17. settembre 2008

La canzone di Marco Masini che spara ansia e dietrologia

A volte non è facile spiegare che cosa determina la bruttezza di una canzone, la musica? Le parole? La faccia dell’interprete? Boh! Non ci piace. E basta.
Descrivere l’orrore che suscitano le parole della canzone alla quale è dedicato il post di oggi è impresa ardua, quasi quanto scrivere del brutto impianto tricologico made by cesareragazzi che indossa lo stesso autore (della canzone). Stiamo parlando di Marco Masini. “Ma a parlar male di Marco Masini è come sparare sulla Croce Rossa” diranno subito i miei preziosi lettori. Lo so ragazzi, ma quando ne parlò il buon Vertigoz, (sempre sia lodato), non avevo colto appieno le potenzialità distruttive dell’equilibrio psicofisico dell’ascoltatore che il testo rappresentava. Quelle si che sono armi di distruzione di massa.
Fino all’altra sera, quando ascoltando dISPENSER che la definiva la peggior cover in circolazione, ho capito quanto può far male E chi se ne frega, versione italiana ad opera di Marco Masini, di Nothing Else Matter dei Metallica.

Intendiamoci, nemmeno l’originale è un capolavoro di lirica ma versi come

Il tempo ai cani e la polizia,
spara ansia e dietrologia,
fa che insegua la nostra scia,
e chi se ne frega. [E chi se ne frega...]

fanno veramente pensare che la vita ti riserva ogni nefandezza.
Il problema non è la dietrologia, quanto la sbaranzia1, suggerisce qualcuno in rete, infatti si sussurra che il testo farneticante sia di Giancarlo Bigazzi, uno che, solitamente, con le parole ci sa giocare bene, ma che questa volta ha proprio toppato.

Giancarlo a questo punto ci dovresti dire se hai voluto fare uno scherzo a Masini per vendicarti del (mis)fatto che pure lui è diventato cliente proprio di quel Cesare Ragazzi che ai tempi d’oro degli Squallor avete tanto sbeffeggiato oppure eri solamente in preda a sostanze allucinogene appena giunte sul mercato.

Nota 1: Per un presunto errore di stampa in rete circola un testo della canzone diverso  dove al posto di spara ansia è riportato sbaranzia. Ma, aggiungerei, il risultato non cambia.

31. luglio 2007

Naughty Needles – Aghi Birichini

 Naughty Needles - Aghi Birichini Matteo Ferrato Bordone aveva presentato il fenomeno in questi termini:

Io capisco che possa sembrare il solito discorso senza senso, di chi si vuole mettere di traverso rispetto alla legge dei grandi numeri, però c’è poco da fare. Rispetto a un maglione comprato, quello fatto a mano ha tutto un altro fascino. Per prima cosa quello fatto a mano è meraviglioso ma mai perfetto. Da qualche parte è sempre un po’ storto e guai se non fosse così. E poi c’è attaccata una persona, c’è che l’hai visto crescere, ti sei scelto la lana… Pensate se si riuscisse a unire il calore artigianale del prodotto, a un approccio un po’ meno nonnina sferruzzante e un po’ più gattina dai ferri bollenti? Addio sciarpa della nonna. Benvenuta maglia rivoluzionaria.

Sferuzzare è tornato di gran moda ultimamente, anche tra gli uomini. Il burlesque rivive un secondo splendore già da un po’.
Le due cose apparentemente molto lontane invece non lo sono poi tanto.
Nel manuale Naughty Needles: Sexy, Saucy Knits for the Bedroom and Beyond (in italiano: aghi birichini, maglieria sexy e succosa per la camera da letto e oltre), curato da Nikol Loh, vengono proposti piccanti cartamodelli dal sapore pin-up anni cinquanta, per realizzare a maglia indumenti come bikini o divise da infermiera, che ben avrebbero figurato sul corpo di Bettie Page.
Un’home page per scaricare i modelli gratuiti, due set di foto, unodue, per vedere i modelli realizzati.
Un modo magnifico per dissacrare lo sciocco stereotipo di purezza che avvolge il lavoro a maglia.

21. giugno 2007

Matteo B.Bianchi, Generation of Love

Generation of loveMatteo B.Bianchi è un figo. Lo dico con tutta l’ammirazione di cui sono capace. Perchè è uno che ha provato a cimentarsi in mille cose e gli sono riuscite tutte bene. Lo seguo da sempre a dISPENSER su Radio2 e c’è perderci le ore a curiosare nel suo blog o nella sua webzine ‘tina. Senza contare che non ho mai perso una puntata di Very Victoria, su MTV, di cui lui è co-autore.
Però non avevo mai letto niente di suo e il suo primo romanzo autobiografico Generation of love, del 1999, mi ha fatto capire quanto ho fatto male in tutto questo tempo a trascurare le sue pubblicazioni cartacee.

Ci sono quelli che hanno avuto il ‘68, Woodstock, la rivoluzione sessuale, gli anni di piombo, il post-comunismo.
La mia generazione ha avuto Wanna Marchi.
Fin da quando ho raggiunto l’età della ragione, ho sentito ripetermi dal televisore che eravamo grassi, lardosi, brutti, che facevamo schifo. Ma che bastavano duecentomilaaaa lire e tutto si sarebbe risolto.
Io crescevo, Wanna denunciava la decadenza fisica e metafisica del mondo, e io la capivo. Tutta la mia generazione la capiva.
Lei gridava: “D’accordooo?”
E noi, evidentemente, lo eravamo…

Il ragazzo ha lavorato nel campo della pubblicità e si sente. Scrive liscio ma ti sorprende piazzando le frasi fatte e luoghi comuni dell’immaginario pubblicitario in contesti che mai ti saresti aspettato.
Il titolo del libro è preso a prestito da una canzone di Boy George, pure tutti i capitoli sono aperti da una citazione di qualche canzone, come a comporre una colonna sonora, di cui nell’appendice lo stesso Matteo B.Bianchi rende conto spiegando i motivi della scelta. Featuring Giuni Russo, Heather Parisi, Pet Shop Boys, New Order, Franco Battiato, Massive Attack e molti altri…

Bravo. Bravo. Bravo.

E la prossima cosa sua che leggerò sarà La cosa più bella di Firenze è McDonald’s, una raccolta di aforismi di Andy Warhol scelti e tradotti da Matteo B. Bianchi.

31. gennaio 2005

Parliamo di Sesso

E’ uscito questo libro: le recensioni sono ottime.
Comunque penso che il miglior battutista in fatto di sesso sia Woody Allen.
La mia preferita: “Caro, sei davvero un grande amatore…” “Faccio molto esercizio da solo!”.
Ma come non citare un’ altra perla: “Cara hai un seno bellissimo… se avessi io un seno così starei sempre a toccarmelo!”.