Bizzarro Film Festival 2008
L’afoso pomeriggio nella feconda e disinibita terra romagnola era pregno di promesse.
Una volta identificato il luogo delle proiezioni di questo curioso Festival, però, ho temuto di aver fatto un buco nell’acqua: un grande striscione, poche auto parcheggiate, tanti tavolini all’aperto, quasi vuoti. Si e no trenta persone. Una volta seduto però sono stato preso. Preso dall’aria di artista che tirava. Dai volti espressivi, dall’abbigliamento strano dei personaggi.
Ma poi si sa, fuori dal circuito mainstream un qualsiasi film festival rischia di attirare solo gli addetti ai lavori, più pochi amici e conoscenti lasciando le sale mezze vuote.
Accade anche per il Bizzarro Film Festival: a dispetto della promozione artistica legata ai temi della trasgressione che si propone l’Associazione Culturale Bizzarro d’Autore, non erano presenti orde di sbracati guardoni, giunti seguendo il richiamo di visioni estreme.
Mi sono rilassato ed ho ordinato un aperitivo dello stesso colore dei lunghi capelli della ragazza che stava alla reception magrissima, diafana, strizzata in un rigido corsetto/guepiere. Mi ha gentilmente invitato a tesserarmi per poter partecipare alle proiezioni. Ho diligentemente compilato il modulo e pagato la quota, in cambio ho ricevuto una tessera, un foglio con i titoli ed una piccola matita per votare.
Sorso dopo sorso arrivavano personaggi sempre più strani, occupando tutti i tavoli e sedie disponibili. Le proiezioni sono iniziate con oltre un’ora di ritardo, ma il tempo è trascorso piacevolmente tra occhiate, foto scattate quasi di nascosto, conversazioni rubate e drinks freschi e leggeri. Insomma mi sentivo un privilegiato a cui era toccata una inaspettata fortuna. Leggi tutto il post …
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10:16 pm |
Quando penso a certi bigottismi religiosi come quelli raccontati nel film
Nel film Tokyo Decadence, un piccolo capolavoro di Ryu Murakami in cui alcuni critici italiani riconobbero una sorta di Pasolini giapponese, la fanno da padrone sesso esplicito, uso di droga, violenza e linguaggio rude.







