01. luglio 2008

La situazione è sotto controllo

Sono stato intercettato e devo rispondere alle domande della polizia.
Mi chiederanno sicuramente che fine hanno fatto le due modelle che avevo contattato.
La mia posizione sarà chiarita al più presto. Perchè ho un alibi di ferro e soprattutto non hanno prove contro di me. E se anche qualcosa dovesse andare storto il capo della polizia ha detto che la giustizia italiana non prevede la certezza della pena, ma una sostanziale certezza dell’impunità.

Intanto, per ingannare l’attesa, si può rileggere qualcosa:

La foto è di Malagent.

15. luglio 2007

Vade retro suor Letizia

Vade retro, arte e omosessualità Mi stavo organizzando per andarla a vedere questa Vade retro, arte e omosessualità e mi dispiace immensamente che sia stata cancellata. Avrei dovuto immaginarlo che sarebbe finita così: prima la querelle sul nome (il primo titolo proposto era Froci, troppo forte, di seguito era stato pensato Ecce (H)omo, accantonato per il riferimento religioso troppo provocatorio) poi la limitazione ai minorenni.
Non mi pareva vero di aver a solo un paio d’ore di macchina le opere dei miei eroi David LaChapelle, Nobuyoshi Araki, Nan Goldin, Timothy Greenfield-Sanders, Andrés Serrano, Helmut Newton, Erwin Olaf per citarne alcuni. Senza contare che sarebbe stata un’ottima occasione per avvicinarmi ad altri artisti.
Invece è saltato tutto. Vaffanculo.

Wilhelm von Gloeden, Nudo maschile, 1900 caMichele Serra su Repubblica di oggi:

Al netto delle ciance politicanti, e delle spassose baruffe tra “suor Letizia” e il suo vivace scudiero Sgarbi, la soppressione della mostra milanese su arte e omosessualità è una pagina nera. La frase “a Milano non ci sono le condizioni, proveremo altrove” suona come una assurda retrocessione di Milano (molti anni fa tra le vere capitali della cultura europea) al rango di borgo bigotto. Milano sazia e disperata: sazia di quattrini e di traffico, di smog e di vetrine, disperata perché costretta a ingoiare il gesto profondamente anticulturale e antiliberale di una censura così morbosa, e così ridicola, da far dire agli organizzatori della mostra “forse riproveremo a Savona”, che come è noto è una rutilante Sodoma cosmopolita, e sta vivendo un momento di febbrile vivacità culturale che tutto il mondo ci invidia.
Dicevano le avanguardie, molti anni fa, che la cultura italiana non riusciva a guardare oltre Chiasso. Ripiegheremo su Savona? Colonne di milanesi ribelli imboccheranno l’autostrada dei Fiori per vedere le opere indegne di essere esposte a Milano? E le opere stesse, che cosa hanno di così oltraggioso da essere caricate sui Tir e portate fuori le mura, come rifiuti speciali da smaltire a distanza? Arte degenerata, siamo di nuovo a questo? Sì, siamo di nuovo a questo.

21. maggio 2006

Andres Serrano, A History of Sex

Andres Serrano, A History of SexAndres Serrano nasce a New York nel 1950. Tra il 1967 e il 1969 frequenta il Brooklyn Museum of Art School, New York.
Vive e lavora a New York.

La notorietà di Serrano è legata ad un episodio ben preciso: il 18 Maggio 1989, il senatore Alphonse D’ Amato stracciava nell’ aula del Senato statunitense un’ immagine di Piss Christ (un crocifisso immerso nell’ urina).

Gli argomenti affrontati da Andres Serrano sollevano questioni primarie della natura umana: sesso, religione, razzismo.

Con A History of Sex (1996), Serrano esplora l’ identità sessuale di alcune categorie di persone che non vengono comunemente immaginate come “sessuate”: gli anziani per esempio oppure i disabili.

Foto che compongono la raccolta: 1, 2, 3.