La clinica della vergogna
Che Piero Chiambretti oltre che bravo fosse un furbacchione lo sapevamo. Che una biondina scosciata che parla italiano poco poco fa audience lo sapevamo. Però è ora di smetterla con tutte queste puttanelle che cercano la redenzione mass mediatica.
Parafrasando il titolo del primo film interpretato dal suo ospite, Piero Chiambretti ha trasformato Markette in un ambulatorio dove Anita Blond, ex attrice porno ungherese, ha confessato la sua vergogna per i suoi trascorsi e la voglia di redenzione. Il medico Piero Chiambretti, che invece del camice indossava una mascherina da porno amatoriale, si è molto prodigato, a colpi di battute dal sottile doppio senso, per trovare la terapia riabilitativa adeguata.
Anita Blond, trent’anni compiuti a maggio, si aggiunge così alla folta schiera pornoattrici che si cospargono il capo di cenere e si mettono in fila per un posticino in tv. Ha abbandonato i set porno nel 2001 dopo un centinaio di titoli realizzati. Però ha continuato a girare i night club e fare spettacoli lesbo con la sua alter ego Anita Dark.
La vera vergogna è che Anita Blond non dica chiaramente che come finalista di miss Ungheria, come è stata lei, uno straccio di programma in cui mostrare le gambe le farebbe comodo invece di inscenare quella pantomima del pentimento. Di cosa dovrebbe essersi pentita poi? Di aver girato solo una scena anal in tutta la sua carriera?
La vera vergogna è che Piero Chiambretti, seppur con mestiere e ironia (P.C.: Ma dopo aver finito di girare, succede come qui che si va al ristorante o in pizzeria tutti insieme con i tecnici e gli attori? A.B.: Certo! P.C.: Spero dopo esservi lavati le mani!), ricorra a queste scenette comico-pecorecce per un pugno di ascoltatori in più.
Tag:
1:36 pm |









