Confutazione di Henry Miller

Maestro di scabrosità, scrittore intemperante e chiavatore insonne, Henry Miller ha coltivato un genere letterario caratterizzato dall’ eccesso e dalla frenesia. In un celebre passo della sua opera racconta che un giorno, affascinato dall’ impenetrabile della realtà della fica, si armò di pila elettrica e obbligò la prostituta con cui un momento prima stava scopando a spalancare le gambe per aprirgli la porta del santuario. Pila in testa Henry Miller esplorò la geografia della fica, piccolo ammasso di strati che si ritraevano sotto le sue dita fino a mostrare il fiore segreto della clitoride: la quale trattandosi di una prostituta, si suppone fosse alquanto sfatta e più arrossata di quanto la finezza richiedeva. Infine, soddisfatto delle sue scoperte, Henry Miller spense la pila e tornò alle solite occupazioni, sappiamo se letterarie o scopatorie.
Ebbene: ora che finalmente è lecito criticare Henry Miller è venuto il momento di censurare tale condotta. Ascolti, signor Miller, ma lei p veramente un bruto! Uno zoticone, ecco cos’è lei, se lo tenga per detto una volta per tutte! Alla fica non bisogna avvicinarsi con una pila, bensì con un fiammifero, e possibilmente corto, perché si vada consumando man mano che l’ esplorazione, avanza, e in questo progressivo estinguersi della fiamma si possa indovinare, più che vedere, la fisionomia della fica, che sicuramente cederà senza opporre resistenza ai vapori anestetizzanti del fosforo. La speleologia della fica richiede metodi artigianali, che accrescano il tremito appassionato delle che si addentrano in quella grotta fitta di stalattiti e stalagmiti, foderata dal muschio tiepido del pube, ricca di umori e di pudore. Alla fica, signor Miller, bisogna avvicinarsi come a quelle cappellette che custodivano un santo venerato, con la candela accesa e il cuore palpitante di un bimbo che si lancia alla ricerca di un tesoro. Alla fica, signor Miller, ci si accosta attrezzati di strumenti anacronistici, cerino o tutt’al più bugìa, ma mai con luce elettrica! La fica è un resto archeologico, una grotta che occulta la vetta inesauribile del piacere, venata di fossili e di faglie, fragile e resistente come in tribolata, e bisogna esplorarla con mani guantate e cerini poco luminosi, facendo attenzione a non bruciacchiare il pube, o con candele rette da bugìe che mescolino le loro lacrime di cera alle lacrime dei tanti succhi e liquori che la fica contiene. La prospezioni o introspezione della fica, signor Miller, richiede un temperamento da finocchio di sartoria; e lei, signor Miller, era un po’ troppo maschione.
Coños (fiche)
Juan Manuel de Prada
edizioni Tascabili e/o
181 pagine
7,74 euro
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