Grindhouse – Planet Terror
La locandina propone un dal regista di Sin City e C’era una volta in Messico. Da tirarci un riga sopra! Qui è indispensabile precisare: dal regista di Dal tramonto all’ alba.
Finalmente ecco il secondo episodio del progetto Grindhouse: se vi aspettate uno dei classici horror vi cadranno letteralemnte le palle come avviene a Quentino Tarantino in una delle sequenze finali del film. Questo, come Death Proof, è un prodotto destinato a diventare un cult perchè in modo molto onanistico, questo va detto, celebra se stesso e le passioni del suo creatore, però senza mai annoiare lo spettatore. Una chicca per tutte l’intermezzo con il finto trailer del film Machete, un action movie in salsa messicana in cui il prete che affianca il solito giustiziere, riprende l’arcinoto Dio perdona… Io no! del film diretto da Giuseppe Colizzi.
Un incipit che cita i triti e ritriti luoghi comuni: una fuga di gas altamente tossico trasforma gli abitanti di una cittadina Texana in zombie sickos assetati di sangue umano. Il gruppetto di supersti che lotta per sopravvivere offre una carellata di personaggi meravigliosi: la ballerina di lapdancer, Rose McGowan, in crisi di identità a cui viene amputata una gamba e la protesi che le viene applicata è una mitragliatrice, il gestore di un merdosissimo locale alla ricerca della salsa per barbecue perfetta, si conoscono altri componenti della famiglia del mitico sceriffo Earl McGraw, Michael Parks, la moglie malata che accudisce amorevolmente (salvo schernirla quando scoreggia), e la figlia, Marley Shelton, della quale non vuole più sapere nulla perché ha sposato un uomo, Josh Brolin, che lui odia.
Sfiorati anche i temi di attualità come guerre e handicap: Bruce Willis interpreta un soldato che per il suo paese ha fatto la festa a Bin Ladin e la ex go go dancer con una mitragliatrice al posto di una gamba conduce una vita sessuale normalissima.
Sicuramente a molti non piacerà ma dai posteri sarà rivalutato moltissimo.
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10:22 pm |
Prima di guardare Sin City mi sono preparato leggendo i fumetti di Frank Miller e rispolverando i film di Robert Rodrigues. Da qui due considerazioni: il film è del tutto aderente al fumetto e lo stile di regia caratteristico di Rodrigues è per niente riconoscibile nel film. Poco Rodrigues e molto Miller. Per questo il film vi risulterà molto piacevole e convincente solo se siete degli amanti dei fumetti. La trasposizione cinematografica nulla toglie alla magia del fumetto perchè conserva ritmi, colori e trame fantasiose.
D’accordo… il sequel ha sempre il sapore di minestra riscaldata. Però Ocean’s Twelve io l’ ho trovato piacevole, a tratti irresistibile. Spassosissima è Julia Roberts che fa la parodia di se stessa e scimmiotta lo star system con l’ aiuto di Bruce Willis nel ruolo di Bruce Willis. Belli e bravi tutti, anche se nessuno ha interpretato ruoli inediti. Cattivissimo Andy Garcia reso ancora più cattivo dal doppiaggio in italiano dalla voce di MASSIMO LODOLO anziché del solito Roberto Chevalier (voce di Tom Cruise e Tom Hanks). Parlando di doppiatori non si può non citare Francesco Pannofino nel ruolo di George Clooney: è un grande ma lo sapevamo già. Nel film c’ è anche un riferimento a “La Stangata” con Robert Redford.







