25. novembre 2007

Jesus Christ Superstar, versione 2007

Buddy Christ, Cristo compagnone

« Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. Gesù le disse: “Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta”. Sua madre disse ai servitori: “Fate tutto quel che vi dirà”. C’erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. Gesù disse loro: “Riempite d’acqua i recipienti”. Ed essi li riempirono fino all’orlo. Poi disse loro: “Adesso attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora”. Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui. »
(Vangelo di Giovanni 2, 3-11)

Se mai si dovesse attualizzare l’opera immortale di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber sarebbe molto facile contestualizzarla nel mondo della gansta rap. La trasposizione del racconto di quello che è definito il primo miracolo di Gesù, la prima uscita pubblica, potrebbe essere più o meno così: Gesù è un rapper di talento, un comunicatore, non è uno dei più famosi ma il suo nome è già sulla bocca di molti e promette molto bene.

Con la sua crew Gesù si recò ad una jam session, una grande festa: si mettono i dischi, si balla, si rappa. Ma il momento clou della festa rischiava di saltare: uno dei due Mc che avrebbero dovuto sfidarsi nella battaglia a suon di rime, per degli scazzi tra crew rivali, non si era presentato. Allora gli organizzatori si rivolsero a Madonna, il producer di Gesù, nella speranza che lo convincesse a partecipare al contest.
Gesù le disse: “Sista, stai turbando il mio polleggio!”. Ma Madonna consegnò, comunque, al DJ la base preferita da Gesù per fare freestyle.
Ne venne fuori un’esibizione krastissima e con i controglioni, in cui rime le baciavano fratellanza e uguaglianza. Rimasero tutti a bocca aperta. Gesù stravinse la gara di rime.
Un pezzo grosso della crew rivale fece chiamare l’organizzatore e gli disse: “Respect nigga! Le battaglie di freestyle si erano ridotte ormai a io insulto te, tu insulti me, io insulto tua madre, tu insulti mia madre ma invece hai tirato dentro le posse!”. Da quell’episodio il numero dei fans di Gesù aumentò considerevolmente.

Il buddy Christ, Cristo compagnone, della foto l’abbiamo in visto in Dogma di Kevin Smith.

16. maggio 2005

Dogma

Dogma Ormai ho un una missione: rivalutare i film stroncati dalla critica.
Dogma tra i critici ha raccolto solo dissensi e dal Vaticano è stato osteggiato. Ragion per cui in Italia è uscito anni dopo.
A giudicare dalle reazioni di chi stava guardando il film accanto a me, presumo che il film non sia stato del tutto capito dai critici.
Sono stato cresciuto da genitori cristiani ultraortodossi e ho studiato dai frati francescani: questo mi ha permesso di capire tutti i riferimenti biblici e teologici del film. Infatti sotto le spoglie di goliardia giovanile si nasconde un serio lavoro di ricerca di informazioni che vanno ben oltre la cultura generale. Citati i vangeli apocrifi e tirati in ballo diversi dogmi di fede per cui alcune battute per me esilaranti non sono state capite dai miei compagni di visione. Facile intuire che la Chiesa ponga il veto su un film allegramente anticlericale che si permette di scherzare pesantemente sull’ infallibilità e la giustizia divina.
Il regista Kevin Smith non carica il film di velleità di insegnamento ma soltanto vuole provocare la riflessione. Come provocatorio è il movimento cattolicesimo wow e la nuova icona del Cristo compagnone: richiamo al bisogno di rinnovamento della chiesa, specie fuori dall’ Italia, dettato dalla necessità di rendere la pastorale più affascinante con il rischio di perdere le radici della tradizione per una sorta di business on demand.
Il messaggio del film in soldoni è che dio, comunque lo si intenda, è amore e perdono.
Linda Fiorentino è Bethany e ascolta la voce di Dio che le chiede di fermare due angeli rinnegati, Matt Damon e Ben Affleck. Durante la strada incontra tra gli altri due profeti e un uomo che dice di essere il tredicesimo apostolo. Alla fine appare Dio sotto le sembianze di Alanis Morissette.
Linda Fiorentino è adorabile: è da troppo tempo assente dal grande schermo, ormai ne sentiamo la mancanza. Il monoespressione Ben Affleck risulta simpatico anche nei panni del cattivo. Salma Hayek nel consueto ruolo di lap dancer: sfoggia una mise da lolita che fa ribollire il sangue.