
Al Torino Film Festival appena concluso è stato presentato The Notorious Bettie Page, il film che rende omaggio alla regina delle pin-up, la frangetta più desiderata di sempre, l’icona per antonomasia dell’ erotismo sadomaso e fetish.
Bettie Page nasce a Nashville nel Tennessee il 22 aprile 1923. La madre le regala sangue Cherokee e questo le conferisce quel fascino esotico, rassicurante e sconvolgente allo stesso tempo. Eccelle negli studi e vorrebbe dedicarsi all’insegnamento ma finisce per fare la segretaria e, occasionalmente, la modella per un’azienda che vende pelliccie. Nel 1950 viene scoperta da un poliziotto, fotografo a tempo perso, che la lancia nel mondo dei locali notturni e dei Camera Clubs, dove modelle venivano affittate a videoamatori, dilettanti o professionisti, per realizzare sessioni di nudo. Si affermò come interprete del burlesque, genere di spettacolo parodistico discendente direttamente dal vaudeville e nato nella seconda metà dell’Ottocento nell’Inghilterra Vittoriana. Il burlesque, nella sua versione importata negli USA è caratterizzato da sketch semplici ed immediati, danze di ballerine che col passare degli anni, e la maggior diffusione del genere, si svestono sempre di più durante l’ esibizione. Una sorta di strip tease ante litteram.
Si è conquistata il paginone centrale di Playboy nel gennaio del ‘55 a colpi di corsetti e corpetti strizzatissimi che facevano debordare le sue morbide forme, tacchi vertiginosi che slanciavano splendide gambe fasciate in calze nere, fruste e frustini. Questo era il tenore degli scatti dopo che iniziò a posare per lo studio fotografico dei fratelli Irvin e Paula Klaw. Ma meritano sicuramente una menzione particolare anche le foto scattate da Bunny Yeager con una Bettie Page in versione jungle.
Bettie Page, la ragazza della porta accanto nell’America puritana degli anni 50, diventata con le sue foto la pioniera della libertà sessuale, sparì nel nulla a 35 anni dopo aver subito un processo per pornografia intentato contro di lei dal senatore democratico Estes Kefauver l’uomo che in materia di libertà sessuale si guadagnò la stessa reputazione che Joseph McCarthy ebbe dando la caccia ai comunisti.
Bettie Page è stata fonte d’ispirazione e ha sdoganato un genere. Oggi a raccoglierne degnamente l’eredità è Dita Von Teese che può contare su una sconcertante somiglianza alla regina delle pin-up.
L’attuale moglie di Marilyn Manson non ne fa mistero: Bettie Page è sempre stata la sua fonte d’ispirazione e l’emulazione dell’icona delle prime edizioni di Playboy le ha permesso di sfondare nel mondo dello spettacolo, riportando in auge il burlesque e gli anni ‘50.
Se in quegl’ anni Sally Rand divenne celebre per la sua danza con la bolla Dita Von Teese rimarrà nella storia per il suo show in un bicchiere da cocktail gigante, nel quale mette in scena uno strip tease vintage, che culmina con un’immersione completa nello champagne. Ovviamente posa come modella per Playboy e porta in giro per il mondo i suoi spettacoli: recentemente si è esibita al mitico Crazy Horse di Parigi andando in scena insieme alle ballerine del corpo di ballo, diventando così la prima guest star della storia del locale sin da quando aprì i battenti nel maggio 1951.
Questo post è stato scritto ascoltando Pull Shapes performed by The Pipettes (una band inglese che dichiaratamente evoca per immagini e sound gli anni ‘50) e nasce da un input di Alex