28. Aprile 2008

Il principe azzurro è uno stronzo

Rupert Everett la voce del Principe Azzurro in ShrekIl principe azzurro non esiste.
Il principe azzurro è solo un uomo come gli altri, pieno di difetti come gli altri.
Ma soprattutto non ha la benché minima idea di cosa fare per salvare la principessa.
Uno stronzo come tanti, che se la darà a gambe alla prima occasione.

Consigliato alle donne: La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro di Grad Marcia, Edizioni Piemme (collana Bestseller). Perchè gli uomini sono davvero stronzi.

Si potrebbe consigliare anche agli uomini: sarebbe bello lo leggessero, imparando qualcosa, soprattutto a non fare più gli stronzi. (Magari fosse così semplice). In realtà la suddetta lettura, nei maschi non sortisce l’effetto sperato.
Io stesso, dopo poche ore aver letto questo libello, trovato sul cuscino del letto di una donna che soffre per uno dei tanti principi azzurri (e che mi ospitava temporaneamente), ci ho messo del mio per rientrare a pieno titolo nella casistica del principe azzurro stronzo.
Forse perché ho letto solo la prima parte.

11. Aprile 2008

L’ho letto su “A” di Aprile #2

Eppure, continuo a credere che abbia avuto paura di amarmi

Universitaria, il collega più ambito è un trentenne fuori corso, fra Scamarcio e Raoul Bova, sposato. Siamo tutte pazze di lui. Ha perso la testa per me, ma ha “dichiarato”: «Sono fedele a mia moglie, è la prima volta». Un solo incontro, parole e baci, non siamo arrivati fino in fondo. Ha detto no, ho paura di amarti troppo. Mi sono confidata con un’amica, che si è messa a ridere: lui aveva fatto così con altre due del corso. Stesso copione, stesse parole… Eppure, continuo a credere che abbia avuto paura di amarmi.
Romina

Romina sveglia! Hai incrociato LO stronzo, quello della peggiore specie: alla mattina pettina il suo ego guardandosi allo specchio, “Ma che gli fai tu alle donne!”, facendo la conta di quante gli cadono ai piedi, ma non ha nemmeno le palle di tradire fino in fondo. Ti ha sedotta e ti ha lasciata con la voglia.
E tu lo giustifichi pure? Sveglia, ragazzina, sveglia!
Sei obbligata moralmente a ridimensionare il suo spropositato ego confidando alle tue colleghe di corso che con ’sto RaoulScamarcio de noartri hai consumato e ti ha molto deluso perchè…

  • opzione a: la sua dimensione artistica non è per niente soddisfacente
  • opzione b: la sua interpretazione è stata inutile e inespressiva come Alberto Tomba nel film Alex l’ariete

Questo si meritano gli uomini cervellonellemutande, che pur di sfilare una mutandina saprebbero raccontare qualsiasi tipo di menzogna.
Richie

Many tnx to Primo Calabrese for his photo.

07. Febbraio 2008

Caramel

Caramel di Nadine LabakiCoinvolgente e frizzante, diretto dalla giovane libanese Nadine Labaki, racconta di donne in una Beirut che sembra ferma agli anni ottanta. Cinque donne che gravitano attorno ad un salone di bellezza. Donne, giovani e meno giovani, che parlano di loro, dei loro sogni. Donne immerse in una sorridente sensualità. Donne, con le loro lacrime. Una sorta di campionario della società: la bella che ha una relazione clandestina con uno uomo sposato, tormentata dalla gelosia verso la di lui moglie. La ragazza di religione mussulmana, che si deve sposare ma non è più vergine e teme la prima notte di nozze. La ragazza lesbica in lotta con se stessa perchè non riesce ad accettare la sua tendenza, anche per i pregiudizi della società in cui vive. La milf talmente ossessionata dallo scorrere del tempo e dalla inesorabile decadenza fisica che usa tintura rossa e assorbenti per millantare mestruazioni che la raggiunta menopausa ha fatto scomparire. Una dolcissima ormai anziana sarta che sacrifica la sua vita e un possibile nascente amore per stare accanto alla sorella minorata (straordinaria interpretazione).
Caramel è una miscela di zucchero, limone e acqua, che lasciata raffreddare diventa una pasta appiccicosa utilizzata, dalle ragazze nel salone in sostituzione dei costosi prodotti cosmetici francesi a cui rimanda l’insegna del negozio, per togliere i peli superflui.
Agrodolce è anche il registro in cui vengono trattati i temi della convivenza tra mussulmani e cristiani, del melting pot di culture tra stupide tradizioni e usanze millenarie, della solidarietà tra donne. Il paragone con Volver di Pedro Almodóvar è pertinente: anche qui le donne, molto diverse tra loro, fanno comunque quadrato per difendersi da uomini traditori, goffi e superficiali.
Da segnalare la scena del taxi dove le amiche, camuffate per non essere riconosciute, scortano Nisrine (Yasmine Al Masri) all’ospedale dove le verrà ricostruita l’imene (verrà RI-pa-ta-ta-ta): squisitamente tarantiniana. Ricorda entrambi gli episodi di Death Proof in cui le protagoniste sono in macchina e si lanciano in conversazioni surreali, quanto scollacciate, durante il tragitto.
Solo la regista è un’attrice professionista: le altre protagoniste sono persone comuni, che nella vita si occupano d’altro. Un cast di perfetti sconosciuti, che comunque ci regala interpretazioni davvero frizzanti e molto naturali.
Candidato all’Oscar come miglior film straniero. In bocca al lupo.

02. Febbraio 2008

L’amore ai tempi delle linee erotiche

Justine Gromada - Diva FuturaMi rivolgo a te donna (o uomo, nel caso si tratti di una coppia gay), che sei arrivata a queste pagine cercando su Google come perdonare quelli che chiamano le linee erotiche: il perdono lo dovresti cercare nel tuo cuore e non tra i risultati di un’interrogazione ad un database.
La generazione di nostri nonni si è convinta che se lo dice la televisione è vero, non facciamo la trasposizione dello stesso errore: non è tutto vero quello che trovi su Google.
Dopo questa puntualizzazione, se posso fare qualcosa per il tuo problema… ben volentieri!
Io sono per il perdono. Sì, perdonalo! Ma non fargliela passare a buon mercato: se non rimane indelebile la coscienza dell’aver sbagliato, quello alla prossima occasione le richiama le linee erotiche, che “tanto poi lei mi perdona!”.
Siccome la maggioranza delle persone è reattiva solo se gli si tocca il portafoglio, se lui vuole veramente il tuo perdono si deve convincere che per ottenerlo deve spendere la corrispondente somma che ha speso per le chiamate alle maiale comprandoti un regalo.
A questo punto come puoi assicurarti che non chiamerà le donnine nude delle linee erotiche? Se lui ti ama il problema non dovrebbe nemmeno sussistere, ma dato per assodato che la maggior parte degli uomini in quel frangente starebbero solo più attenti a non farsi sgamare, puoi percorrere due strade.
Puoi minacciarlo di chiedere di lavorare anche tu per un call center erotico finendo così ad ascoltare centinaia di uomini che si masturbano e vengono alle tue parole, oppure puoi proporgli di farle tra voi due le telefonate erotiche. Entrambe le soluzioni ti potrebbero arricchire e far provare sensazioni forti: è risaputo che il piacere della donna è molto più cerebrale di quello dell’uomo. E in entrambe le situazioni farai un figurone: l’immaginario erotico della quasi totalità degli uomini è talmente limitato che ti basterà far capire che sei una vera porca e fai di tutto, che lui è un vero stallone e ce l’ha grossissimo, per soddisfarlo e per sentirti la dea del sesso. Indipendentemente dalla tua reale disinibizione e dalle sue effettive misure.
In ogni caso contribuirai a debellare lo spettacolo ignobile di quei MDF che chiamano la Justine Gromada (nella foto, mentre è al lavoro) di turno, a notte fonda, e parlano con un filo di voce per non svegliare la compagna che dorme nella stanza attigua.

11. Novembre 2007

Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio

Ilona on Top (Rosa background)

C’erano una volta un re ed una regina che avevano un figlia bellissima di nome Psiche. Lei era così bella che gli abitanti del regno le tributavano onori come se fosse una dea.
La cosa dava parecchio fastidio alla dea Venere perché quegli onori spettavano a lei, così invia suo figlio Amore, con l’intento di punire Psiche facendola innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra. Ma Amore, al solo vedere Psiche, rimane estasiato dalla sua bellezza. Se ne innamora perdutamente. Amore disobbedisce agli ordini della madre e la fa portare di nascosto, nel suo palazzo. Ogni notte Amore torna da Psiche e al buio, in modo che lei non possa capire chi è veramente lui, si amano con rovente passione. Una passione così intensa, che mai nessuno sulla terra ha potuto sperimentare, al solo costo di un piccolo segreto.
Ma una notte Psiche decide di scoprire chi è il suo focoso amante. Sfortunatamente una goccia dell’olio bollente della lanterna, che aveva acceso, cade sul corpo di Amore addormentato. Amore si sveglia, l’incantesimo è rotto. Psiche dovrà subire l’abbandono di Amore e le ire di Venere che si vendicherà costringendola in schiavitù e affidandole compiti disumani.
Solo il possente Giove, mosso a compassione dalle pene amorose di Amore, permetterà che Psiche diventi a sua volta una dea, bevendo l’ambrosia, in modo da poter sposare Amore.
E vissero per sempre felici e contenti.

Una delle più belle fiabe sull’amore scritte negli ultimi duemila anni. Mi colpì così tanto che una vita fa ne scrissi pure un breve compendio: Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio.

Fotografia: Jeff Koons, Ilona on Top (Rosa background), 1990. Private collection, Galerie Max Hetzler, Berlin

25. Novembre 2004

Movimenti sossultori

L’epicentro è stato individuato a 60 km da casa mia. Quando io e lei abbiamo avvertito le scosse stavamo facendo l’ amore.
Ci siamo fermati, forse 4 secondi, per vedere il lampadario che ondulava… ma poi ho ripreso a spingere io dentro di lei. Lei avrebbe voluto aspettare qualche secondo forse… ma non ha avuto la forza di controbattere.
Io ho ricominciato a spingere e non mi sarei fermato nemmeno se fosse caduto il mondo.
Se avessi dovuto morire serebbe stata una morte bellissima: facendo sesso con la persona che amo!