dire, allora, che probabilmente non sarà il disco dell’anno, ma se vi ritrovate in tasca 15 €uro farete un investimento.

La nuova copertina e gli scatti promozionali del disco Studentessi, mi hanno entusiasmato e sono state fonte di ispirazione per alcune opere visive sul tema.

07. marzo 2005

Accadde a San Romolo

C’ era una volta, tanto tempo fa, in posto famoso per il pesto e per i fiori, il mago Bonolis.
Il mago Bonolis è conosciuto perché tutto quello che tocca diventava oro. Così gli viene affidato dal direttore generale del RAIame il compito di indire un concorso per trovare una canzone da trasformare in oro. Allora tutti i menestrelli del reame compongono una canzone e la presentano al mago Bonolis, alla fata Bella Contadina e alla fata Cuoca Mangiona.
Ma il Cavaliere Mascarato è sicuro che il mago Bonolis è uno sbruffone e non trasformerà la canzone in oro, tanto che vieta ai suoi cortigiani di andare a vedere la trasformazione e perfino di parlarne tra loro. Ma il mago Bonolis dice “Eccome se ce la fò! Te trasformo ‘sto stornelletto in oro e in più te libero la prigioniera, te domo er demonio de Blasco e domenica faccio vincere l’ Inter. E siccome so bbono, me vojo rovinà: ai menestrelli je lascio portasse uno scudiero pe’ combatte’ le giurie demoscopiche.”
Allora Meneguzzi come scudiero si porta quello che il suo amico vende il the, i Matia Bazar si portano il naufrago di Cast Away che se anche sta zitto sono tutti contenti lo stesso (anzi di più), D’ Alessio si porta gli Amici del Cavaliere Mascarato, Masini si porta la Gazzosa senza le bollicine, che nel frattempo si è fatta donna. Ma il principe azzurro Francesco Renga si porta il primo Ringo Starr che trova per strada. Meglio portare uno sconosciuto piuttosto che uno che rischia di essere più famoso del principe e visto che tutti gli sfigati in circolazione sono confinati in music farm e ritorno al presente, meglio portarsi la maestra delle elementari.
Così il mago Bonolis trasforma la canzone del principe azzurro Francesco Renga in oro e la bella principessa Ambra Angiolini, sua promessa sposa, è contenta come una pasqua alta anche se la canzone parla della figlia con il nome di una lavanderia di Milano.
Non tutti vissero felici e contenti: la magia della liberazione della prigioniera in prime time non riesce del tutto perché il mostro a 53 teste s’ è infastidito che il mago Bonolis fa tutte ‘ste magie senza avvisarlo e ha preteso il tributo di sangue. Poi il demonio del Blasco prima di essere domato fa venire un’ altra malattia al Papa, che stava giocando a scopone con Fiorello al Gemelli, dicendo che la droga non è peccato. E il dottor Stranamore si rivolta nella tomba perché in fondo anche lui era un giornalista (fino a quando non l’ hanno radiato) e i giornalisti, tranne Mughini, hanno il dovere di dire la verità: il mago Bonolis s’ è sbagliato perché ha fatto vincere anche la Juventus e il Milan con una varieganza di rigori dati o non dati.