Il principe azzurro è uno stronzo
Il principe azzurro non esiste.
Il principe azzurro è solo un uomo come gli altri, pieno di difetti come gli altri.
Ma soprattutto non ha la benché minima idea di cosa fare per salvare la principessa.
Uno stronzo come tanti, che se la darà a gambe alla prima occasione.
Consigliato alle donne: La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro di Grad Marcia, Edizioni Piemme (collana Bestseller). Perchè gli uomini sono davvero stronzi.
Si potrebbe consigliare anche agli uomini: sarebbe bello lo leggessero, imparando qualcosa, soprattutto a non fare più gli stronzi. (Magari fosse così semplice). In realtà la suddetta lettura, nei maschi non sortisce l’effetto sperato.
Io stesso, dopo poche ore aver letto questo libello, trovato sul cuscino del letto di una donna che soffre per uno dei tanti principi azzurri (e che mi ospitava temporaneamente), ci ho messo del mio per rientrare a pieno titolo nella casistica del principe azzurro stronzo.
Forse perché ho letto solo la prima parte.
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1:57 pm |

Coinvolgente e frizzante, diretto dalla giovane libanese Nadine Labaki, racconta di donne in una Beirut che sembra ferma agli anni ottanta. Cinque donne che gravitano attorno ad un salone di bellezza. Donne, giovani e meno giovani, che parlano di loro, dei loro sogni. Donne immerse in una sorridente sensualità. Donne, con le loro lacrime. Una sorta di campionario della società: la bella che ha una relazione clandestina con uno uomo sposato, tormentata dalla gelosia verso la di lui moglie. La ragazza di religione mussulmana, che si deve sposare ma non è più vergine e teme la prima notte di nozze. La ragazza lesbica in lotta con se stessa perchè non riesce ad accettare la sua tendenza, anche per i pregiudizi della società in cui vive. La milf talmente ossessionata dallo scorrere del tempo e dalla inesorabile decadenza fisica che usa tintura rossa e assorbenti per millantare mestruazioni che la raggiunta menopausa ha fatto scomparire. Una dolcissima ormai anziana sarta che sacrifica la sua vita e un possibile nascente amore per stare accanto alla sorella minorata (straordinaria interpretazione).
Mi rivolgo a te donna (o uomo, nel caso si tratti di una coppia gay), che sei arrivata a queste pagine cercando su Google come perdonare quelli che chiamano le linee erotiche: il perdono lo dovresti cercare nel tuo cuore e non tra i risultati di un’interrogazione ad un database.







