Questo romanzo di Marco Philopat nasce dopo un anno di interviste ad Andrea Bellini, il protagonista, in una Milano a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, delle agitazioni sociali per rivendicare il diritto a non essere “servi di nessuno”.
Tendendosi a debita distanza da riletture stile reduce nostalgico o militante pentito, il romanzo racconta di quei giovani che abbracciarono l’illusione di poter ottenere giustizia con l’uso della violenza, dell’insoddisfazione per l’imborghesimento del PCI, dell’indignazione per la condotta da corpi scelti di Pinochet delle forze dell’ordine, del desiderio di autodeterminazione in una società dove tutto era deciso nei salottini della DC e dell’MSI o nella Curia. I protagonisti, la banda Bellini, sono un gruppo militarizzato che ha il compito di proteggere i cortei delle manifestazioni dalle aggressioni dei fascisti o delle stesse forze armate governative. Anti eroi come quelli descritti ne Il mucchio selvaggio, film più volte citato nel romanzo. Dieci anni di clark, eskimo (il leggendario impermeabile verde) e ray-ban a goccia (esibiti come scalpo dopo averli rubati ai borghesi), passando per le prime morti per eroina e la liberazione sessuale come iniziazione alla vita.
Mi sono accorto che è arrivato il ’68 perché le donne hanno incominciato – da un giorno all’altro – a darla via senza problemi- a socializzare il corpo con noialtri maschi – così come se fosse la cosa più naturale del mondo – che ci hanno preso di sorpresa- non siamo preparati…
Te ne resti lì inebetito davanti a tale disinibizione – ti spiazza – dopo anni passati ad aspettare una passera – da un giorno all’altro ne avevi da raccontare di maialate – e anche tutti gli altri ne raccontano – una dopo l’altra – un fermento – un intrigo di situazioni a cruciverba – un groviglio di gambe e parole…
Ragazzi – questo è il ’68 – altroché spartiacque dell’immaginario – qui di immaginario c’è ben poco – si bada al sodo ve lo dico io – Sonia Barbara Renata Annarita – vi assicuro – mica sogni ma giorni della settimana! Scatenate è la parola giusta- e noi lì a far confusione sui nomi sui particolari – dire addirittura basta non se ne può più – a subire tutte quelle occhiatine complici – lì a far gruppo – “Mi raccomando neh!!” – “Mai rimanere soli!” C’è il rischio di essere ricuccati – ma vi rendete conto? Ancorancora se fosse stata una cosa graduale – ma qui si tratta di un’esplosione ormonale collettiva su scala mondiale – non siamo preparati – ci stai male davvero in questo clima – non è normale…