04. gennaio 2008

Milano: i due David, Vivienne e tutto il resto

Milano dicembre 2007

Mancavo da Milano, la città che mi ha fornito la cultura universitaria, da diversi anni.
Alcuni giorni fa, però, la rimpatriata.
Ho riconosciuto la stazione di Milano Centrale dall’odore di piscio perchè tutta inscatolata com’è, per via del cantiere, nessun riferimento visivo sarebbe stato possibile. Soltanto l’odore acre è lo stesso. Invece altre cose, in giro per la città, sono cambiate: FNM ha rinnovato le sue stazioni e il parco mezzi; hanno tolto l’orologio con la scritta Technics, caffè Kimbo, Toshiba, Candy dal palazzo di fronte al duomo; l’AMT ha allungato praticamente ovunque i tratti della metropolitana, alcuni convogli della linea 1, che erano i più indecenti, ora sono nuovi, nelle stazioni hanno installato le pubblicità videoproiettate con tanto di commento sonoro e nelle indicazioni, vicino alla scritta in bianco, hanno aggiunto una scritta in giallo che localizza i punti d’interesse culturale. Anche sui tram e gli autobus funzionano i biglietti magnetici.

Lo scopo del mio viaggio, ovviamente, non era testare l’efficienza del trasporto pubblico milanese, ma il desiderio incontenibile di visitare le mostre di Palazzo Reale e della Triennale. Leggi tutto il post …

25. settembre 2007

David LaChapelle a Milano

NAOMI CAMPBELL CHOCOLATE PLAYMATEDavid LaChapelle, 350 opere esposte, Palazzo Reale, Milano, fino al 6 gennaio 2008.
Non servirebbe aggiungere altro.
Chi proprio non l’avesse mai sentito nominare, sappia che David LaChapelle è il guru indiscusso del pop-trash, è stato il pupillo di Andy Warhol, si è fatto le ossa lavorando nella mitica discoclub Studio54 di New York.
Se non basta questo a farvi venire la voglia di fare una capatina a Milano, aggiungo che è presente Deluge (Il Diluvio), un ciclo inedito ispirato ai capolavori michelangioleschi della Cappella Sistina.
In più, oltre ai famosissimi ritratti dello starsystem (come quello di Naomi Campbell, qui a lato) sono parte integrante della mostra anche una raccolta dei videoclip che La Chapelle ha realizzato per Elton John, Robbie Williams, Gwen Stefani, Britney Spears, Jennifer Lopez, Christina Aguilera.

Da queste parti la stima per l’opera di David LaChapelle è sconfinata, quindi la trasferta milanese sarà attuata il prima possibile. Così si ripresentasse l’occasione, prima del 6 gennaio, si potrebbe anche bissare.

15. luglio 2007

Vade retro suor Letizia

Vade retro, arte e omosessualità Mi stavo organizzando per andarla a vedere questa Vade retro, arte e omosessualità e mi dispiace immensamente che sia stata cancellata. Avrei dovuto immaginarlo che sarebbe finita così: prima la querelle sul nome (il primo titolo proposto era Froci, troppo forte, di seguito era stato pensato Ecce (H)omo, accantonato per il riferimento religioso troppo provocatorio) poi la limitazione ai minorenni.
Non mi pareva vero di aver a solo un paio d’ore di macchina le opere dei miei eroi David LaChapelle, Nobuyoshi Araki, Nan Goldin, Timothy Greenfield-Sanders, Andrés Serrano, Helmut Newton, Erwin Olaf per citarne alcuni. Senza contare che sarebbe stata un’ottima occasione per avvicinarmi ad altri artisti.
Invece è saltato tutto. Vaffanculo.

Wilhelm von Gloeden, Nudo maschile, 1900 caMichele Serra su Repubblica di oggi:

Al netto delle ciance politicanti, e delle spassose baruffe tra “suor Letizia” e il suo vivace scudiero Sgarbi, la soppressione della mostra milanese su arte e omosessualità è una pagina nera. La frase “a Milano non ci sono le condizioni, proveremo altrove” suona come una assurda retrocessione di Milano (molti anni fa tra le vere capitali della cultura europea) al rango di borgo bigotto. Milano sazia e disperata: sazia di quattrini e di traffico, di smog e di vetrine, disperata perché costretta a ingoiare il gesto profondamente anticulturale e antiliberale di una censura così morbosa, e così ridicola, da far dire agli organizzatori della mostra “forse riproveremo a Savona”, che come è noto è una rutilante Sodoma cosmopolita, e sta vivendo un momento di febbrile vivacità culturale che tutto il mondo ci invidia.
Dicevano le avanguardie, molti anni fa, che la cultura italiana non riusciva a guardare oltre Chiasso. Ripiegheremo su Savona? Colonne di milanesi ribelli imboccheranno l’autostrada dei Fiori per vedere le opere indegne di essere esposte a Milano? E le opere stesse, che cosa hanno di così oltraggioso da essere caricate sui Tir e portate fuori le mura, come rifiuti speciali da smaltire a distanza? Arte degenerata, siamo di nuovo a questo? Sì, siamo di nuovo a questo.

16. maggio 2007

Paris Hilton e il carcere

Paris Hilton Paris Hilton ha un debito con la giustizia.

La bionda ereditiera, che tradotto in parole volgari starebbe per svampita nullafacente, però, prima ha tentato di intenerire il governatore della California, l’artista precedentemente noto come Arnold Schwarzenegger, per ottenere una pena alternativa. Poi, piccata, si è inventata quella storia delle lezioni di karate.

Se ci fosse la possibilità di procrastinare la detenzione perchè il corso di karate dura più del previsto, penso che lei lo farebbe fino alla decorrenza dei termini.

Quando, nel suo caso, per trasformare l’esperienza del carcere in un’esperienza very cool basterebbe che portasse con sè molti contanti (i favori in prigione si pagano), che fosse carina e disponibile con i secondini. Vuoi mai che ci scappi uno di quei video rubati che le danno tanto lustro (e ritorno economico)!

La foto, quanto mai profetica, è di David LaChapelle.
Altri scatti del maestro alla poveretta.

09. febbraio 2006

Per incentivare la ripresa economica

Donne Manager Nude

Credo che sia l’unico modo per fare tirare nuovamente l’ industria italiana.
Se potessimo però evitare i calendari che ormai non hanno più niente da dire… Si potrebbero allestire mostre fotografiche, cataloghi, dvd… e chi più ne ha più ne metta.
Se posso suggerire un fotografo io punterei su David Lachapelle, che a me piace molto.

Eve and Richie Naomi and Richie Eminem, liki and jlo