Apologia del sesso anale
Io sono un convinto sostenitore del sesso anale.
Perché? E perché no? L’ ano è un organo estremamente sensibile, ricco di terminazioni nervose e di ricettori: questo significa che può trasmettere piacere e dolore. Da questo deduco che anche l’ano, come altre parti del corpo, non ha una sola funzione nella fattispecie quella più ovvia. Quindi perché non usarlo anche per il piacere? E’ come avere una macchina a 5 marce ma ostinarsi ad usarne solo 4. Poi c’ è il valore aggiunto: visto che il rapporto anale è passivo per antonomasia questo regala a chi penetra la piacevole sensazione di dominio del partner. Personalmente adoro praticare la doppia penetrazione, aiutandomi con le dita o con un dildo, perché da buon maniaco omicida adoro avere il dominio assoluto della partner. Non mi si venga a dire che gli uomini amano prendere le donne da dietro perché il culo è più stretto della fica: è vero solo per i primi 5 minuti.
E poi diciamocelo: sodomizzare non è uno spregio ma un attestato di stima e fiducia. Difficilmente infatti ci si fionda sul culo della prima che capita: se è sporco?
Come ebbe a dire Franco Trentalance, pornoattore di indubbie qualità famoso anche per l’ esperimento UncuT, vale l’ equazione “Se non mi chiede il culo, forse non gli piaccio davvero!”.
A nessuno verrebbe in mente di baciare una bocca che non vede uno spazzolino da giorni o leccare un organo genitale che non vede detergente anche da solo 24 ore. In condizioni di sporcizia tutte le parti del corpo diventano schifose. Non dico che bisogna fare clisteri da litro e rimanere a digiuno come fanno le pornoattrici, una seduta sul water un po’ di acqua e sapone neutro sono sufficienti a non fare trovare sorprese al partner e a eliminare l’ atavica demonizzazione del culo che lo vorrebbe come una parte sporca del nostro corpo.
E con il dolore come la mettiamo? Già! Molte donne rifiutano il sesso anale perché hanno avuto in merito esperienze negative. Come dare loro torto? Ci sono in giro dei presunti sventrapassere che sono degli emeriti incompetenti quando si tratta di usare l’ altro canale.
L’ ano è un muscolo e come tale va trattato. Ci vuole allenamento. Non ci si può aspettare di avere ottimi risultati al primo tentativo e nemmeno al secondo. L’ ideale sarebbe che ogni maschietto che chiede l’ anal alla partner facesse prima esperienza su di sè. Visto che sia gli uomini che le donne hanno l’ ano, se io che sono un ometto provo ad infilarmi dentro un dito, o quant’ altro la fantasia mi suggerisce, capisco cosa fa male e cosa fa piacere, quali sono i punti da stimolare, quali movimenti vanno evitati perché con molta probabilità una donna ha le stesse reazioni. Nel momento della verità questa “introspezione” servirà, nel mio caso è servita, a non fare cazzate. Donne unitevi! Quando il vostro lui vi chiede l’ anal domandategli se è disposto a rischiare il suo. Perché si sa che sono tutti ricchioni col culo degli altri.
Allenamento si diceva: bisogna cominciare la dilatazione con un dito, si continua con due e poi con aggeggi più grossi (cunei, dildo e compagnia bella) ma tutto senza fretta. Magari con l’ esercizio la vostra girl eguaglia Ava Devine e Manya che ne prendono da dietro tranquillamente due.
Poi delicatezza e lubrificazione. Se vero che non si entra mai con un caterpillar in un negozio di antiquariato è altrettanto vero che un’ adeguata lubrificazione è la chiave del successo. Diciamo pure che ad esagerare con il lubrificante non si sbaglia mai.
Risolto il problema del dolore il sesso anale regalerà solo piaceri: le contrazioni del retto provocano l’ orgasmo, un orgasmo un pò diverso dall’ orgasmo genitale, d’ intensità leggermente inferiore e diluita nel tempo. Questo vale anche per gli uomini, se riuscite a superare le vostre remore omofobiche la stimolazione manuale della ghiandola prostatica può provocare un orgasmo esplosivo senza bisogno di masturbazione.
Tag:
12:45 pm |








