Courtney Love, ci hai rotto
Ci mancava solo Dirty blonde: the diaries of Courtney Love.
Sia chiaro: io non sono uno di quelli che alla morte di Kurt Cobain se l’è presa con lei. Il leader dei Nirvana aveva così tanti demoni contro cui combattere che il rapporto conflittuale con la moglie forse era l’ultimo dei suoi pensieri. It’s better to burn out than to fade away, i versi di Neil Young tirati in ballo da Kurt nella lettera d’addio sono un congedo da se stessi, dalla vita, dall’eroina e dal roipnol. Non un’anatema contro la moglie. Trovo stupide, quindi, le minacce che ha ricevuto dai fan(atici) dei Nirvana.
Però c’è una cosa che non perdono a Courtney Love: il persistente andare a ravanare nel passato e tirare fuori stracci dalla sua infanzia e dal suo matrimonio. Se sono ricordi preziosi per lei trovo che venderli per camparci sia come vendere il proprio corpo al pari una delle tante puttane della SS11.
Non mi stancherò mai di gridare allo scandalo contro questa nuova trovata commerciale, ma le auguro che il suo nuovo disco da solista How Dirty Girls Get Clean, che dovrebbe essere in uscita quest’anno, sia un successo al pari di Live Through This e Celebrity Skin, risalenti alla sua militanza nelle Hole.
Le auguro anche che il biopic dedicato a Linda Lovelace, in cui la rocker veste i panni di miss Gola Profonda, venga finalmente girato e distribuito dopo essere stato, dal 2005 ad oggi, più volte annunciato. Sarà sicurmente un successo visto che per quel tipo di ruolo in Larry Flint – Oltre lo scandalo ha tirato fuori il meglio di se stessa.
Le auguro di fare tanta strada, con le sue gambe. Che non ne posso più di sentirla raccontare cose che dovrebbero rimanere segreti di una coppia.
(La foto è tratta dal numero 41 di Rolling Stone, pagina 137)
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