22. febbraio 2008

Hollywood Bau – Dimmi cosa vedi

Hollywood Bau - Dimmi cosa vediHollywood Bau (Holly) dopo una fortunata carriera da pornostar, chiude con il suo passato e, con l’amica Alyson e il pinguino parlante Pepe, apre un motel situato in mezzo al deserto, il Morlako Resort. La morte violenta del fidanzato della sua migliore amica è il fattore scatenante di una implacabile furia vendicativa. Hollywood Bau torna ad essere una lottatrice indomabile, che non si placherà fino a che non sarà fatta vendetta.
Dimmi cosa vedi ha ambientazione cyberpunk alla Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip K. Dick. In comune ha pure la controversa figura del predicatore/santone che mira ad aumentare il numero di adepti dei quali tenere sotto controllo la mente. Non si può sbagliare chiave di lettura se si considera che il nome della città dove è ambientata la vicenda è Etemenanki, è biblicamente il nome della famosa torre di Babele.
Riferimenti al futuro si contrappongono a riferimenti al passato, senza tralasciare il presente: tra le varie citazioni troviamo anche il prototipo di uno dei tanti pseudo vip, reduce dal reality L’isola dei formosi, e lo sfottò al tormentone trash della canzone a mi me gusta la gasolina – dame mas gasolina.
Questo piccolo grande libro (lo si legge in un’oretta) è una dichiarata exploitation: Russ Meyer incontra Quentin Tarantino, ebbe a dire lo stesso Francesco Tacconi nel presentare la sua opera. Donne belle e spietate assetate di vendetta, vedi la saga Kill Bill, coinvolte in situazioni ambigue e duelli splatter, vedi Up! di Meyers.
Humor nero, ottima grafica ironca ed erotica, esplorazioni del sacro, rappresentazioni critiche della realtà e testi mai banali fanno di Dimmi cosa vedi, un ottimo divertissement.
Disegni e storia di Mauro Marchesi, testi e storia di Francesco Tacconi. Entrambi veronesi e… lo dico con orgoglio.